077 – La Comunicazione – Il Linguaggio Universale (1 parte)

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Cos’è il Linguaggio Universale?

Iniziamo il discorso col dire che è il linguaggio con cui tutti, nell’universo, possono comunicare tra loro e quindi comprendersi. Non è sicuramente una lingua vocale, dato che già tra umani non ci si comprenderebbe, per via delle diverse lingue (perciò non sto parlando di una lingua che si studia a scuola!); non sto parlando del linguaggio del corpo, dato che se comunicassimo con un insetto per non parlare di un alieno, avendo corpi e abitudini diversi sicuramente non ci comprenderemo. Qual è uno dei motivi per cui il gatto e il cane, ad esempio, litigano sempre? Perché hanno due linguaggi del corpo differenti, drizzano la coda o le orecchie per differenti motivi e se per uno è un segno di gioco o di interesse, per l’altro è simbolo di guerra. Come per loro tanti altri animali, tra cui l’uomo e “l’alieno”, perché l’uomo ha un modo di fare, si comporta seguendo alcune regole, l’alieno non è di Gaia e quindi possiede altri criteri, altre abitudini, e quello che per noi può essere “spaventoso” per lui potrebbe essere un semplice saluto o viceversa, dipende tutto dalla razza che ci troviamo davanti.

Per linguaggio universale quindi intendo una comunicazione che, con insetti, animali, persone, piante, alieni, entità, qualunque cosa, sia sempre e solo compreso per quello che è, e non per quello che sembra. Il linguaggio di cui sto parlando non è vocale, quindi non essendo parlato non ha bisogno di pronunciare o pensare le parole. Il linguaggio perfetto è il non pensiero, questo perché il vero linguaggio è il “sentimento”, o meglio ancora l’intento. Si possono dire tante belle parole, ma il sentimento è uno ed è vero, le parole sono solo sfoghi o spiegazioni di queste sensazioni. Se senti che un tuo amico è triste, lui potrebbe imparare le regole del linguaggio del corpo perfettamente e non mostrarti alcun segno di tristezza con i suoi modi di fare, ma se tu, con la tua percezione, senti che lui è triste, niente potrà compiere per farti credere il contrario. Il sentimento è la vera comunicazione.

Molti di voi sono arrivati ad ACD perché trovavano “strano” il sentire il sentimento altrui, per esempio se le altre persone sono tristi, arrabbiate, o innamorate e così via, lo sentivate con empatia. La realtà è che tutti sentono questi sentimenti e tutti ne vengono influenzati, ma c’è chi se ne rende conto e chi no. Siamo all’interno di una grande ragnatela dove tutti influenziamo tutti, ma c’è chi se ne rende cosciente e chi subisce senza saperlo. La vera comunicazione non è solo “sentire” i sentimenti degli altri, ma anche saperli comprendere per davvero e ricambiare, rispondere. Voglio dire, un conto è salutare qualcuno, un conto è fermarsi a chiacchierare: sono due cose diverse, perché nel secondo caso c’è una vera comunicazione. Sino ad ora avete sentito i “saluti”, ma la comunicazione è molto più profonda, pertanto l’empatia non è sinonimo di saper compiere un linguaggio universale.

Il sentimento è quella sensazione che provi generalmente come amore, gioia, paura, ecc…, ma non solo. Il sentimento, o sensazione, è anche l’avere fame, l’avere sete, l’avere dolori, ecc… alcuni non accettano con il loro regolatore che questi possano essere definiti sentimenti, perché credono che sentimento sia solo amore paura rabbia, per questo per aiutarti a comprendere meglio lo chiamerò percezione, che include tutto. E’ una percezione quando senti una persona che ha fame, o quando senti che un animale sta cercando i propri cuccioli, o quando un oggetto è pieno di un programma negativo. E’ sentimento o percezione, quando senti il motivo per cui una persona è in quel luogo, per esempio è li per portare il figlio a scuola. Questo è percezione, perché hai sentito il suo sentimento. Quando avviene una vera comunicazione? Quando da entrambe le parti avviene uno scambio di sentimenti senza necessità di spiegarlo a parole, a gesti o con azioni. Come esempio, prendiamo un’entità. Magari quell’entità è li per semplice curiosare, quindi si gira la casa, guarda ovunque, è molto curiosa come un bambino che vuole toccare tutto.

