003 – Domande su Il Pensiero – Se pensare bastasse (1 parte)

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Angel: Benvenuti nella lezione su Il Pensiero. Oggi risponderò a tutte le vostre domande, iniziate pure.

Studente: Ciao Angel, grazie per l’occasione che ci stai offrendo. Ho sempre lavorato sul non pensiero leggendo i libri spirituali. Ora però, essendo per me un momento di grande sofferenza, mi riesce più difficile. Solo isolandomi dall’esterno riesco, sempre con molta difficoltà.

Angel: Benvenuto! Leggere libri spirituali è molto stimolante e ti aiuta a capire che ciò che vedi intorno a te non è la pura verità, ma un muro di finzioni. Leggere libri però non ti permette di distaccarti dall’illusione che ci viene imposta sin dalla nascita, perché altrimenti basterebbe ben poco per risvegliarsi. Purtroppo la sola lettura non permette di migliorare la propria vita e uscire dagli ingranaggi che il Low e le influenze energetiche esterne ci legano alle distrazioni della vita, agli ostacoli e alle sofferenze. Anche se è un modo nuovo per te di approcciarti alla spiritualità, abituato alla sola lettura, è arrivato il momento di prendere le redini in mano e scegliere di praticare per sentirti meglio. Anziché legarti e dipendere dalla lettura dei libri, è il momento di iniziare a praticare per cambiare le situazioni che ti disturbano. D’altronde potresti continuare per la tua via e pensare che passare da un libro ad un altro sia la soluzione, ma la lettura dei libri non può cambiare la tua vita se non metti in atto ciò che ti è stato insegnato. Scegliere di isolarsi è sempre la peggior scelta che si possa fare, perché è proprio ciò che vuole l’oscurità, affinché ogni spirituale diventi solo e quindi più facile da indebolire. Il mio consiglio è di insistere a lavorare su di te praticando per sentirti meglio, non soltanto leggendo. Nessuno ti impedisce di cercare qualcuno, magari un tuo compagno spirituale, con cui potresti confidarti e magari scoprire, con tua grande sorpresa, che potrebbe aver superato problemi molto simili ai tuoi e darti qualche consiglio per fare altrettanto. L’importante è non chiudersi in se stessi, perché questo ti fa stare peggio.

Studente: Grazie Angel per tutti gli insegnamenti che condividi con noi. Ho compreso che non bisogna farsi coinvolgere dai pensieri negativi, ma coltivare quelli positivi. Hai un suggerimento da dare per aiutarmi a sostituire i pensieri negativi con quelli positivi?

Angel: Quando hai un pensiero negativo, lavora su di te per sentirlo positivo, talvolta “obbligandoti” ad avere una mente decisa sulla via positiva; come se per te non dovesse più esistere la possibilità negativa. Domani è una giornata pesante di lavoro? Non lo sarà, non deve esserlo, obbligati a non farla diventare una giornata pesante. Stai discutendo con una persona? Obbligati a pensare che andrà tutto bene qualunque cosa accada, non andrà male in nessun modo. Ciò non significa che per forza farete pace, a volte è meglio proprio che due persone si separino. È solo un esempio, ma se comprendi che certi avvenimenti sono ben più positivi che negativi, anche se in apparenza sembrano il contrario, ti renderai conto di quanto sia vero e giusto restare positivi sempre.

Studente: Tu parli del pensiero come se tutto girasse intorno a lui, come se il nostro pensiero negativo potesse creare i problemi nella nostra vita o annullarli in caso pensassimo positivo. Ma è davvero così importante pensare positivo?

Angel: Sì, è molto più importante di quanto tu creda. Il pensiero negativo costante crea molti più problemi nella tua vita di quanti te ne creino le altre persone. Il pensiero crea la realtà che ti circonda, anche se per il momento credi che il pensiero viva solo dentro la tua testa.

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Però il pensiero è molto più forte di quanto credi, quindi bisogna imparare a non tagliarsi le gambe da soli, ma a renderle più forti volta per volta; migliorando il proprio pensiero e facendolo diventare più positivo per noi e per tutti.

Studente: Nelle ultime settimane mi è capitato di avere davanti una serie dei soliti eventi che vogliono per forza di cose buttarmi giù ed ho prontamente distaccato senza farmi toccare. Ho mantenuto lo stesso atteggiamento con delle persone (tra cui spirituali) che dalle loro cose si facevano buttar giù, sentendomi poi dire di essere glaciale e provocando in loro tristezza e strane reazioni. Prima di giungere a tale mezzo c’è stato dietro un lungo lavoro di sprone che ho visto non esser servito in quanto loro non mi hanno dato retta quanto avrebbero dovuto. Comunque, credendo di esagerare col distacco ho poi allentato la presa, tanto per sperimentare se avessi torto. Ma quei sentimenti negativi delle persone in questione poi chiaramente sono passati su di me, creando a loro volta dei pensieri al mio interno che cercavano di buttarmi giù. La domanda è: ok per quanto riguarda le situazioni esterne, ma come trovare la giusta misura tra l’essere distaccati e condividere sentimenti di amicizia o altro con la controparte?

