033 – Dio (2 parte)

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Studente: I miei dubbi nascono dal momento in cui, leggendo i documenti, capisco che Dio vuole qualcosa da me. Personalmente considero la meditazione come una pratica per acquisire tecniche che non servono solo a rilassarmi, ma anche a togliermi i dubbi che ho sul mondo, sulla creazione e sul motivo per cui sono qui. Mi è chiaro il concetto di un Dio non umano, ho capito che fa parte di noi e che è un’energia, ma non comprendo appieno la questione riguardante il micro e il macro. Mi spiego meglio. Mi viene spontaneo associare questo concetto a me e ai miei figli. Io sono Dio e loro sono le persone. Li ho generati, li ho educati e ho dato loro una base, dopo di che ho concesso loro il libero arbitrio e in cambio mi aspetto solo che mi vogliano bene, sperando naturalmente di averli educati nel modo più giusto possibile. Nel momento in cui leggo che la relazione micro-macro tra noi e Dio si basa sull’esperienza che Lui fa attraverso di noi, mi sorgono dei dubbi, poiché personalmente non faccio esperienza attraverso i miei figli, ognuno fa le proprie.

Angel: Certo, comprendo.

Studente: Ricapitolando, Dio è la Forza ed è onnisciente, conosce ogni cosa e ogni nostra necessità, allo stesso modo io come madre capisco i miei figli. Quando leggo però che Dio non ci conosce uno ad uno, mi sorgono dei dubbi. Questa affermazione mi lascia perplessa. Potresti chiarire meglio questo concetto?

Angel: Iniziamo dal fatto che Dio è onnisciente rispetto a noi. La sua conoscenza non comprende ogni singola verità di tutti gli universi che lo compongono, ciononostante la quantità di verità che Dio conosce non è assolutamente paragonabile alla nostra. L’onniscienza in termini umani può significare lo stare presente in più posti, potremmo considerare onnisciente un umano capace di essere presente in più luoghi contemporaneamente ad esempio cinque, qualcuno che sia in grado di vedere anche nel dettaglio ogni singolo attimo della vita delle persone, magari anche un essere umano che vive da centinaia di anni, con una mente in grado di comprendere appieno tutti i dolori di un singolo individuo come se li avesse vissuti in prima persona assieme ad esso. Questo potrebbe soddisfare la definizione di persona onnisciente? Riguardo a quanto dici, posso assicurarti che, anche per una madre, non è possibile avere la piena conoscenza dei propri figli. Non puoi sapere se hanno una malattia o qualcosa di cui non sei stata informata, non puoi conoscere esattamente ogni loro singolo pensiero, puoi capire solo ciò che vedi e ciò che ti riferiscono.

Studente: Capisco, ad ogni modo il tipo di persona che descrivi non lo considererei onnisciente, ma un’eccezione, un qualcosa di non umano.

Angel: Cosa definiresti onnisciente?

Studente: La conoscenza completa di tutto. La capacità di conoscere ogni cosa senza bisogno di nominarla o spiegarla.

Angel: Va bene, ma possedere una conoscenza completa di tutto significa conoscere infinite verità che fanno parte di un ambito infinito. Stiamo parlando di un campo enorme, molto più vasto anche dell’ipotetica percezione umana di infinito. Paragonando noi e le nostre cellule, noi siamo onniscienti a confronto di una nostra singola cellula, ma secondo i termini umani non possiamo minimamente definirci tali.

 

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In quanto esseri umani abbiamo una determinata concezione di infinito, ma l’universo è molto più ampio di quanto possiamo immaginare. Dio, rispetto ad un umano, è sicuramente onnisciente, ma nella sua infinita realtà ci sono cose che anche Lui stesso non conosce appieno e che sta scoprendo gradualmente. Dobbiamo pensare alla vita come ad un continuo calcolo. Prendiamo ad esempio le previsioni del tempo. Il lavoro dei meteorologi consiste nel prevedere le condizioni atmosferiche future tramite dei calcoli che coinvolgono tanti fattori come i venti, la pressione atmosferica, ecc., ma non è detto che il risultato sia sicuro al 100%, perché molte volte possono anche sbagliare. Normalmente noi umani siamo soliti associare quest’operazione alla previsione del futuro, ma nella realtà dei fatti si tratta di un semplice calcolo. La meteorologia si occupa di scoprire che tempo farà in futuro, ma c’è sempre un margine di errore, c’è sempre la possibilità che accada qualcosa d’inaspettato che esuli delle previsioni.

