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003 – Essere Coscienti – Diventare vigile (2 parte)

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Nella scorsa lezione ti ho consigliato di respirare prana 3 volte al giorno, per aiutarti a prendere meglio coscienza nell’arco della tua giornata. Probabilmente ora potresti renderti conto di essertene dimenticato, forse già dal secondo o terzo giorno che avevi iniziato a farlo. Tenere costanza, come dicevo, non è affatto semplice, però ho speranza che se tu stai proseguendo la lettura di questi articoli è probabilmente perché ti interessa prendere coscienza, quindi il mio desiderio è quello di insegnarti passo dopo passo come riuscirci. Essere coscienti significa rimanere in guardia da quello che sta succedendo dentro e intorno a te, e non credere che sia così semplice. Continuamente ci ritroviamo in mezzo a situazioni che vengono influenzate a catena, quindi una viene influenzata per poi crearne un’altra e così via, e ti ritrovi in mezzo a situazioni che si muovono intorno a te e che continuano a crearsi una dopo l’altra per farti andare storto qualcosa. La coscienza, unita a tutte le tecniche che ti sto insegnando, ti permetterà di interrompere questa catena prima che arrivi alla fine, così da non permettergli di averne già prestabilita. Agire prima che le situazioni peggiorino è molto meglio che aspettare di vedere quanto peggiorano, per poi agire. Noi siamo abituati infatti ad aspettare il momento peggiore, dicendo a noi stessi “Beh, spera che non succeda quella cosa, altrimenti mi arrabbio!”, ma nel mentre rimaniamo fermi ad aspettare che quella cosa succeda, quasi per dire “avevo ragione”, nel frattempo non ci rendiamo conto che avere ragione in quel caso è una pessima notizia. Essere coscienti ci permette di innescare dentro di noi una voce che ci permetterà di avere risposte immediate, che ci spingerà ad agire anche quando crediamo che non avremmo potuto fare niente. È come una voce che dentro di te ti dice: “Hey, ma che fai??? Non vedi che sta succedendo questa cosa? Fermala subito! Per fermarla devi fare così!” e all’improvviso ti ritrovi a spalancare gli occhi e dire “Ma come ho fatto a non pensarci prima? Come facevo a starmene fermo impalato?”

Noi dovremmo “arrabbiarci” prima che succeda quella situazione spiacevole: ovviamente non dobbiamo arrabbiarci per davvero, ma dobbiamo seguire quell’istinto forte che ci spinge ad agire, un po’ come quando siamo arrabbiati e veniamo spinti ad avere una forza interiore più determinata a reagire. Quando sei in pericolo, sei molto più motivato a svolgere il tuo lavoro il più velocemente possibile e meglio di quanto faresti quando sei calmo e rilassato; questo non è un bene, perché si tratta di un’abitudine apatica che rallenta la nostra evoluzione personale. Noi invece dovremmo avere quella grinta e quella forza mentale di compiere ogni azione anche nei momenti più calmi, per assicurarci di avere sempre un ottimo scorrere della nostra vita. In parole semplici, dovremmo agire prima che il danno succeda, non dopo; dovremmo “arrabbiarci” o meglio stimolarci ad andare forte contro gli ostacoli già prima che quelli diventino veramente troppo forti per noi. Aspettare ci rovina, ci fa arrivare al peggio, ma dobbiamo sempre reagire prima che sia troppo tardi. Ecco cosa ci porta la presa di coscienza: essere reattivi immediatamente, senza bisogno di perdere tempo e aspettare che la situazione peggiori; dobbiamo agire subito. Questo ovviamente vale in ogni ambito e non solo riguardo i guai catastrofici, ma anche per eventi banali che però, nel loro piccolo, ci fanno un minimo soffrire o rimanere in pensiero. Qualunque cosa ci faccia anche leggermente male, è comunque da prendere in considerazione e bisogna decidere di eliminarla dalla nostra vita. Questo è prendere coscienza: capire cosa ci fa male, perché ce ne sta facendo, perché glielo stiamo permettendo, perché non decidiamo di cessare subito quel dolore e quindi, agire per farlo cessare in modo definitivo. La coscienza ci porta all’azione, non ci porta solo a parlare dentro la nostra testa senza però raggiungere nessun nuovo traguardo. La coscienza ci dà la possibilità di agire in modo giusto, ovvero compiendo azioni che per certo ci porteranno a risultati buoni, e mai a farci dire “che cavolo ho fatto!”.