Angel: C’è da dire che definirsi spirituali non dà per scontato che siano anche persone praticanti e quindi coscienti del Low e di come i loro pensieri vengano influenzati, pur autodefinendosi con questi termini. Di conseguenza definirsi spirituali non significa che tutti i loro pensieri siano del tutto controllati dalla loro consapevolezza, perché per riuscire ad averne un buon controllo ci vuole un gran bel lavoro, e ora è ancora troppo presto per pensare di esserci riusciti. Inoltre, è sempre facile pensare che gli altri non si rendano conto della verità e che noi siamo quelli più evoluti che gli debbano aprire gli occhi; ma se invece fossimo noi quelli che hanno torto e loro abbiano solo tentato di farci capire i nostri limiti mentali? Detto questo, è giusto che distacchi ciò che ti fa stare male, ma non è necessario dire agli altri di averli distaccati: perché questo sarebbe solo un modo per farli soffrire. Quando c’è qualcosa che vuoi distaccare, fallo senza dirlo troppo in giro: lo fai per sentirti meglio o per vantartene con gli altri? Quindi pratica per sentirti meglio: distacca i pensieri degli altri, le loro influenze e via dicendo, senza necessariamente farle soffrire per questo. Se praticassi bene pure gli altri si sentirebbero meglio; la sofferenza arriva quando glielo dici con l’intento celato di farli stare male o farli sentire in colpa. Se ti hanno inviato pensieri negativi o influenze, tagliale e allontanale da te, senza necessariamente far sentire peggio le altre persone. Ti consiglio di revisionare il tuo modo di volergli insegnare come pensare e come agire con i loro pensieri: seppure tu abbia buone intenzioni, probabilmente loro non desiderano avere un ulteriore maestro che gli dica cosa fare, dato che siete compagni di livello e hanno ragione a pensare che non debbano ascoltarti alla lettera; un maestro qualificato ce l’hanno già.

Studente: Ciao Angel. Da quando sono in ACD riesco ad essere molto più positiva ma soprattutto a pensare meno (e comunque penso ancora tanto, la differenza ora è che ne sono consapevole). A volte, però, mi capita di pensare a qualcosa di negativo quando voglio prepararmi ad accettarlo nel caso capiti (perché non ho usato bene le tecniche e quindi non ho ottenuto ciò che volevo) oppure quando penso che quel qualcosa di negativo possa corrispondere ad una prova che io stessa ho scelto prima di reincarnarmi e quindi dovrò accettarla e affrontarla. Anche se la motivazione può sembrare “positiva”, questi sono pensieri negativi causati dalla paura? L’esempio che ti posso fare è molto recente: da un mese circa ho saputo di aspettare un figlio, non ho certezze che vada avanti perché ci sono complicazioni; non mollo e mi sto impegnando a pensare positivo nella fiducia che ciò che accadrà sarà il meglio per me. A volte però mi vengono pensieri negativi che cerco di distaccare perché non voglio che si realizzino, anche se penso che la loro realizzazione può essere la mia missione.

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Angel: Sì, questi pensieri negativi sono causati dalla tua paura, che devi distaccare e lasciare andare. Non pensare a niente, non pensare se è giusto o sbagliato, tu riempiti di Prana e lasciati andare a Dio, lui saprà aiutarti a realizzare la scelta migliore, senza per forza che tu sappia sin da ora quali siano quelle giuste. Fidati di Lui e andrà tutto come è meglio per te, anche quando in un primo momento potrebbe sembrarti il contrario; poi capirai che ti sbagliavi.

Studente: Grazie Angel. A volte quando penso, finisco per immergermi tra le fantasie. Poche ore dopo noto che la scena che io ho immaginato diventa poi realtà, non solo su di me ma soprattutto sugli altri, anche le parole create nella fantasia vengono dette. Sono io che prevedo il futuro, lo creo, o cosa?

Angel: Probabilmente lo hai creato, in quanto il pensiero può essere molto più forte di quanto si pensi. Ecco perché bisogna imparare a saper sfruttare le proprie capacità psichiche per creare eventi molto più forti e positivi per noi e per le persone che vogliamo aiutare, anziché lasciarci ingannare dai pensieri negativi o dai nostri limiti, che ci impediscono di fare grandi cambiamenti ma ci tengono rinchiusi in bassi livelli dove riusciamo a creare ben poco di ciò che vogliamo; o il più delle volte solo eventi negativi.

Studente: Tendo spesso a prepararmi al peggio: pensando negativo, almeno così, se alla fine quello che credevo sarebbe successo in modo negativo, arriva in modo positivo, sono contenta. Altrimenti ero comunque abbastanza preparata al peggio. Ma leggendo il documento ho capito che pensare negativo significa avvicinare una fine negativa; invece pensando positivo piano piano raggiungerò le cose positive. Bene, adesso che questo mi è chiaro, quando mi assale la negatività devo smettere di pensarci e pensare ad altro giusto?