Poniamo il caso che un meteorologo abbia raccolto informazioni e studiato a fondo tutto il materiale necessario per scoprire come sarà il tempo; quindi il vento, la temperatura, ecc. Tutto ciò è stato poi calcolato nei minimi dettagli affinché la previsione possa risultare perfettamente precisa. Ad ogni modo la realtà dei fatti ci insegna che c’è sempre una piccola percentuale di errore, magari anche solo del 1%, ma esiste. Quindi è sempre necessario considerare anche la minima possibilità che si verifichi un cambiamento inaspettato e indipendente dal calcolo delle previsioni. Il caso di Dio è analogo. Lui conosce ogni situazione ipotizzabile e verificabile, conosce gli infiniti calcoli che determinerebbero tutte le possibili azioni degli esseri viventi, dei corpi celesti, ecc. qualora decidessero di modificare il loro futuro. Dio conosce quasi tutto, perché c’è sempre una piccolissima probabilità che qualcosa cambi, puoi chiamarla imprevisto, caso, errore del programma, come preferisci. In conclusione Dio è onnisciente fino ad un certo punto perché anche i calcoli della Forza possono sfociare in qualcosa di nuovo ed inaspettato.

Dio è un organismo immenso e sta studiando dentro di sé, per scoprire quello che accade. Poniamo il caso che tu decida di bere una bibita per capirne gli effetti sul corpo umano. Naturalmente potrai dedurne le conseguenze fino ad un certo punto, non comprenderai la questione nella sua totalità e perciò t’impegnerai di più. Cercherai di scoprire meglio se il dolore che proverai deriverà dalla bevanda o da quel panino che avevi mangiato poco prima, poi cercherai di capire se il mal di testa che avevi ti è passato per opera della bevanda o per un altro motivo. In questo modo starai studiando cosa accade dentro di te e scoprirai cose che nessuno avrebbe mai potuto dirti realmente. In parte potrai trovare le risposte che cerchi anche sui libri o sui documenti scientifici, ma devi tenere presente che le verità dettate e dimostrate dalla scienza non sono assolute. In realtà c’è ancora moltissimo da scoprire e non lo si può fare semplicemente studiando una cellula o una molecola al microscopio o verificando il proprio mal di pancia. Per scoprire la verità su ciò che accade all’interno del nostro organismo è necessario scendere molto più in profondità. Devi spingerti oltre fino a percepire ogni singola cellula, solo così potrai scoprire delle verità autentiche molto più assolute di quelle conseguite dalla scienza. La tua ricerca sarà molto più attendibile perché ti condurrà laddove gli scienziati non sono ancora arrivati con i loro calcoli e le loro ipotesi perché si basano su logica e statistica, ma ogni individuo è diverso e non possiamo essere trattati come fossimo tutti uguali.

 

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Purtroppo però ciò che apprenderai non sarà ancora la verità assoluta, perché è troppo immensa per essere scoperta completamente e una vita intera non basterebbe. La vita di Dio però non è limitata solo a qualche secolo, ma durerà ancora per chissà quanti miliardi di anni. Se si potesse definire come un umano, ora Dio avrebbe l’età di un adolescente probabilmente, ma nonostante la sua giovinezza è molto più onnisciente di quanto si possa pensare. Dio, infatti, ha già ripetuto innumerevoli volte le stesse esperienze che noi umani stiamo vivendo adesso. Nonostante la sua onniscienza a volte potrà imbattersi anche in qualche imprevisto sfuggito ai suoi calcoli. Per Lui questo costituirà una nuova scoperta, sulla base della quale riformulerà i calcoli precedenti cercando di comprendere come si sia potuto verificare il cambiamento inatteso.

Probabilmente eventi del genere accadono ad intervalli di centinaia o migliaia di anni. Ad esempio, prova a pensare al telecomando della TV. È uno strumento che conosci da sempre, ma un bel giorno scopri che il pulsante MUTE ON serve per mettere il volume in modalità muta. Questo è l’esempio più banale che mi venga in mente, ma è paragonabile a quel calcolo di cui stiamo parlando. Avevi il telecomando e l’hai usato per anni, ma solo ora hai scoperto lo scopo di quel pulsante. Tornando alle analogie tra micro e macro io userei come termine concreto di paragone la somiglianza tra te, che sei dentro Dio, e le tue cellule, che sono dentro di te. Uso il termine “somiglianza” perché le cellule che stanno vivendo nel tuo corpo, inconsciamente ti stanno tenendo in vita e allo stesso modo tu, sempre inconsciamente, dai modo di vivere a Dio. Se tutti gli esseri viventi morissero, Dio morirebbe.