 

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Chi la vede però, se non sa comunicare, potrebbe pensare a mille cose:

– che l’entità sia lì per ucciderlo;

– che l’entità sia lì per salvarlo essendo lei un angelo custode;

– che l’entità sia lì per mandargli un messaggio dagl’inferi o dal paradiso;

– che l’entità sia lì perché ha bisogno che venga vendicata;

– che l’entità sia lì per possederlo o rubargli il corpo fisico per gelosia;

– che l’entità sia li per farsi aiutare ad andare in paradiso (Certo perché le entità vanno a chiedere aiuto al primo che capita, oltretutto umano, per farsi dire in che via si trova il paradiso. Molto credibile).

E così tante altre cose. La realtà è che l’entità potrebbe benissimo essere li di passaggio, potrebbe non interessargli di nessuno essendo solo curiosa di guardare ovunque, ma ognuno interpreta a modo suo la visione di questa sagoma e ne inventa una storia fantasiosa sopra. Se usassero la percezione tutto ciò non accadrebbe, perché capirebbero il vero motivo per cui l’entità è lì. Ora, l’entità, sempre come esempio, vedrà questa persona che non avendo una buona capacità di comunicazione, sicuramente come primo impatto avrà la Paura. L’entità, non sentirà un sentimento come “Ooh poverina, ha paura di me? Allora devo sicuramente dimostrarle che sono qui solo per curiosare e non per farle del male!”, magari! Ma non funziona così. L’entità sentirà il sentimento di paura come una minaccia, come se la persona fosse pericolosa e voglia farle del male, sarà un fastidio, come un affronto, e perciò è probabile che questa reagisca in modo brusco. E’ una catena di emozioni che se non comprese andranno ad essere fraintese. Ricorderai sicuramente di aver letto tra i miei documenti l’impatto che ha la nostra aura quando stiamo accanto a qualcosa o quando pensiamo a qualcosa\qualcuno. Ovviamente andrà ad influenzare, ma in che modo? Se tu pensi negativo, e poi pensi ad una persona, anche se il negativo non era riferito a lei, questo sentimento andrà a “schiantarsi” contro di lei, e per questo lei inconsciamente lo sentirà e reagirà. Le reazioni sono diverse da persona a persona a seconda del proprio umore\carattere, ma soprattutto da come viene percepito il sentimento, perché quello è universale e a prescindere dal tuo carattere o umore, il sentimento quello è e quello rimane. Stiamo però parlando di persone non coscienti, quindi che non sanno distinguere influenze esterne e perciò reagiranno in modo sempre molto low.

Per esempio, stavi pensando al tuo capo di lavoro, quel *******, a quella volta in cui lui ti ha fatto arrabbiare così tanto che te ne sei andata tremando dal nervoso, ok. Poi pensi al tuo fidanzato, cosa accade? Innanzitutto, da quanto sei arrabbiato, non penserai “Ooh, l’amore della mia vita!” ma penserai: “Eh lui???? Lui mica mi chiama! Devo chiamarlo sempre io??? Ma cosa pensa che io sia la sua schiava??? E pure lui ******!”; a lui, ovviamente, arriverà una sensazione di pesantezza, tristezza o rabbia, comunque qualcosa di molto fastidioso e, inconsciamente, lo assocerà alla tua immagine. In pratica, da quel momento, più tu compirai quest’azione del pensarlo negativamente o comunque dopo che hai pensato a qualcosa di negativo, più lui si abituerà a questa associazione e ogni volta che ti penserà o ti vedrà, sentirà quella pesantezza addosso. In altre parole sentirà che da te deve allontanarsi. Tutto ciò è successo perché tu, nervoso\a per i tuoi fatti (con il capo ad esempio) hai poi pensato (e scaricato su di lui) ad un’altra persona, a prescindere che ti arrabbi o meno a parole, il sentimento gli arriverà comunque.