Angel: Pensare negativo per essere preparati “al peggio” è un’ottima soluzione per rovinarsi la vita. So che ci hanno abituati così, sin da bambini, ma è arrivato il momento di prendere nuove abitudini che ci portino più lontani di quanto potremmo arrivare se continuassimo a dare ascolto ai vecchi programmi: che sino ad oggi ci hanno tenuti fermi e bloccati ad un livello basso. Quando arrivano i pensieri negativi, cacciali via immediatamente, perché pensare negativo può solo farti male e creare eventi negativi nella tua vita. Pensare positivo non significa illudersi, bensì dare un raggio di sole alla propria vita che, scoprendo la vista della luce, inizierà a volerne sempre di più sino a diventare lei stessa luminosa. Sinché decidi di vivere nell’ombra ti abituerai così tanto che poi non riuscirai più a vedere la luce nemmeno quando ce l’avrai davanti.

Studente: Mi chiedevo se l’esercizio che devo svolgere durante il giorno consiste solo nello sforzo di essere più calmo e positivo mentre vivo la giornata, oppure se devo praticare un genere di meditazione che non ho visto fra gli articoli indicati e che mi è sfuggito.

Angel: L’esercizio di pensare positivo consiste nel cercare di rispondere positivamente ad ogni pensiero che ti viene, ad ogni situazione che si crea durante il giorno e ad ogni tentativo delle altre persone di farti soffrire. Non si tratta di una meditazione, in quanto la Meditazione te l’ho già insegnata ed è quella sui 5 chakra in non pensiero.

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Si tratta invece di uno stile di pensiero che devi adottare durante il giorno, per fare in modo che le tecniche, come la meditazione, abbiano più effetto su di te in quanto non abbassi il loro potere pensando negativo ogni giorno. Quindi l’esercizio del pensare positivo consiste proprio nel rispondere positivamente a qualunque cosa ti accada durante il giorno, affinché dentro non ti ferisci e fuori tutto inizia a migliorare.

Studente: Ognuno di noi ovviamente ha il desiderio di veder realizzati certi eventi nella propria vita, e, come è naturale, tende a pensare molto a questi eventi. Da quando ho incontrato ACD, ogni volta che mi capita di pensare ad un evento che vorrei si realizzasse, cerco di pensarlo esclusivamente in modo positivo e devo dire che mi riesce abbastanza bene. Però vorrei un consiglio: in questi casi è meglio continuare così, ossia pensando positivo e convincendomi che quell’evento accadrà, o è meglio cercare di non pensarci proprio distaccando quel pensiero ogni volta che si presenta? Vorrei anche condividere una piccola riflessione su come il pensiero positivo possa effettivamente realizzare eventi positivi: io ho iniziato il mio percorso spirituale da solo, prima di incontrare ACD, premetto che prima di iniziarlo ero una persona abbastanza pessimista e mi ricordo che il punto fondamentale del mio percorso consisteva nel prendermi qualche minuto ogni sera per pensare a qualcosa che mi aveva reso felice durante la giornata. Questo mi ha portato a guardare ogni cosa con il sorriso, ed inoltre, dopo qualche mese, ho incontrato ACD. Mi piace pensare che sia successo anche grazie a questo cambio di prospettiva.

Angel: Beh dipende in che modo ci pensi, se il tuo pensiero ha un’energia molto positiva diventa praticamente una manifestazione di ciò che stai pensando e lo stai rendendo reale, quindi il pensiero di cui mi parli è molto legato all’intento: perciò non è il pensiero che realizza ma l’intento che c’è dietro che fa in modo che succeda. Il pensare positivo aiuta a comprendere la manifestazione di ciò, quindi agli inizi è utilissimo (non per niente insegno a pensare positivo prima di tutto) ma poi con il tempo imparerai a compiere un effetto ben più forte. Senza doverci pensare a parole e immagini, ma praticando tecniche mirate. Sono felice che tu abbia compreso quanto sia importante pensare positivo e sì, anche io credo che sia stato proprio quello a condurti in questa via: perché le stesse vibrazioni si attraggono.

Studente: Quindi mi conviene continuare a pensarci positivamente invece di distaccarlo?

Angel: Consiglio di imparare a mandare positività a quell’evento, eliminando sempre più il pensiero a parole. Quindi per ora puoi pensarci positivamente e solo positivamente, ma pian piano imparerai a far realizzare il futuro che desideri attraverso le tecniche e il non pensiero, anziché passando il giorno a pensarci. Vedrai che sarà un grande cambiamento.

Studente: Leggendo la tua lezione sul pensiero positivo ho visto che molte riflessioni sono state fatte sull’individuo sopraffatto dallo stress lavorativo, e ,siccome ieri mi è accaduta una situazione incresciosa a lavoro, vorrei gentilmente sapere come avrei dovuto gestire lo stress secondo te. Avendo un atteggiamento positivo con una persona che grida e mostra aggressività nei miei riguardi, sbattendo cose sulla scrivania e minacciando di licenziarmi. Tutto ciò per una mancanza non mia ma di un mio collega privilegiato. In quel momento ho provato a dire la mia, onestamente non ho risposto con calma, ma nemmeno in maniera sgarbata. È vero, ho lasciato che la sua influenza mi pervadesse ma in certi momenti, dove di positivo c’è davvero poco, io come dovrei comportarmi? Mi sono sentita violentata da quel comportamento.