Quando sei vicino al fuoco e stai per scottarti ti allontani subito. Naturalmente non puoi morire se ti scotti un dito, ma allontanandoti, inconsapevolmente stai difendendo le tue cellule. Se ti bruci, infatti, alcune di esse moriranno ma la tua intenzione è quella di proteggerle. Questa è una somiglianza tra Dio e noi. Naturalmente questo esempio non rende appieno la realtà perché Dio è immensamente più saggio di noi e non si può dire lo stesso riguardo a noi nei confronti delle nostre cellule. Gli umani bevono alcool nonostante ne conoscano (?) gli effetti nocivi sulla salute e sulle cellule; fanno uso di tabacco e sigarette, nonostante siano al corrente (?) del danno che questi provocano all’organismo e si drogano portando il loro corpo alla distruzione.

Agendo in questo modo gli uomini sono consapevoli di far entrare la morte dentro di loro nelle loro cellule. È come se qualcuno decidesse di dare fuoco ad un’intera isola. Ovviamente morirebbero piante, animali, uomini e quel territorio non sarebbe più agibile perché è stato distrutto. Gli umani non sono abbastanza saggi da comprendere che azioni di questo tipo provocherebbero dolore. Naturalmente nel caso dell’isola messa a fuoco il dolore, nel macro, sarà rivolto al pianeta Terra, la quale sentirà il bruciore dentro di sé al pari di un tuo mal di pancia nel micro. Gaia non è saggia quanto Dio, ma lo è abbastanza da non desiderare consciamente la propria morte. Sentendo il dolore, tenterà di comprenderne la provenienza, ma non è sempre facile individuare la sorgente. Ad esempio, se ti venisse un forte mal di testa, penseresti subito che la causa sia ricercabile all’interno del cranio, quando magari in realtà è stato originato da altri fattori. Se fosse stato provocato da un rumore troppo forte il problema sarebbe iniziato nelle orecchie, se avessi respirato un profumo troppo intenso la causa sarebbe riscontrabile nell’olfatto, o ancora se fosse dovuto ad un bagliore accecante il dolore avrebbe avuto origine nella vista.

 

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Come puoi notare ci sono innumerevoli esempi. Ad ogni modo se non sei cosciente del tuo problema, non potrai sapere quale sia la causa e quindi la parte del corpo da curare. Probabilmente rivolgeresti le tue cure direttamente alla testa, anche se il problema non è nato lì. In quanto esseri umani non siamo abbastanza onniscienti da scoprire sempre da dove nasce cosa, ma Dio lo è abbastanza e tenterà di curare la malattia. Quando ci sentiamo male è normale prendere dei medicinali per guarire un dolore. In ambito energetico respiriamo prana che andrà a curare la nostra malattia. Dobbiamo ricordare che respirando energia positiva non stiamo curando il nostro corpo in prima persona, ma è la prana ad agire, noi dobbiamo solamente indirizzarla nel luogo in cui dovrà esercitare il suo potere di guarigione e lei entrerà in azione grazie al nostro intento. Dio è onnisciente molto più di noi, quindi sa dov’è il problema e ne conosce la motivazione. Per questo invia i suoi “guaritori” a curare le sue malattie.

I guaritori di Dio sono anime come noi che svolgono delle reali missioni per conto di Dio. Queste anime sono pochissime ed agiscono al fine di aiutarlo e servirlo. Servire Dio è un compito molto umile e non significa essergli schiavo, ma essergli utile. Contrariamente da quanto si possa pensare, il termine “servire” non indica affatto una condizione di schiavismo, ma rispecchia la decisione di qualcuno. Proviamo a pensare ad una donna di servizio che fa le pulizie a casa di qualcun altro in cambio di denaro. Non si tratta di schiavismo ma di un semplice scambio. Purtroppo non tutti riescono a comprendere realmente il significato dello scambio con Dio, molti credono che esso debba avvenire al momento dell’accordo, ma non accade così. La maggior parte della gente pretende di ricevere prima di aver dato e ciò non significa che poi manterrà la promessa di adempire ai propri doveri.