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Prendere coscienza significa essere presenti: tutti credono di riuscirci, perché non è facile capire cos’è la presa di coscienza, e sebbene io stia provando a spiegartelo, non credere che sia tutto qui. Passerà almeno qualche anno di puro allenamento perché tu riesca ad essere davvero molto più cosciente, per ora subisci le emozioni e i pensieri: non li decidi, li subisci. Essere cosciente ti permette di sapere esattamente come devi reagire a precise situazioni. È inutile negarlo, durante le nostre giornate succedono numerosissime situazioni che ci portano via energie, possiamo definirli come piccoli problemini, che però sommati ci fanno perdere positività, ci rendono un po’ più spenti, stanchi, scarichi. Questo perché in pratica, reagiamo alle situazioni convinti di sapere come fare, nel frattempo però subiamo tutte le emozioni, pensieri e situazioni che ci accadono. Noi non reagiamo con tutta calma e con distacco totale, non reagiamo come se fossimo al di fuori del problema rendendoci conto che tutto ciò che ci circonda è falso: noi reagiamo pensando che sia tutto vero e che, se anche fosse tutto falso, comunque noi dovremmo subire i problemi perché ci appartengono. Ecco qual è il problema della teoria: che non ti porterà mai a cambiare la tua vita.

La presa di coscienza non è facile, perché si crede che sia qualcosa di teorico, come se leggere un documento possa renderti cosciente; sì è vero, ti aiuta a prendere coscienza mentre lo leggi, perché ti rendi conto di non essere cosciente quanto credevi di essere; ma questo non è tutto, perché bisogna sentirsi coscienti sempre e non solo quell’unica volta in cui leggi un testo che ti piace. È tremendamente difficile diventare coscienti durante i momenti difficili, perché questi ti travolgono e ti fanno credere che sia giusto che tu soffra, che tu debba soffrire perché è il tuo dovere, quasi facendoti sentire in colpa se tu non provassi sofferenza come qualcuno o qualcosa intorno a te ti impone di fare. La pratica, ti permette di farti le domande giuste al momento giusto. Non è una qualsiasi domanda a portarti le risposte di cui hai bisogno, ma le domande giuste, perché se continui con quelle sbagliate, esse continueranno a confonderti e creare in te ansia e desolazione, sconforto e solitudine. La presa di coscienza ti permette di porti domande mentre stai subendo dolore e di chiederti: “Quella persona che mi sta urlando contro adesso, è importante per me?”, e la stessa presa di coscienza ti permette di rispondere correttamente alla tua domanda: “No, è una persona che non conosco, si autodefinisce il mio capo perché lavoro per lui, ma nella realtà, al di fuori di quella porta, lui non è nessuno per me, non ci tengo a lui, non lo stimo, non lo amo, il suo pensiero verso di me non conta nulla!”; dunque, la tua presa di coscienza ti permette di comprendere: “allora perché ti importa di quello che dice? Ora ti sta dicendo che sei un incapace\fallito\inutile, perché gli credi? Perché ti importa di quello che dice, se non ti importa della sua persona?” e a quel punto ti rendi conto che ha ragione: perché, se non ti importa di una persona, quando essa espone il suo pensiero, questo improvvisamente diventa sacro per te? Senza la presa di coscienza, probabilmente avresti sofferto molto per le sue parole, proprio come hai sempre fatto, perché di certo avresti detto “che mi frega di lui? non è nessuno per me!” ma dentro di te avresti provato sofferenza, avresti continuato a pensare a quelle parole che rimbombano nella tua testa, e quasi avresti creduto alle sue parole, provando tristezza dentro di te, forse avresti anche pianto. Prendere coscienza ti permette di distaccare quello che non è tuo facendoti capire che non hai alcun motivo di appropriartene, non è qualcosa di buono che dovresti tenere nella tua vita. La coscienza ti permette di distaccare i dolori e amplificare le situazioni che ti creano o potrebbero creare piacere, felicità, serenità. Pensa ad esempio a quei momenti in cui sei circondato da amici o alla persona che ami: momenti che, quando ci pensi, ti rendono felice perché ti riempiono la vita e ti fanno dire “vorrei tanto che fosse durato per sempre… vorrei che oggi fosse ancora quel giorno, così da potermi divertire così tanto”, il punto è che quei giorni probabilmente non te li sei goduti davvero al meglio.