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Ho cercato di raccogliere le energie e ho finito il pomeriggio lavorativo da persona corretta quale mi reputo, ma stanotte non ho chiuso occhio e stamattina non sono riuscita ad andare a lavoro, una parte di me l’ha voluto probabilmente. Non vado d’accordo con i soprusi mentali che avvengono nel posto di lavoro per stimolare una persona a lavorare meglio. Lunedì mi recherò senz’altro a lavorare, ma quello che mi chiedo è se può bastare solo la nostra buona volontà o se questo genere di rapporti andrebbero semplicemente tagliati; nonostante ci sia il bisogno di portare lo stipendio a casa, specie quando ci sono delle responsabilità. Premetto che mi spiace per lo sfogo, non cerco una consulenza psicologica, vorrei solo comprendere come migliorarmi sotto l’aspetto della positività. Grazie.

Angel: Vedi, il problema che frega molte persone è quello di credere che pensare positivo serva unicamente per illudersi che tutto vada bene, anche quando tutti gli altri ti trattano male o ti feriscono in qualunque modo. Io però non insegno a illudersi o ad autoconvincersi che tutto vada bene anche quando le prove dimostrano l’opposto. Qui in Accademia sto insegnando numerosissime tecniche e metodi per migliorare la propria vita: tecniche da praticare per cambiare il proprio futuro e migliorare la tua salute, la relazione con le altre persone, la tua fortuna personale e tanto altro ancora, compreso ovviamente il tempo passato al lavoro. Il fatto che tu abbia creduto che in una situazione come quella, l’unica cosa da fare è restare positivi, dimostra che non hai ancora compreso che per migliorare la propria vita bisogna praticare e non solo pensare. Sarebbe impensabile che bastasse solo e unicamente pensare positivo per migliorare la propria vita e ottenere tutto ciò che si desidera, perché se così fosse io non perderei tempo a praticare e poi insegnare a voi tutte queste tecniche, ma mi dedicherei unicamente a pensare positivo tutto il giorno. Magari! Invece c’è bisogno di ben altro, ovvero praticare. Il concetto del pensiero positivo è molto importante, perché come potresti praticare bene se avessi un pensiero negativo costante? Naturalmente il pensiero positivo è fondamentale per praticare bene e ottenere quindi dei miglioramenti; ma pensare positivo non è tutto! Per migliorare la propria vita serve praticare le tecniche che ti ho insegnato e che ti insegnerò passo dopo passo. Quindi per rispondere alla tua domanda: al tuo posto prima di tutto mi sarei difesa attraverso la protezione psichica, per impedire all’altra persona di aggredirmi ingiustamente; dopodiché avrei tagliato i fili fra me e lei, per distrarla e farla andare altrove, anziché permetterle di restare lì a disturbarmi mentre lavoro. Inoltre, tornata a casa, avrei praticato delle tecniche avanzate per migliorare la situazione lavorativa per i prossimi giorni: ad esempio la E-L o la Spinta. Anziché restare bloccata in casa per paura di cosa sarebbe successo il giorno dopo; ma giustamente non conosci ancora queste ultime due tecniche, quindi ti consiglio di praticare ciò che ti ho insegnato sino ad oggi per arrivare al livello giusto in cui potrò poi insegnarti queste tecniche che ti permetteranno di cambiare notevolmente la tua vita, e non credere che sia un’esagerazione. Lo vedrai con il futuro e capirai qual è la verità.

Studente: Queste due ultime settimane, sono state vissute spiritualmente molto intensamente. Gli avvenimenti che si sono susseguiti, mi hanno dato modo di sperimentare ogni passaggio dell’importanza (della base secondo me) che ha il pensiero. Il Non Pensiero. È come se ad ogni step che trattava l’argomento di cui ora stiamo parlando, mi venisse ‘’proposto’’, una specie di esame e se lo superavo, passavo allo step successivo. Ho compreso l’importanza di distaccare in questo presente il dolore che mi portavo dietro da tempo, che per risonanza si era manifestato in presenza di un avvenimento simile. Ho allontanato la rabbia, la tristezza, che mi stava invadendo; l’oscurità che faceva riaffiorare in me ricordi dolorosi. Nel tentativo di farmi credere che mi ritrovavo nella stessa situazione del passato, nella quale una persona che pensavo incorruttibile spiritualmente, mi aveva profondamente ferita. Riprogrammando quel sentimento negativo attraverso una nuova consapevolezza, quel dolore si è trasformato in gioia, soddisfazione, autocompiacimento, perché ce l’ho fatta a cacciare l’oscurità. Ora si va avanti, allo step successivo.

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Angel: Molto bene, sono contenta di questo tuo miglioramento.

Studente: Ho conosciuto persone che appartengono alla categoria dei buonisti. Nei loro pensieri e nel loro linguaggio scompare tutto ciò che è negazione. Le parole no, mai, ecco non esistono. È da seguire come esempio? Nel senso adottare un vero e proprio stile di vita buonista per evitare sia nei pensieri che nel linguaggio quotidiano forme negative. Diventando buonisti, l’oscurità si dimentica di noi nel senso che diventiamo invisibili ai suoi occhi?