 

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Ovviamente il mio consiglio è: quando sei arrabbiato, triste, pesante, distacca subito. Non pensare al futuro quando sei così stanco, nervoso, fuori di controllo: non farai altro che mandargli energia negativa. Non pensare alle altre persone, non farai altro che trovare (e far trovare loro!) motivazioni per cui litigare. Non pensare come una catena a tutte le cose che ti rendono infastidita\o, perché il pensiero negativo ne approfitterà subito per farti credere che tutto, tutto quello che ti circonda, tutto quello che hai passato e tutto quello che passerai, lo sia, e per questo “che non valga la pena continuare ad andare avanti”. E’ una catena che devi spezzare prima ancora che essa inizi.

La comunicazione quindi, è innanzitutto comprendere cos’è questo scambio di informazioni che avviene a tutti come influenza ma, chi ne è cosciente, deve comprendere che in realtà è una comunicazione e non un pensiero proprio. Quando stai vicino ad una persona molto triste, e poi ti senti triste anche tu, è questa una mezza comunicazione: se non sei cosciente, egli ti influenzerà e tu crederai che quello sia un tuo pensiero, mentre se tu sarai cosciente comprenderai che quel sentimento non è tuo, ma della persona che ti sta accanto (o ti sta pensando) e che quindi, inconsciamente, ti sta comunicando che lei si sente così, senza saperlo. La comunicazione quindi avviene fra tutti e dico davvero tutti: tra piante, tra animali, tra persone, tra insetti, tra alieni, tra pianeti, tra stelle, tra dimensioni, tra cellule, tra protoni, tra tutto! Tra oceani (perché l’acqua non è viva?), tra fuoco e aria, l’unica differenza è che non parlano a parole e non si esprimono come noi crediamo che debba essere. Il comunicare non è solo mordersi tra animali o darsi le zampate, o fissarsi negli occhi o correre insieme, o sognarsi o soffiarsi addosso, è il sentimento che provi dentro di te. Cosa può provare un pianeta? Quello è il suo sentimento. Cosa può provare una dimensione? Quello è il suo sentimento, certo però che è complicato comprendere il suo punto di vista se continui a credere che debba ragionare come può ragionare un umano. Sarebbe come pretendere che un pesce sia bravo a volare o ad arrampicarsi. Si chiama comunicazione universale, per far sì che uno possa comunicare con l’altro, a prescindere dalla razza, dalla distanza, dalla forma, dalla grandezza, dalla densità. Un umano può comunicare con una cellula, come può comunicare con un pianeta, può comunicare con chiunque se è disposto a mettere da parte la sua convinzione di essere l’essere più importante dell’universo: si tratta di comunicazione.

Essere percettivi quindi non è solo “provare i sentimenti dell’altro”, ma è saper riconoscere che sono esterni, di chi sono, e quindi poter decidere di distaccarli nell’immediato. Se realmente li sai riconoscere, sai comprendere che non sono tuoi e che quindi non devi subirli. Sin quando non riuscirai in questo, allora non avrai realmente imparato a riconoscere i sentimenti esterni. Come ricorderai da altre lezioni, per esempio dal “come comunicano le entità”, nel tema appunto entità, ma anche in altri documenti, noterai che sto parlando della stessa cosa. L’entità per esempio viene con l’intento (sentimento) di spaventarti? Bene, ciò che sta facendo è di prendere il sentimento di paura e buttartelo addosso, così che tu sentirai la paura e ti convincerai che sia tua, in questo modo la proverai. Cosa fanno i bulletti, a scuola o in qualunque posto si trovino quando vogliono prenderti di mira? Inconsciamente, prendono il sentimento della paura e te lo buttano addosso, affinché tu provi paura nei loro confronti e loro possano agire indisturbati su di te. Se loro vedessero davanti una persona priva di paura nei loro confronti, non la toccherebbero perché proverebbero loro stessi paura, ma sentendo che tu hai “accettato” di possedere il sentimento di paura che loro ti hanno inviato, allora possono poi aggredirti. Cosa significa quando si dice che non dobbiamo aprire la porta all’oscurità? E’ questo, è quello che ho detto sin ora, non lasciare che la negatività (oscurità) entri in te. Il sentimento negativo (che viene poi tradotto a parole in pensiero) è esterno e tu non devi farlo entrare, devi subito riconoscere che non è tuo e non devi permettergli di agire al tuo interno.