Pensa a quei momenti in cui ti trovi con un amico che vedi sì e no una volta ogni 2-3 mesi, e quando siete lì a parlare, e poi c’è un attimo di silenzio, tu prendi il telefono per vedere cosa succede nei vari social network. Questo il più delle volte è perdere coscienza, perché stai dimenticando il presente che stai vivendo, per immergerti in una dimensione isolata dove in pratica ci sei tu e il mondo del social network, ma il tuo amico non esiste più, è come se fosse scomparso dal tuo mondo.

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Peggio ancora accade quando lui ti sta parlando e tu nel mentre messaggi o chatti al cellulare, completamente incosciente, convinto anche di starlo ascoltando solo perché ti ricordi le parole che ha detto, eppure sei completamente concentrato sul cellulare. Sentire le parole che dice non è un dono, infatti puoi scrivere al telefono e nel mentre ascoltare quello che lui dice, contemporaneamente, ma in quel momento tu sei del tutto incosciente. Bisogna riconoscere la differenza tra vedere e ascoltare quello che ci circonda, dall’essere coscienti di quello che sta accadendo davvero intorno a noi. Essere coscienti è un esercizio molto difficile, è come se dovessi riaprire gli occhi ogni volta che le palpebre si chiudono, e ti garantisco che la coscienza si “addormenta” molto più spesso di quanto immagini, in pratica, siamo perennemente addormentati. Non è facile capire cosa significa perché non lo hai quasi mai fatto, o comunque non sei diventato cosciente a livelli altissimi, perciò non puoi immaginarlo; ma prendere coscienza significa diventare qualcosa che tu non avresti mai nemmeno sognato di essere. In fondo, tu hai un pensiero del tuo futuro, o meglio un livello o una vibrazione che più o meno non cambierai, vedi il tuo futuro un po’ piatto, come reazione alle azioni che hai svolto sinora: se hai studiato per un indirizzo, lavorerai in quel mestiere, se stai svolgendo un mestiere, vedi la tua vita per sempre in quel mestiere, o comunque qualcosa di molto simile; non vedi te stesso in un ambito completamente diverso, perché credi che non ti sentiresti a tuo agio. Questo perché non sai controllare le situazioni intorno a te ma quelle accadono e basta, tu le subisci e questo ti può rendere sofferente, è tutto qui.

Inizi a prendere coscienza quando, grazie alla pratica, ti rendi conto di stare subendo anziché stare decidendo della tua vita; diventi cosciente quando inizi a mettere in pratica i fatti, anziché subirli. È troppo facile credere che la coscienza arriverà, pian piano, meditando. La meditazione è una tecnica, ma la coscienza è un’altra, quindi meditare con coscienza può esserti di grande aiuto, ma se pratichi coscienza anche durante l’intera giornata, lo diventerai molto di più. Il punto è che ci vuole pratica, non sarà il tempo che trascorre a portarti ad un livello più alto. Ad esempio, ricordati della prima lezione sulla coscienza che hai letto: da quell’articolo a quello di oggi, è passato un po’ di tempo; questo ti ha fatto evolvere sulla presa di coscienza? No, perché non ti sei allenato, non hai praticato coscienza come ti avevo consigliato. Non hai commesso nessun peccato, semplicemente non hai cambiato nulla nella tua vita quando invece avresti potuto farlo. Il cambiamento avviene quando noi decidiamo di farlo avvenire, altrimenti subiamo il cambiamento, che in genere non porta a nulla di buono. Se di continuo ti sto ripetendo che non è facile, significa che devi comprendere l’importanza del fatto che il Low e ciò che ti circonda si stanno impegnando senza sosta a farti rimanere incosciente, riabbassandoti subito quando provi ad alzarti. Ci sono tantissime persone che meditano, ma la maggior parte sono incoscienti, perché credono che basti meditare incoscientemente, per evolversi. Non è così. L’evoluzione è l’insieme dei tasselli, non è sedersi in un divano e aspettare mezz’ora ascoltando un mix musicale che dovrebbe rilassarti. Eppure, la maggior parte degli “spirituali” fanno così, ed è quasi certo che anche tu lo faccia. Non è grave, devi solo capire il motivo per cui vuoi arrivare in alto, perché così sarà molto più facile darti forza per impegnarti ad arrivarci.