Angel: No, perché finiresti solo per prendere botte su botte. In quanto eliminare la negazione e credere che il male non esista, illudendoti che tutto vada bene anche quando va male, ti farebbe credere che sia sbagliato difenderti (dato che “il male non esiste”) e di praticare per migliorare la tua vita (dato che esiste “solo il  bene”). Questo è solo uno dei tanti metodi che vengono usati per spazzare via gli spirituali praticanti, riducendoli in persone che parlano e parlano, ma non hanno risolto nulla nella loro vita. Essere buonisti non è affatto un buon termine, anche se lo sembra. Bisogna tenere gli occhi aperti e rendersi conto di ciò che accade intorno a noi, diventando obiettivamente positivi, anziché pessimisti a priori o esaltati e finti solari, che di gente che si finge solare ce n’è sin troppa!

Studente: Ogni pensiero ha una vibrazione e richiama a sé una situazione che vibra alla stessa frequenza, giusto? E ciò vale sia per noi che per gli altri, nel senso che possiamo influenzare, visto l’interazione delle auree, anche le altre persone. Al riguardo sperimento da un po’: la mattina, quando mi alzo, cerco di cominciare la giornata con dei pensieri positivi cercando di richiamare a me tante cose belle. Mi dico: “Oggi sarà una splendida giornata, la Forza mi coccola, sta con me e mi protegge” e nel mentre cerco di respirarla costantemente per illuminarmi, taglio i fili e rinforzo la mia protezione. Ma mi rendo conto che a volte, soprattutto per fattori esterni, la mia giornata non è sempre delle migliori; nonostante cerchi di distaccarmi. Ciò da cosa può dipendere? Dal non essere cosciente? Dalla protezione bassa? O da un mix di entrambi?

Angel: Probabilmente mediti poco, in quanto è la meditazione a fare il più grande cambiamento, mentre tutto il resto serve per rinforzare e non annullare il potere della meditazione. In altre parole, prova ad iniziare la mattina praticando una meditazione, anziché dedicarti al pensare positivo. Puoi pensare positivo durante il giorno, quando non hai tempo di praticare ma la mattina inizia la giornata praticando. Solo così potrai renderti conto che il pensiero positivo è inutile senza una base di pratica meditativa, ma se invece mediti sin dalla mattina, e poi durante il giorno pensi positivo la forza di entrambe le tecniche si rinforzerà l’un l’altra: facendo cambiare l’andamento della tua giornata e allontanando da te gli eventi negativi.

Studente: Mi sono sempre crogiolata nei miei dolori, nei miei pensieri e nei miei sogni. Così lasciavo scorrere il tempo, ma mi chiedo: scusa la mia ignoranza, siccome comunque dobbiamo vivere qui su Gaia e nel Low, come si può vivere nel presente senza pensare a ieri o domani? Se penso solo a quello che sto facendo ora, come faccio ad organizzarmi e sapere quello che devo fare dopo? Non si rischia di essere troppo distratti dai propri impegni di vita, di lavoro e di famiglia? Io poi sono già distratta di mio da sempre e già dimentico spesso le cose. In qualche occasione hai detto che l’ideale sarebbe stare in non pensiero, anche senza meditazione. Ma cosa intendi dire con non pensiero? Non riesco ad immaginare il non pensiero full-time o, per meglio dire, in non pensiero per dire che non abbiamo pensieri stagnanti del passato, del futuro o paure o altro e dobbiamo vivere con la mente pulita e vuota di pensieri ingombranti? Sono certa di non aver compreso appieno il tuo messaggio.