Studente: Ci sono molti dubbi che frullano nella mia testa. Questi sono i principali: Perché dobbiamo servire Dio? Cosa vuole da noi? Perché la meditazione ci porta per forza a servire Dio? Personalmente reputo la meditazione come una pratica utile ad acquisire tecniche che servono per migliorare noi stessi e a rapportarci meglio con gli altri, inoltre ci permette di andare oltre questa dimensione. Dai documenti mi è sembrato di capire che la meditazione sia considerata come una sorta di religione, ma personalmente non la reputo come tale.

Angel: Servire Dio non è un obbligo. In gran parte già lo stiamo facendo senza accorgercene, perché Dio ha bisogno che la vita continui e noi vogliamo vivere. In altre parole, viviamo per noi stessi, ma inconsciamente stiamo permettendo anche la sua esistenza. Se noi decidessimo di non vivere, faremmo un torto anche a Dio. Per questo motivo inconsapevolmente lo stiamo già aiutando. Mi rendo conto che il termine “servire” possa creare parecchia confusione e anche per questo non utilizzo generalmente questo termine perché non rispecchia ciò che realmente vorrei dire. Noi non meditiamo principalmente per servire Dio nonostante gli sia di grande utilità per espandersi; meditiamo in primo luogo per noi stessi, per il nostro benessere, per acquisire tecniche utili per il nostro futuro, per ottenere ciò che vogliamo, il nostro Risveglio Spirituale. L’intenzione di servire Dio è un effetto secondario ma accade ugualmente. Più meditiamo più lo curiamo e gli facciamo del bene. Ti faccio un esempio. Se riuscissi a curare le malattie altrui, se scoprissi che lo hai fatto anche tante altre volte in vite passate e soprattutto se ti accorgessi che ti piace molto guarire le persone e potessi trascorrere le giornate alleviando le sofferenze della gente, lo faresti? Se questo è realmente ciò che ti piace non vedo perché non dovresti farlo.

 

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In una situazione del genere mentre curi la gente contemporaneamente stai guarendo anche una parte di Dio, vale a dire che lo stai aiutando. Naturalmente puoi anche decidere di essergli utile in modo ancora più efficiente chiedendo direttamente a lui di assegnarti delle missioni da portare a compimento, ma non sei obbligata, è una tua scelta. Noi ci siamo reincarnati in questa dimensione e in questa vita perché avevamo preso un impegno, avevamo scelto di aiutare la Forza, di adempire a precisi doveri per essergli utile. La maggior parte degli uomini, quando si è ritrovata su questo pianeta, ha perso di vista il proprio obiettivo ed ha deciso di non stare più dalla parte di Dio. Non sono stati puniti, è stata una loro scelta, ma non hanno ricevuto “lo stipendio” che spettava loro. Sembrerà strano ma questo è ciò che accade. Con la semplice meditazione già stiamo aiutando Dio, ma se vuoi andare oltre ed essergli utile maggiormente, dovrai svolgere determinati compiti. Passiamo alla seconda questione. Cosa ti fa pensare che la meditazione sia una religione? Sei liberissima di meditare senza credere in Dio, perché la meditazione dice “respira prana nei tuoi chakra in non pensiero”, e non “prega il Padre Nostro”.

Studente: Il modo in cui la meditazione è strutturata mi fa pensare che sia simile ad una religione. Hai detto che noi siamo qui per aiutare Dio e abbiamo dei compiti. Mi sento vincolata in un certo senso da questa situazione, sarà una questione caratteriale, non so, però la tua risposta è stata davvero utile, ho compreso molto.

Angel: Capisco perfettamente cosa intendi. Spesso il concetto di Dio dovrebbe essere spiegato meglio in partenza, purtroppo la fretta e l’entusiasmo di comunicare agli altri la sua vera essenza, finiscono per creare un’immagine di Dio che spesso può essere fraintesa. La meditazione che t’insegno non dice di meditare pregando Dio, anzi spiega come rilassarsi e dedicarsi al proprio Io. La connessione con Dio è un fattore secondario e puoi decidere se farlo o meno. Nessuno ti obbliga a svolgere delle missioni per Lui, ma Dio ha bisogno di Esseri che ripuliscano l’energia di questa dimensione e quando mediti lo stai facendo. Con la meditazione non farai del bene solo a te stessa, ma, in secondo luogo, farai del bene anche agli altri. Se vorrai andare più a fondo e offrire ulteriore aiuto alle persone potrai iniziare a svolgere dei compiti oltre la normale meditazione, ma sarà una tua decisione. Nessuno potrà obbligarti ad agire per Dio, nemmeno Dio stesso. Lui concede il libero arbitrio.