Potrebbe risultare quasi inconcepibile pensare di poter decidere della propria vita, poter prendere il comando di tutto ciò che accade intorno a noi, perché ci viene da pensare che sia impossibile e che, anche se non lo fosse, sarebbe quasi brutto, perché altrimenti sarebbe troppo facile. Questo non è affatto un pensiero nostro. Mi fa pensare a quella strana teoria in cui alcuni strani soggetti credono, che una persona buona debba stare assieme ad una persona negativa proprio per equilibrarla portando pazienza per le sue cattiverie, e amarla dato che è una persona negativa che non fa altro che ferire gli altri, proprio perché la prima è una persona buona e con questo deve sopportare senza lamentarsi. Questo, a parer mio, non è affatto un ragionamento sano di mente.

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Ritengo infatti che una persona buona, debba stare assieme ad un’altra persona buona, proprio perché è buona merita il meglio, non il peggio. La persona negativa, è negativa perché continua a fare del male alle altre persone, quindi non merita assolutamente che qualcuno soffra e si sacrifichi per rendere la sua vita migliore nel mentre che lui continua a rovinare quella degli altri. Qui non si tratta di provare pietà verso quella persona negativa, si tratta di avere buon senso verso quella persona buona che non merita affatto una vita dolorosa. A questo punto, sono convinta che sia giusto pensare che se possiamo migliorare la nostra vita, dobbiamo farlo, non dobbiamo subire ingiustizie e sofferenze solo perché noi stessi decidiamo che debba essere così.

Se non potessimo farlo, se non potessimo cambiare la nostra vita, allora dovremmo metterci il cuore in pace… ma se abbiamo la possibilità di cambiare almeno qualcosa nella nostra vita in meglio, facciamolo, perché gli eventi positivi non fanno altro che renderci persone migliori, perché ci aiutano ad essere felici, ci aiutano ad essere soddisfatti, motivati, ottimisti, e questo come una catena scatena in noi una bontà che ci permette di essere ancora più generosi e gentili con gli altri di quanto già lo fossimo prima, perché sentiremo di doverlo fare. Allora dobbiamo accettare che gli eventi positivi possono accadere anche a noi, non devieranno strada se noi li inglobiamo nella nostra vita. Essere coscienti ci permette di non venire influenzati da chi vuole vederci morire di dolore, e ciò ci permetterà di capire che il pensiero “troppo facile non è bello” o addirittura “una vita senza problemi è noiosa”, non è qualcosa che proviene dal nostro interno, ma da qualcosa che vuole che noi stiamo male. Attraverso le tecniche e la presa di coscienza, unite assieme, possiamo modificare gli eventi della nostra vita e renderli più positivi, eliminando i problemi che ci fanno soffrire. Poter vivere la vita serenamente non è qualcosa di noioso, invece, avere continuamente motivi per piangere e stringersi il cuore pensando che sarebbe meglio morire, questo sì che diventa noioso. È giusto che nella vita si conoscano tutti i sentimenti e che delle volte si soffra un po’, ma questo è davvero esagerato; continuare una vita dove esistono più problemi e sofferenze che momenti di pace e serenità, questo è davvero troppo. Questa non è vita, è pura violenza psicologica e fisica che qualcuno o qualcosa sta continuando a buttarci contro e noi scegliamo di subire senza alcuna reazione. Questa è incoscienza, e noi dobbiamo permetterci di riconoscerla, così da sentirci finalmente in pace. Non è giusto soffrire, quindi perché continui a permettertelo? Perché non ti permetti di sentirti finalmente in pace, vivendo la tua vita con serenità, con tante soddisfazioni, con la felicità di svegliarti la mattina anziché chiederti perché dovresti alzarti anche oggi e vedere una vita che non ti piace?