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Angel: Infatti, io non insegno a spegnere il cervello, ma a praticare il non pensiero. È normale che non si possano eliminare completamente i pensieri di tutta la giornata, perché durante il giorno bisogna organizzarsi ed è utile pensare a cosa farai domani o il mese prossimo. Ma è davvero necessario pensarci mille volte? La pratica del non pensiero serve a ridurre il pensiero, non a spegnere il cervello. Praticando il silenzio mentale impari a riconoscere quali pensieri sono completamente dannosi per la tua vita, da quelli che ti fanno perdere un po’ di tempo, da quelli che invece sono un po’ più utili. La pratica del non pensiero non serve a disimparare la facoltà di riflettere, in quanto è ciò che ci differenzia dall’animale e ci rende più evoluti; ma ci permette di agire molto di più anziché restare fermi a pensare e ad ossessionarci. La nostra psiche è capace di creare la realtà intorno a noi, mentre invece noi sprechiamo tempo a pensare e ad ossessionarci su come dovrebbe essere. Stiamo sprecando tempo! Noi potremmo realizzare, e invece ci fermiamo a pensare. Siccome siamo abituati così, non ci accorgiamo che prima di agire, è nostra consuetudine pensarci mille volte: anche per mesi interi e talvolta per anni prima di muovere il primo passo, sprecando il nostro tempo che se avessimo utilizzato per agire avremmo già concluso e realizzato il nostro obiettivo, avanzando ancora tanti anni liberi per fare dell’altro. Basterebbe un solo minuto di pensiero per organizzarci la giornata di domani e decidere con fermezza cosa fare e cosa non fare, invece rimaniamo a pensarci venti volte almeno: perché decidiamo qualcosa, poi cambiamo idea, poi ci ripensiamo, poi siamo insicuri e cambiamo di nuovo convinti che vada bene così, che ripensarci mille volte sia un’ottima soluzione per non dimenticare niente; invece è peggio. È normale che ora non ti basterebbe un solo pensiero per decidere tutto ciò che dovrà accadere domani, questo perché non hai la capacità del pensiero allenato. Per questa ragione mentre ti organizzi ti dimentichi di ciò che stavi facendo, ti vengono i dubbi sulle idee precedenti, ti arrivano mille pensieri per distrarti dallo scopo originale. Perché non sei abituata a mantenere l’obiettivo fisso in quanto hai troppi pensieri per la testa. Il silenzio mentale durante il giorno ti serve a ridurre tutti questi pensieri che sono assolutamente anti-risveglio. Quindi ti serve ad essere molto più cosciente e avere le tue sensorie più “attive”, in modo che la soluzione ai problemi ti arrivi nell’immediato, anziché restare a pensarci mille volte. Ma come puoi riuscire a farti arrivare la soluzione subito, senza pensarci troppe volte? Meditando in non pensiero e cercando di ridurre notevolmente il pensiero durante il giorno, in modo tale che il Sesto senso abbia più “voce” e possa darti le soluzioni mentre che il tuo pensiero tace. Te l’ho detto tante volte: quando abbassi il volume dei pensieri, si alzerà quello del Sesto senso. Da lì il gioco è fatto, bisogna solo comprendere questo meccanismo. Noterai come praticando la meditazione e cercando di ridurre i tuoi pensieri anche durante il giorno (quindi pensando meno alle persone, alle cose da fare o a chi ti ha fatto soffrire) ci sarà un miglioramento anche nella tua attenzione e nella memoria.

Studente: Il non pensiero in effetti è il mio handicap, mi sento sempre troppo pressata. Non riesco mai a svuotare la mente, penso troppo e questo mi porta a somatizzare moltissimo, sono piena di acciacchi e sono convinta che, questi, siano prodotti dal mio vissuto non proprio piacevole e da come io “sopporti” ciò.

Angel: Certo è normalissimo, è il problema di tutti, ma imparerai come distaccarli. È normale che fuori dalla meditazione non potrai restare totalmente 24 ore su 24 in assoluto non pensiero, ma ti garantisco che con la pratica costante in cui ti impegnerai a ridurre i pensieri futili, potrai decidere di starlo per molte ore anche quasi in silenzio totale, per quanto desideri.

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Non abbiamo necessità di pensare tutti i giorni ai mille problemi, ci abbiamo già pensato tante volte! Possiamo concederci dei periodi di rilassamento mentale? La prima fase è comprendere di dover vivere qui e ora, quindi nel presente. Senza pensare ai problemi passati, presunti presenti e tanto meno quelli futuri; senza pensare ai se o ai ma negativi ma essere sempre positiva. Sempre e comunque, affinché tu possa cambiare il tuo presente e quindi anche il tuo futuro nel migliore dei modi. Quindi, sarà importante che impari prima di tutto a ridurre il pensiero durante il giorno e quando senti che un pensiero negativo proprio non riesci a levartelo dalla testa, concentrati sul tuo chakra del Cuore e respira prana, facendo agire l’energia dentro di te che ti aiuterà a ridurre quella sofferenza.

Studente: Vorrei scrivere riguardo al Low e al vuoto mentale. La prima volta che ho fatto esperienza di vuoto mentale è stata quando avevo 15 o 16 anni. Ricordo bene ogni cosa. Stavo camminando tranquillamente e sentivo una “strana” (in quel momento per me era molto strana) calma. Mentre camminavo decisi di pensare a una macchina: ma non riuscivo a visualizzarla come facevo tutte le altre volte. Provai ancora, quasi sforzandomi di immaginarmela rossa e quant’altro, ma niente. Nella mia mente non c’era assolutamente nulla. Com’era possibile? Io che fantasticavo sempre, io che osservavo i miei pensieri. In quel momento non c’era niente, se non quella “strana” calma. Provai a pensare a mille altre cose, ma vi assicuro che dentro la mia capoccia non vedevo assolutamente niente. Provai allora a parlare mentalmente con me, ma anche lì, ogni cosa svaniva. Come se fossi in una sorta di buco nero. A quell’età non sapevo niente né di meditazione né di vuoto mentale. E credo fosse normale che in quel momento mi sentii un po’ impaurita. Questa esperienza durò davvero 10 minuti, non scherzo. Appena vidi il divano di casa, mi sedetti e cominciai a chiedermi dove fosse finita tutta la mia immaginazione o tutti i miei pensieri. Rimasi ancora per 3 minuti in quello stato ad osservare tutto ciò che mi circondava. E notai che in quello stato tutto era più luminoso. Beh, devo dire che dopo quella esperienza “inattesa”, cominciai ad entrare nel vuoto molte volte, come se fossi stregata. Tutt’ora posso decidere di entrarci o meno. Dico a me stessa “vabbè adesso basta pensare” e in quell’istante i pensieri e immagini vanno chissà dove e mi lasciano in una sorta di calma dove vedo, senza guardare (ad es: vedo la pianta davanti a me, ma non mi soffermo a guardare com’è fatta e a pensarlo a parole). Il vuoto mentale è particolarmente interessante, ma ecco che vorrei chiederti: è possibile che, nel momento in cui sei in questo stato, a volte o forse sempre (a seconda della concentrazione), senti una leggera “pressione” sulla fronte? Come se sentissi la testa un pochino più pesante? Non è una cosa negativa, a volte mi succede, sono molta concentrata e questa sensazione è quasi piacevole. Ma vorrei sapere per quale motivo sento ciò. Ha a che vedere con il chakra della mente o con il chakra della corona? Per quanto riguarda il Low ho fatto per la prima volta la vostra meditazione e Santi numi! Il mio micio, non la smetteva di attaccarsi al braccio (cosa che non fa mai), io fortunatamente sono riuscita a mantenere la concentrazione e con delicatezza l’ho allontanata, senza aprire gli occhi (la potevo vedere attraverso gli occhi chiusi).