Studente: Ho sempre creduto in un Dio onnisciente che conosce ogni cosa e con ciò ho sempre immaginato Dio come qualcosa di assoluto oltre il quale non può esistere nulla.

Angel: Prima di documentarmi anch’io condividevo questa tua visione. Quando confrontandomi con molti altri spirituali mi furono mostrate altre teorie sulla vera identità di Dio, non cambiai il mio pensiero a riguardo, ma lo ampliai gradualmente, mi accorsi che prima era come se mancasse qualcosa. Se Dio conosce ogni cosa, perché non ferma l’oscurità in questo pianeta? Se Dio può fare tutto, perché lascia morire gli umani e gli esseri viventi? Credo che le domande a riguardo siano infinite come pure le risposte, ma per conoscere la verità più vicina a Dio bisogna assolutamente fare esperienza.

 

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Gli spiritualisti con cui mi sono confrontata ammettevano di non possedere la conoscenza assoluta della verità, ma desideravano divulgare una verità che potesse avvicinarsi alla realtà delle cose molto più di quella che mostravano gli altri. Nonostante sia trascorso molto tempo continuo a credere che la strada che io sto percorrendo sia la più veritiera. Naturalmente non tutti la penseranno come me, ci mancherebbe, ma la verità è qualcosa che puoi davvero sentire dentro di te. Non devi basarti su ciò che pensi sia la verità, ma per riconoscerla devi imparare ad ascoltarti nel profondo, devi sentire se dentro al tuo petto qualcosa si muove. Non sono nessuno per obiettare le teorie di qualcun altro, ma credo che questi insegnamenti siano davvero molto vicini alla verità “più alta”.

Studente: Ora ho capito, ma non accetto questa cosa. Credo che Dio non abbia bisogno di uno scopo di vita, esiste e basta!

Angel: Nessuno t’impone di cambiare pensiero, io sono qui solamente per mostrarti il mio.

Studente 2: Quando iniziai a seguire i tuoi insegnamenti non credevo in Dio e quando parlavi della Forza continuavo a non crederci. Mi dicevo: “Va beh, provo a continuare per questa strada e forse un giorno ci crederò.” Poi così è stato. Nel mio modo di pensare ho sempre lasciato la possibilità di poterci credere un giorno, Studente 1 invece sembra risoluto nelle sue convinzioni e non considera la benché minima ipotesi di modificare il proprio pensiero. Accetta l’opinione degli altri ma rimane fermo nelle sue credenze e questo non cambierà mai.

Angel: Per capire cos’è Dio è necessario sperimentare. Questo è l’unico modo. Se costringessimo Studente 1 a modificare il suo pensiero non sarebbe giusto nei suoi confronti e nemmeno in quelli di Dio. Ad ogni modo sono sicura che Studente 1, facendo esperienza, un giorno, anche lontano, inizierà ad aprire la discussione interna che potrebbe esistere un’altra verità oltre quella a cui già mira. Ciò non significa cambiare idea, ma ampliarla.

Studente 2: Questo ragionamento però mi sembra che lo allontani dal nostro scopo. Se siamo Celesti e siamo venuti qui perché Dio ci ha chiesto aiuto, non dovremmo assecondarlo? A mio parere se Studente 1 medita senza questo scopo, e quindi solo per il proprio benessere, dovrebbe usare altri tipi di meditazione, o mi sbaglio?

Angel: La meditazione è sempre la stessa. Io insegno a meditare anche a chi non crede in Dio o a chi crede di non avere missioni. La meditazione in primissimo luogo ha il dovere di curare il tuo corpo fisico, di farti stare bene, di proteggerti e di migliorare la tua vita e di conseguenza fortificare la tua anima grazie all’energia accumulata, in secondo luogo, se lo vorrai, ti aiuterà ad acquisire tecniche psichiche paranormali, ti porterà a comprendere il tuo vero scopo in questa vita e ti farà scoprire la verità riguardo a Dio. Se non hai missioni o non credi in Dio non hai il diritto di stare bene comunque? E se hai missioni e se credi in Dio non hai il diritto di stare bene comunque?