Ora che stai leggendo, probabilmente sei a casa tua, comodo, forse in un momento di silenzio, perciò non afferri il significato di prendere coscienza nei momenti difficili. Prova invece, nel momento preciso in cui qualcuno ti sta rimproverando, ti sta dando una brutta notizia, ti sta giudicando, ti sta impedendo di realizzare i tuoi obiettivi, a prendere coscienza dell’attimo e dire “Eccomi, sono presente proprio mentre sta accadendo…”; non dopo quando sarai a casa con calma ripensando a quel momento; sii cosciente proprio nel momento esatto in cui sta succedendo, perché sarà così che potrai cambiarlo. Allora, nel momento esatto in cui quello strano sentimento negativo sta entrando dentro di te, ferma il tempo, senti il preciso istante e rallentalo, fissa negli occhi quella persona o quella situazione che vorrebbe entrare negativamente in te e bloccala all’esterno: non permettere al dolore di entrare. Potrebbe dirti o farti qualunque cosa, che il dolore non deve entrare in te. Tieni il controllo mentale, sii cosciente nel momento, istante, millesimo di secondo dopo millesimo di secondo, non abbassare la tua coscienza, presta attenzione ad ogni suo sguardo, ad ogni suo accenno del viso, fissa i suoi occhi e ripeti a te stesso “Tu non puoi farmi del male. IO sono cosciente”.

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Non deve diventare un mantra, deve semplicemente farti ricordare di essere presente in quel precisissimo istante, e poi, quando sarai capace di farlo, eliminerai le parole dalla tua mente perché sarai cosciente senza parole, lo sarai ad intento, lo sarai nell’immediato, ancor più veloce di quanto potresti pronunciare le parole. Noterai che sarà il suo sguardo ad abbassarsi, noterai che sarà lui a demotivarsi, a rendersi conto che non ha più potere su di te. Qualunque persona o situazione, si renderà conto che non potrà più sottometterti, e tu potrai accorgerti che quella sensazione piacevole e piena di forza ti ha permesso di non subire la sottomissione per l’ennesima volta. Questo è prendere coscienza: permetterti di cambiare la situazione nel momento presente, non dopo chissà quando e se succederà. Prendere questi insegnamenti come buone basi per aumentare il proprio autocontrollo, ti porterà ad essere una persona sicura di sé che saprà agire quando è necessario e fermarsi a riflettere quando la situazione lo richiederà; se prendessi queste parole per aumentare il tuo ego e il tuo desiderio di sottomettere gli altri, non saresti più la vittima, ma il problema degli altri, il che porterebbe loro a soffrire. Non devi permettere di essere la sofferenza degli altri, però allo stesso tempo non devi soffrire a causa loro, impegnandoti affinché non accada più un’occasione in cui dovresti prendere una delle due scelte. Prevenire è meglio che curare, e se leggessi a fondo questo semplice insegnamento che ci tramandiamo, e lo ascoltassi con coscienza, comprenderesti che la soluzione giusta è agire quando il problema ancora non è reale, prima che questo effettivamente lo diventi. In fondo, il problema non esiste sinché non è creato fisicamente, non è concreto, e noi possiamo diventare coscienti per eliminarlo ancor prima che esso lo diventi.

Questa è la prima motivazione per la quale è importante diventare coscienti, poi, con l’esperienza pratica, ti renderai conto che ci saranno molti più motivi che ti faranno dire “ah, se in quel momento fossi stato cosciente…” e questo dovrà stimolarti ad esserlo, non il contrario. Praticare la coscienza è difficile, mantenere la costanza sembrerà impossibile, eppure è solo un’abitudine da prendere nella propria routine, poi la svolgerai con molta più serenità. Rimani in guardia dentro e fuori, sii cosciente di quello che ti passa per la testa, prendi il controllo dei tuoi pensieri e poi, contemporaneamente, sii presente in ogni situazione che accade, non lasciare che il tuo corpo sia lì senza la tua mente; sii presente in ogni luogo in cui si trova il tuo corpo fisico, non essere altrove. Seguilo, vedi dove ti porta, senti cosa ti fa provare, riconosci le vie che il tuo corpo percorre, sii presente insieme a lui con la tua coscienza. Per questo, durante la giornata, per 3 volte al giorno, ripeti a mente “sono presente” o “sono cosciente”. Poi respira prana, respirala con coscienza, non farlo con abitudine e svogliatezza, senti il controllo nella tua mente e decidi di essere vigile, con gli occhi spalancati, per osservare tutto quello che succede. Non renderlo un mantra, non renderla una cantilena come fosse una preghiera che ripeti a memoria senza capire il significato di quello che stai dicendo. Usa le parole che più ti si addicono e datti il comando di diventare cosciente non appena pronunci quelle parole, reagisci a quelle parole come fossero il telecomando che accende la tua lucidità e ti rende vigile. Poi imparerai a farlo senza parole. Segui il tuo corpo con la mente, sii presente in quello che fai e in ogni cosa che dici alle altre persone, non parlare senza sapere quello che stai dicendo, non agire senza sapere cosa sta facendo il tuo corpo in questo momento. Impara a diventare cosciente, poi, saprai farlo senza parole. Hai solo bisogno del via, poi partirai come un razzo. Datti la possibilità di essere superiore a quello che ritenevi di essere. Per 3 volte al giorno, riconosci te stesso, renditi cosciente di cosa stai facendo proprio in quel momento e respira prana. Poi, prova a trattenere la coscienza attiva il più a lungo possibile. Non disperare se risulterà stancante e difficile, non preoccuparti, abbi fiducia in te.