Angel: Assolutamente sì! Quella pressione sulla testa era il chakra della Mente, che si è “attivato” mentre tenevi il silenzio mentale. Proprio come dico sempre, se abbassi il volume dei pensieri si alza quello del Sesto senso ed esso deve essere nutrito attraverso i chakra. Quindi il tuo chakra della Mente voleva dirti “Brava, fermati e ascolta”, ma il Sesto senso non parla a parole, ma a sensazioni e intuizioni.

Per oggi abbiamo concluso. Sono sicura che avrete ancora tante altre domande, quindi le aspetto in questa Pagina, perché potrò rispondervi in un prossimo articolo. Riflettete su quanto detto e migliorate il vostro silenzio mentale! Buona serata e a presto!

Studenti: Grazie di tutto Angel! È stata una lezione magnifica, buona serata anche a te.

Fine pagina 8 su 8. Se hai gradito l’articolo, commenta qui sotto descrivendo le tue sensazioni durante la lettura o la pratica della tecnica proposta.
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543 Commenti

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  1. Rileggendo questo articolo comprendo comprendo meglio, grazie alle domande dei colleghi e alle chiarissime spiegazioni di Angel, importante è riempirsi di Prana, affidarsi a Dio e fidarsi di Dio. È incredibile…..solo 10 mesi fa mi definivo atea. ACD fa miracoli, grazie.

  2. Interessante, mi sono accorta che, anche se durante il giorno cerco sempre di pensare positivo, quando mi accade qualcosa di abbastanza negativo quella scena continua ad andare in loop nella mia testa, come se ripensare a ciò che è successo mille volte servisse a modificare il passato. Anche io ero abituata a “prepararmi al peggio” però a quanto pare è il modo migliore per far andare male le cose. Ho capito: devo sempre pensare che tutto andrà bene.
    Sono nella stessa situazione dello studente che diceva “anche se ho un atteggiamento positivo e faccio le protezioni non tutte le giornate vanno benissimo”, certe volte è proprio così; pensandoci bene medito veramente poco, mezz’ora al giorno è il minimo indispensabile, per questo da oggi inizierò a meditare per almeno un’ora al giorno:)
    Grazie, queste risposte mi sono state veramente utili.

  3. Interessante il non pensiero ma molto difficile da mantenere io mi sto allenando
    Grazie

  4. Bellissima lezione , grazie agli studenti ed Angel, tanti riscontri e anche chiarimenti su quanto sia sprecato il nostro potere latente dai rimuginii mentali e sottolineato ancora quanto le tecniche e la pratica med in primis e poi protezione e taglio fili siano i pilastri centrali : impressionante come dalle domande che facciamo Angel legga e percepisca a quale stadio di comprensione e di attività siamo direi come un libro aperto , da ciò arrivano risposte talmente specifiche ma cha hanno poi per tanti di noi , a volte tutti, chiarimenti trasversali
    Angel , senza parole , grazie a tutti gli studenti e ai collaboratori dato che il Low ci si mette proprio quando si programmano impegni al servizio di altri.
    Con un caloroso abbraccio , a presto !!

  5. Ho riletto la lezione con molto piacere. Più si rileggo e più mi è chiaro il concetto. Grazie mille🙏

  6. Un giorno mi arrabbiai molto con mio nonno e iniziai a pensare intensamente e a desiderare che si sarebbe meritato una punizione e di provare del dolore per tutto il male che aveva fatto non solo a me ma in generale alle persone. Passai 15 minuti a pensare a tutte le cose negative che gli potessero accadere e il giorno dopo scoprì che era andato in ospedale perché era caduto e si era fatto male. Da lì ho capito davvero di quanto sia importante il pensiero e che può davvero realizzare ciò che desideriamo. Da quell’ episodio cerco di pensare in positivo perché non voglio causare dolore ad altri o a me stessa. Però in un certo lato se non mi fosse accaduta questa esperienza molto probabilmente non avrei mai capito quanto è importante pensare positivo. Ho condiviso con voi una mia esperienza con la speranza che possiate imparare da un mio errore.