 

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Tuttavia la meditazione ti condurrà solo dove il tuo vero Io vorrà farti arrivare. Se mediti e non sei interessato a sviluppare il sesto senso non sei obbligato a farlo, la meditazione ha infinite vie. La tecnica rimane uguale, è il tuo intento che ha importanza. Fino a dove vuoi spingerti? Se sei semplicemente interessato a stare bene e rilassarti, quello sarà ciò che avrai; se invece vuoi raggiungere altri livelli, li raggiungerai. Come puoi capire la tecnica non cambia. Se Studente 1 vuole usare la meditazione esclusivamente per sentirsi bene e ottiene il risultato sperato, non c’è motivo di negarglielo.

Studente 3: La Forza di base è un essere vivente estremamente complesso, quindi mi chiedo se ci possano essere altri esseri simili ad esso. Dato il mio grado di evoluzione, non riesco ad immaginare un essere vivente che non interagisca con i suoi simili come se fosse l’unico della sua specie.

Angel: E’ sicuramente complesso da comprendere. Personalmente credo che Dio non abbia necessità assoluta quanto noi di interagire con altri suoi simili poiché possiede già tutto dentro di sé ma ciò non toglie che potrebbe averne accanto più o meno come noi che ci confrontiamo con altre persone, le nostre cellule con altre cellule etc. Reputo quindi che lui sia abbastanza completo da non dover dipendere da nessun altro, ma non per questo si ritrova ad essere l’unico, come possiamo noi dirlo? L’essere umano ha bisogno di avere un compagno/a con cui vivere e procreare, ma se ci riuscisse da solo, senza aver bisogno dell’altro sesso, potrebbe vivere benissimo anche come un eremita ed essere felice. Lui è immenso, non possiamo scoprirlo con la logica, è troppo grande!

Studente 3: L’oscurità, come in Dio, si trova anche in ognuno di noi?

Angel: Noi siamo composti di energia, quindi siamo fatti di Dio e Dio è fatto di noi. Siamo un tutt’uno. Dio non è qualcosa che puoi far entrare dentro di te, Lui in realtà già ci compone, ma puoi decidere se ascoltarlo o meno. Spesso ci sentiamo dire: “Lascia che Dio entri dentro di te”, ma in realtà è solo un modo per dire “Prendi coscienza di Lui.” Dio è già dentro te, ma finché non lo riconoscerai realmente, non comprenderai e non riuscirai a comunicare bene con Lui. Dio ti offre il libero arbitrio e ti permette di decidere se instaurare o meno una comunicazione con Lui. Parecchia gente non vuole veramente mettersi in contatto con Lui, oppure abbandona velocemente i loro buoni propositi, finendo per non impegnarsi abbastanza.

Tutti si aspettano che sia Dio a compiere il primo passo e in realtà lo fa, ma il primo passo non comporta che Dio si occupi di tutto. Il contatto con Dio dipende dal volere di ciascun individuo, perché esiste il libero arbitrio. Se vuoi conoscere Dio, puoi decidere di cercarlo ovunque, e quando capirai che dimora anche dentro di te inizierai ad illuminarti, ma lo capirai a sensazione e non a parole. L’oscurità, invece, è un altro discorso. L’oscurità non ci compone, è come la malattia che entra senza chiedere il permesso ed è nostro compito impedirglielo. A differenza di Dio, noi vivremmo benissimo senza oscurità, mentre se ci mancasse Dio ovviamente non vivremmo. Dio è la vita, non possiamo vivere senza vita. L’oscurità è l’annientamento. Come noti non ho detto morte ma annientamento, perché non intendo solamente la cessazione delle funzioni vitali del corpo umano, ma mi riferisco a molti altri significati come lo scomparire della felicità, della speranza, dei propri progetti, ecc. Dark side è distruzione, è fallimento, è il caos.  Anch’essa è una scelta, ma è viscida come un venditore ambulante: non ti direbbe mai che ti sta vendendo un oggetto mal funzionante. Ti convincerà che anche tutto il vicinato l’ha comprato e che a te offrirà uno sconto speciale. Userà grandi paroloni per ingannarti, per farti dire la famosa frase: “Ok vieni, entra in casa.” Tu sarai convinto di aver aperto le porte ad una persona onesta, invece ti porterà via tanti soldi lasciandoti solo un balocco distrutto. L’oscurità lavora allo stesso modo ma dentro la tua testa. S’infila dentro di te facendoti pensare negativo e tu, ascoltando e alimentando quel pensiero, le spalancherai le porte.