Fine pagina 5 su 5. Se hai gradito l’articolo, commenta qui sotto descrivendo le tue sensazioni durante la lettura o la pratica della tecnica proposta.
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  1. Si dal primo articolo ogni giorno per più volte al giorno richiamo Prana , Essere coscienti e vigile sta portando i suoi effetti positivi rendermi cosciente, poi senza rendermi conto stavo già seguendo queste indicazioni molto importanti lo notato in base alle situazioni ed eventi che si sono creati durante arco della giornata sono molto più positivo e dinamico mi accorgo di particolari che prima non ci davo troppa importanza diventando coscienti e portare avanti solo il mio benessere non più quello di altri ma focalizzare i lati positivi trovare la soluzione migliore ……IO SONO COSCIENZA
    :::Grazie:::

  2. Sto imparando ad ascoltare e a rimanere dove il mio corpo si trova. Mi rendo conto che se non sono presente nel corpo, mi rendo più facilmente influenzabile agli attacchi psichici e ai condizionamenti esterni. Purtroppo questa è una lezione ardua per me, per la mia tendenza a pensare molto e a stare un po’ con la testa per aria. Ma so che con la pratica e la buona volontà posso imparare ad ascoltare maggiormente il mio corpo e a rimanere presente, sempre più, sopratutto in quei momenti in cui le forte ondate emozionali tentano di prendere il sopravvento facendomi diventare inconsapevole.

    Grazie.

  3. ammetto che la prima volta che ho letto l’articolo non gli ho dato l’importanza che avrei dovuto….da qui la necessita, o meglio il dovere di leggere e rileggere gli step. Essere coscienti e respirare prana è diventata una dolce abitudine, tanto che dopo mesi riesco a farlo anche se sto scrivendo in questo momento e sono concentrata….😜😜😜….Nell’immediato sento il chakra mente che si attiva e si nutre…va bene così…..Davanti agli imprevisti sento molta + coscienza e tranquillità….con i personaggi che irrompono con problematiche loro e non mie, li ascolto respirando prana e rinforzando la bolla….coloro che adoravano farmi perdere tempo si defilano subito, anzi non vedono l’ora di dileguarsi….

  4. Sono ben lontano dall’essere cosciente ma mi sono reso conto che, da quando ho iniziato il cammino verso il Risveglio, mantengo comunque un livello base più alto di prima. Mi capita spesso di “svegliarmi” durante il giorno e respirare prana; particolare motivazione la danno anche le persone completamente incoscienti che, nonostante abbassino, fungono da sprone perché il pensiero di poter diventare come loro é terribile.

  5. Spesso, quando sono particolarmente felice, sto iniziando qualcosa di nuovo che mi piace molto e sento di essere su un cammino di miglioramento, succede qualcosa che mi impedisce di continuare.
    Da oggi praticherò la consapevolezza quotidiana.

  6. Essere coscienti:per controllare gli eventi ed impedire di essere sopraffatti da essi.
    Essere coscienti: è capire cosa ci fa male è prendere coscienza, ed agire per cambiare le cose.
    Essere coscienti: ci permette di ampliare i momenti positivi e ridimensionare quelli negativi.
    Meditare con coscienza ci permette di evolvere, è un allenamento della mente che ci porta ad essere più svegli in questa realtà, e non farci sopraffare da essa, ma prenderne il controllo.
    Quando siamo coscienti, siamo i padroni della nostra vita, perché padroni della nostra mente, attenti e vigili su ciò che ci circonda.