  7. Risposte chiare, ho chiarito qualche dubbio

  8. Molto interessante queste risposte a me capita che quando medito in non pensiero mi o in una situazione di pre sonno oppure qualche pensiero mi sbuca sempre fuori da qualche parte

  9. inizio a capirci qualcosa di più sul non pensiero,e vedo che in un modo o nell’altro le esperienze e le domande degli studenti si incastrano in qualche modo alle mie.
    spero che un giorno raggiungerò quello che Angel vuole insegnarci

  10. Mi è piaciuto moltissimo l’ultima parte della ragazza che è rimasta in non pensiero. mi ha motivato moltissimo insieme alle parole di angel!

  11. Le lezioni con domande e risposte sono sempre molto delucidarmi!!! Grazie 🙏

  12. Oramai sto davvero comprendendo su me stessa che il non pensiero è importante anche se è una dura lotta riuscirci quando serve, ma quando penso che almeno sia un pensiero positivo!

  13. Il pensiero conta molto nella vita: pensare costantemente in modo negativo crea più problemi di quanti ne possano creare le altre persone.
    Anche se ci hanno abituati fin da piccoli a pensare al “peggio” per arrivare così più preparati nel caso ciò accadesse, è giunta l’ora di non dare più ascolto a questi vecchi programmi; pensare positivo non significa illudersi.
    Il pensare positivo aiuta a comprendere come funziona l’Intento.
    Non basta solo il Pensiero Positivo a risolvere i problemi che possono arrivare, ma possono servire in concomitanza anche altre tecniche.
    Essere buonisti non è affatto un buon termine: bisogna tenere gli occhi aperti, rendendosi conto di ciò che accade intorno a noi, ed essere obiettivamente positivi, e non fingersi sempre solari.
    Quando abbasserai il volume dei pensieri, si alzerà quello del Sesto Senso.

  14. Con l’aiuto della meditazione trovo che i miei pensieri positivi sono aumentati e quelli negativi riesco a superarli in poco tempo.

  15. Anche io ero convinta, fino a quando non ho letto questo articolo, che pensare negativo per essere preparati “al peggio” fosse una buona strategia. In effetti però, da quando ho iniziato il percorso in accademia e continuando a meditare ogni giorno, mi sto rendendo conto di quanto sia evidente che, attenendoci e non discostandoci da vecchi programmi, limitiamo il nostro sè interiore con tutto il suo potenziale. Sto anche scoprendo, ,con molta gioia, che pensare positivo e convincersi che andrà tutto per il meglio non è autoilludersi: infatti sto facendo esperienza del fatto che proprio solo pensare positivamente è la base per attirare a sè eventi positivi. In questo senso sto sentendo la mia vita molto più spesso e in modo costante pervasa da un raggio di sole, che me la fa godere molto di più. Grazie, perchè questo articolo in particolare è stato per me un grande spunto di riflessione e mi ha permesso di focalizzarmi sulle mie conquiste in ambito spirituale.

  16. Tutte queste tecniche ci salvano la vita nel vero senso della parola. Sono armi che dobbiamo imparare a usare sempre meglio e soprattutto appena ne capita l’occasione metterle in pratica. Queste domande e risposte come sempre ti aiutano a capire ed approfondire meglio l’argomento. Grazie mille Angel 🙏

  17. Ripassata la lezione sul pensiero. Quasi non mi ricordavo più le tecniche da fare quando subisci dei attacchi…protezione e taglio fili. Non vedo l’ora di imparare anche le tecniche più mirate, tipo le E-L e le spinte, di quali sentivo parlare propio questi giorni contro il potere occulto che ci sta schiacciando.

  18. Il non pensiero ci permette di ridurre il caos che abbiamo in testa e renderci coscienti di quali pensieri ci aiutano e quali ci fanno male.
    Grazie a questo possiamo cambiare i pensieri negativi in positivi e con un forte intento anche materializzarli.
    Articolo che mi ha aiutato a fare chiarezza sull’argomento

  19. Interessante rileggere questo documento. Molto interessante in particolare il racconto della studentessa che ha raccontato il sopruso al lavoro e la risposta di Angel. Caspita, noi stiamo imparando tecniche psichiche che la maggior parte della gente al mondo non conosce, stiamo imparando a difenderci con armi psichiche che se allenate possono essere davvero più potenti delle armi fisiche e tutto questo pure senza lasciare tracce; questo ci porta ad essere molti passi avanti rispetto a molte persone, soprattutto a quelle che ci vogliono fare del male.
    Molto interessante anche lo studente che ha chiesto se fosse giusto essere buonisti. Santo cielo, no! Ciò comporterebbe inevitabilmente a credere di vivere in Alice nel paese delle meraviglie, dove si crede che tutto vada bene e non esistono problemi.

  20. Molto utile il consiglio di praticare le tecniche che finora Angel ci ha insegnato.
    Per praticare intendevo fare la meditazione, ma Angel mi ha chiarito l’uso pratico delle altre tecniche nella vita di tutti i giorni, ad esempio utilizzare la protezione se qualcuno ci infastidisce, nel documento si parlava di un responsabile d’ufficio…
    Il documento è sicuramente da riascoltare, magari a distanza di qualche giorno.

  21. Riletto e trovate informazioni preziose!