 

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Studente: Esiste un solo Dio? Se dobbiamo rimettere in gioco tutto ciò che diamo per scontato, sarebbe sbagliato credere in più divinità?

Angel: Decine e centinaia di religioni, credenze e leggende raccontano di diversi Dei. C’è qualcosa che vorrei spiegare. Dio è l’intero Universo composto da tutti gli dei che la storia racconta e non. Gli dei di cui ad esempio conosciamo il nome sono esseri Illuminati. Noi li chiamiamo dei per distinguerli dalla gente comune, ma Dio in realtà è solo uno. Gli dei sono come rappresentazioni di Dio scese in Terra, ma non sono come Dio, bensì Celesti molto evoluti. Dio è immensamente più grande. Gli dei sono umani o alieni con un’anima molto potente venuti fino a noi per compiere il cambiamento. Potresti avere un “dio” proprio accanto a te, non leviterà in mezzo alla folla e non lo vedrai camminare sulle acque solo per farsi notare da te, ma vivrà nascosto come stai facendo tu ora. Probabilmente si è reincarnato in questo pianeta per compiere il cambiamento insieme ad altri e l’hai conosciuto dal vivo ma non te ne sei mai resa conto.

Devi sapere che gli dei non sono stati immediatamente accettati come divinità dopo il loro arrivo sulla Terra. Sono nati come semplicissimi e insignificanti esseri umani, ma giorno dopo giorno hanno lottato per compiere il cambiamento. Alcune volte hanno vissuto attimi di sconforto e hanno perso le speranze, ma hanno ripreso il coraggio e si sono alzati per ricominciare a lottare. Col tempo hanno cominciato ad essere considerati come delle divinità. Molte cose sui libri sono state censurate e cambiate a seconda della convenienza, pertanto si insegna che forti si nasce e non si diventa. Se ci pensiamo in parte questo é vero: un Essere nasce forte ma non lo sa, non se ne rende conto, non ricorda di essere forte e quindi deve scoprirlo poco a poco fino a diventarlo. Per questa ragione reputo errato questo modo di dire e insisto nel ribadire che forti lo si diventa con l’esperienza.

Studente: La mia domanda riguarda il rapporto con Dio. Fin da piccola ho sempre chiesto a Dio di aiutarmi nei piccoli problemi di ogni giorno o nel raggiungimento dei miei obiettivi. Ad esempio mi capitava di chiedergli di aiutarmi nei compiti in classe o in piccole cose simili. Avevo una totale fiducia in Dio ed ero certa, che nelle sue mani, ogni cosa sarebbe andata per il meglio. Ancora oggi seguo questa logica perché mi sento limitata nella mia persona. A parole so di essere più di quello che immagino, ma ancora non ho il concetto chiaro dentro di me. Considerare Dio come colui che tutto può, mi dà sicurezza e mi fa pensare che non ci sono limiti alle possibilità umane. Anche la cosa più impensabile può diventare reale. Questo lo faccio con tutto, sia nell’ambito spirituale che nell’ambito Low, ma noto che molti non fanno come me, quindi mi è sorto il dubbio. Sto forse seguendo un comportamento sbagliato? Chiedere un lavoro, chiedere che vada bene qualcosa, avere fiducia che ogni cosa possa andare per il verso giusto è forse sbagliato?

Angel: Assolutamente no, anzi. Ti stai fidando totalmente di Dio e questa è una tecnica molto importante nel percorso che stai intraprendendo. Io la chiamo Fiducia in Dio o “lasciarsi andare”. Questa tecnica consiste nel fidarsi di Dio qualunque cosa accada. Lui sa meglio di te com’è nato il problema che ti affligge e come si potrebbe risolvere. Magari tu non conosci la soluzione, ma Lui sì. Fidandoti di Dio non farai altro che lasciarlo fluire dentro di te e, attraverso il tuo essere, Lui risolverà qualunque difficoltà. Non c’è problema che sia banale o infantile, Dio risolverà tutto nel tempo che reputa giusto. Lui conosce tutto, sicuramente molto più di te.