  7. La paura del cambiamento sta nel fatto che subisco gli eventi invece di controllarli. Quanto è vero! Essere coscienti significa controllare gli eventi impedendo di essere sopraffatta da essi. L’esercizio è essere coscienti tre volte al giorno, la sfida è ricordarmi di farlo!

  8. Adoro questo argomento. Credo che mi aiuterà tantissimo ad affrontare quelle situazioni che spesso mi portano via ogni barlume di coscienza rendendomi vittima delle emozioni. Ho tanti dubbi ancora sul significato di cosciente ma forse come dice Angel ho solo bisogno di un via da cui partire. Grazie. Farò tesoro di questi consigli.

  9. praticamente siamo dei vagabondi del pensiero…

  10. Prendere e mantenere coscienza credo sia una delle tecniche più difficili… Abbiamo talmente tante influenze che ci toccano in ogni momento della giornata che ormai non ce ne accorgiamo nemmeno più superare queste influenze sarà difficile ma ce la possiamo fare se lo vogliamo davvero!

  11. Sto vivendo un periodo che mi rendo conto sia sbagliato e non riesco a cambiare tendenza, credo di aver coscienza di capirlo ma non riesco ad affrontare un cambiamento radicale. Spero che la pratica mi aiuti ad averne finalmente la forza.

  12. Siamo talmente abituati a vagare con i pensieri che facciamo fatica a vivere il presente. Ci sto provando a vivere con maggiore coscienza, ad es. Mentre cucino mi concentro solo su quello che sto facendo cercando di non pensare ad altro oppure mentre guido, mentre cammino per andare da qualche parte e mi accorgo di dovermici proprio impegnare perché la distrazione è sempre pronta a bussare alla mia mente. È molto importante per prendere consapevolezza ed è qualcosa da non sottovalutare!

  13. Proprio dopo la lettura del precedente documento relativo a questo argomento e dopo aver svolto l’esercizio mi rendo conto che la presa di coscienza è intermittente e che mi accorgo sempre dopo di essere scivolata nell’addormentamento (non riuscendo a prevenirlo). In questo documento c’è un altro interessante esercizio per aumentare i momenti di presa di coscienza: il segreto sta nel ricordarsene sul momento perché ho notato che quando non riesco a ricordarmi di farlo è perché mi faccio assorbire automaticamente dalla situazione, senza sforzarmi di ribellarmi ad essa. E invece ci si può ribellare a tutto questo semplicemente restando presenti e ricordando dentro di sè la frase che ci restituisce il nostro potere “tu non puoi farmi del male. io sono cosciente”. È importante non farsi fregare da ciò che tenta di abbassarci e restare svegli proprio quando tutto intorno a noi vorrebbe il contrario. Grazie per quest’altro esercizio da applicare, ho ancora tanta strada da fare ma mi accorgo che l’impegno e i risultati si guadagnano di volta in volta e non vanno mai dati per scontati.

  14. Non e’ facile avere sempre coscienza del qui ed ora, soprattutto quando ti capitano dei problemi o delle discussioni spiacevoli con altri. Poco dopo ti domandi perche’ ti sei agitata tanto e senti l’energia del tuo corpo che e’ in tumulto. Ti penti di non essere riuscita a restare cosciente. Ma come e’ potente restare coscienti e distaccati… A volte mi e’ capitato in situazioni non troppo drammatiche e sicuramente chi ti e’ di fronte se ne accorge e cambia atteggiamento. Poter restare sempre coscienti….poi succede che ti sembra di essere sveglia in un mondo di dormienti.

  15. Essere coscienti è davvero difficile soprattutto nelle situazioni che vi sfuggono di mano, ho capito che ci vuole tanto allenamento e impegno, si inizia pian piano perché essere coscienti 24 ore è impossibile ma un po’ alla volta si può migliorare

  16. Quando leggevo di maestri che dicevano che le persone non vivono realmente ma in realtà, quando si alzano dal letto, hanno semplicemente cambiato modo di dormire e sono come in un sonno verticale, non capivo a cosa potevano riferirsi, perché era qualcosa che non avevo mai sentito prima, poi iniziai un po’ a praticare quello che dicevano osservando il mio respiro, quello che facevo, osservando i miei passi e quello che mi circondava, ma iniziai soprattutto a osservare la mia mente e a rendermi conto dei pensieri che andavano e venivano. Poi, trovando ACD, ho ritrovato questa tecnica e tu Angel, mi hai fatto ancora di più comprendere, attraverso i documenti, quanto realmente sia importante, infatti prima la facevo ma è come se le dessi poca importanza, come se non avessi davvero capito quanto potesse migliorare la mia evoluzione, ma dopo aver iniziato questo percorso che tu ci offri, in cui mi hai fatto capire sempre meglio l’importanza della pratica, della meditazione, della coscienza e soprattutto dell’essere coscienti, mi sono reso di questo. Ieri ho avuto un’ennesima conferma, leggendo il documento sulla ghiandola pineale in cui mi hai fatto comprendere ancora di più come l’essere coscienti sia una delle tecniche più complesse ma importanti da svolgere, e quello che mi fa ricordare di essere cosciente lo devo soprattutto a quello che tu ci insegni, che è una continua motivazione alla pratica. Pian piano mi sto rendendo conto di cosa significhi essere coscienti, ma ancora c’è molta strada da fare perché i livelli che possiamo raggiungere non hanno limiti, se non quelli che ci mettiamo da soli. Grazie mille Angel!!

  17. Hai proprio ragione, quando ho letto il primo documento ho subito pensato che non ci volesse nulla a fare 3 respiri coscienti di prana al giorno, figuriamoci se mi dimentico mi sono detta.. ed invece eccomi qui a leggere e a scoprire di essermene del tutto dimenticata. Cercherò di farne tesoro e di ricordarmi di essere cosciente di più.. anche perché sarà utile nei momenti di bisogno per non farmi sopraffare dagli eventi. Calma, lucidità e presa di coscienza e tutto andrà per il meglio!

  18. Che bello che è stato per me leggere questo articolo, ne avevo bisogno.. Ci sono alcuni punti che hai toccato che per me saranno sicuramente un grande spunto di riflessione, e pensare che ho sempre ignorato questo documento perché pensavo non fosse utile per me in questo momento ed invece no, mi sbagliavo. Grazie di cuore. Proverò questo esercizio di respirare prana 3 volte al giorno e cercare di esser vigile.

  19. È proprio questo ciò di cui ho bisogno ; essere cosciente. Potrebbe sembrare una frase banale, che riassume il documento, ma in realtà è la chiave di tutto. Mi rendo conto di fare una fatica enorme ad essere cosciente, anche per poco tempo. Il punto è che devo cercare di darmi quel calcio nel sedere che mi spinga ad iniziare ad esserlo ; mi sembra di svolgere una fatica disumana e poi, la paura che mi accada qualcosa prende piede… Sono ovviamente pensieri non miei, ma, è come se avessi bisogno di essere cosciente, per poter iniziare ad essere cosciente!!! In ogni cosa mi manca forse quella spinta iniziale, quell ‘invito a provare che mi dia sicurezza. Alle volte cerco di “arrabbiarmi” per trovare la forza di reagire, ma sento che c’è qualcosa che mi blocca, mi limita e questo mi fa demotivare… Devo trovare dentro di me quella forza che mi faccia sentire vivo e coraggioso come un uomo e non fiacco e smidollato come un verme!! Non è un caso, ovviamente, se proprio questo documento mi abbia richiamato. Non si molla, mai. Adesso devo mettere in pratica la presa di coscienza nel quotidiano. Devo vincere io. Grazie Angel ❤️

  20. Ultimamente ho la sensazione di essere sempre più cosciente…ma ovviamente non ci si deve mai accontentare, anzi…

  21. datti la possibilità di essere superiore rispetto a quello che pensavi di essere!….mamma mia!…è stupendo!…meriterebbe anni di riflessione…Sembra facilissimo stare con se e dentro di se e invece non è cosi.Avevo letto anni fa una frase illuminante che diceva” quando in casa non c’è nessuno può entrare chiunque! Credo che non ci sia nulla di più vero!