 

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237 Commenti

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  1. Foto del profilo di Pulce

    Credo a Dio ma penso che l’ essere umano non sia in grado di dire chi e\o cosa sia, o quantomeno non sia in grado di darne una descrizione completa, ma solo parziale e solo per ciò cui l’ individuo lo ha conosciuto nella sua esperienza. E’ impossibile per gli umani essere all’ altezza di Dio e comprenderlo anche in qualunque sua forma, perciò possiamo solo descriverlo parzialmente, proprio come l’ esperienza che abbiamo conosciuto e condiviso con Lui, e tale esperienza è la nostra missione, bella o brutta che sia è la nostra “vita” dotata di libero arbitrio. E proprio quest’ ultimo “libero arbitrio” credo determini il fatto che Dio non prevede tutto, infatti altrimenti le nostre scelte non esisterebbero. Parlare di Dio è teologia, vivere con le nostre scelte invece ci permette di conoscerlo meglio, indipendentemente dal fatto che Glielo riconosciamo o meno. Così se viviamo un periodo negativo gli associamo il fatto che Dio non esiste, se invece l’ esperienza è positiva diciamo che Dio è Grande, ma si tratta solo di descrizioni parziali, il bene ed il male esistono a prescindere. Ovviamente questo è il solo mio punto di vista, quello di una pulce.

    • Foto del profilo di principeangelico

      Mi piace la tua argomentazione, bisognerebbe essere così umile nel dare il proprio punto di vista ;D

  2. Foto del profilo di Slim

    Credevo Dio fosse diverso, spero di capire sempre meglio. Chi è, e come posso capirlo meglio.

  3. Foto del profilo di Battistina

    Non ho mai creduto nel classico Dio con la barba,il paradiso,l’inferno e cose così,ma ho sempre creduto che qualcosa ci fosse.Ora ho le idee più chiare.

  4. Foto del profilo di achille

    COncordo con il pensiero che noi siamo composti di energia,quindi siamo fatti di Dio e Dio e’ fatto di noi.Siamo un tutt’uno e che DIO E’ l’intero universo composto da tutti gli Dei che la storia racconta

  5. Foto del profilo di Morgana13

    Sono stata Cristiana e cattolica è talmente cattolica che volevo entrare tra le suore di clausura Poi sono stata pagana. alla fine ho capito dopo tutta l’esperienza che ho avuto i lavori che ho fatto gli incontri che ho avuto che Dio hai tutti noi al di fuori di noi Io ho iniziato a chiamarlo universo non l’universo cosmico ma un insieme di energia anima spirito corpo che va al di là di ogni nostra immaginazione la gnosi un essere che conosce sa e che è in parte è dentro di noi come dentro di noi ci sono mille universi diversi e tutti sono legati al l’unico grande universo. Universo mi ha aiutato in tanti modi ogni volta che ho avuto bisogno che ho invocato che ho sentito lui era con me. Ora io semplicemente mi affido a lui

    • Foto del profilo di principeangelico

      Importante, prima di tutto, trovare equilibrio tra sé e gli altri senza pregiudizi 🙂

  6. Foto del profilo di Viky

    Esperienza provata quella di Affidarsi e Fidarsi di Dio.

  7. Foto del profilo di paty

    Persi due bambini.dopo un periodo di annientamento assoluto, riposi la mia Fiducia in Dio con l’Intento di poter finalmente avere un figlio. Oggi i miei ragazzi hanno 23 e 20 anni…

  8. Non credo nelle religioni “etichettate”, mi sembra solo un modo per strumentalizzare la Fiducia verso Dio.
    Posso però dire che – in un momento molto buio della mia vita – quando ho praticamente perso due figli uno a 9 mesi di distanza dall’altro, ho pregato come mai fatto prima (io non sono praticante nel senso stretto del termine).
    Forse inconsapevolmente (all’epoca non avrei mai immaginato tutto questo) ho messo tutto l’Intento possibile e tutta la Fiducia in Dio per poter finalmente avere un bambino.
    Oggi, a 23 anni di distanza, posso dire di aver provato (anche se inconsapevolmente al tempo) il “lasciarsi andare a Dio” ed il risultato è stato che oggi ,mi ritrovo 2 figli di 23 e 20 anni.