 

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Prendere coscienza ti farà imparare il significato di comunicazione, perché ti accorgerai quando qualcuno sta provando un sentimento nei tuoi confronti e quindi te lo sta inviando, o sta provando un sentimento che poi, pensandoti, te lo ha inviato, o che tu avvicinandoti a lui (fisicamente o col pensiero) te lo sei “preso” lasciandoti influenzare, e così via. Il taglio fili, ad esempio, è un’ottima tecnica per separarti dalle influenze esterne che ti arrivano, è un ottimo scudo.

Che sia dal low, che sia dalle persone (da cui lavora il low, è importante ricordare che tutti, tutti, tutti, hanno del low addosso, altrimenti non vivrebbero in questa dimensione, ma ognuno ne ha di diversi “livelli”) o che sia da qualunque altra cosa, il taglio fili ti aiuta a distaccare certe influenze, ma non può fare tutto il lavoro, il motivo è molto semplice: se tu fai una protezione psichica contro le persone negative, ma poi per tua decisione frequenti un sacco di persone oscure, le pensi, ci parli, gli racconti i tuoi problemi, i tuoi segreti più intimi, come pretendi che esse non ti influenzino negativamente? Oppure ti fai la protezione per proteggerti da entità ecc…, ma ogni notte prima di andare a dormire inizi a pensare forte a qualunque entità, oppure ai mostri che hai visto nei film, e così via. E’ ovvio che in questo modo sei tu a decidere di connetterli a te, sei tu che stai decidendo di richiamarli, e quindi sei tu che stai decidendo di “aprire le porte” della tua protezione per farli entrare.

L’intento è molto semplice, nella mia protezione non voglio che le entità riescano a passare. Bene, ma allora perché passi tutti i giorni e tutte le notti a pensare loro, a pensare: “Chissà se è dentro l’armadio! Chissà se stanotte verrà qualcuno, chissà se…?” La tecnica della protezione è molto forte, ma ti ricordo che non è un aggeggio esterno, ma è una tecnica creata dal tuo stesso intento, quindi se tu fai una protezione ma poi tu stesso pensi alle cose negative, è ovvio che tu dai l’intento alla tua protezione di non proteggerti dalle cose negative, ok? La tecnica funzionerebbe se tu gli dessi il giusto intento, ma tutto dipende solo ed esclusivamente dal tuo pensiero, o meglio, dal tuo non-pensiero. Infatti, il distacco dai sentimenti negativi sarebbe molto più facile, se tu non continuassi ad accettarli e nutrirli, perché se tu avessi il non-pensiero, il semplice taglio fili basterebbe per distaccare totalmente tutte le negatività che hai addosso. Ma dato che tu “insisti” nel voler pensare negativo, allora il taglio fili, la protezione, e così via, avranno ovviamente una minore qualità e resistenza e dovrai aiutarti con maggiore pratica.

Il prendere coscienza ti farà capire cosa è tuo e cosa no, ma non solo, perché se qualcosa ti piace potrai decidere di tenerlo, se non ti piace potrai decidere di distaccarlo. Sino ad ora, le persone continuano a tenere ciò che non gli piace e buttare ciò che gli piace. Comunicare quindi significa sentire ciò che gli altri provano, riconoscerlo e rispondere. La risposta è la reazione, facciamo un esempio; l’entità viene per spaventarti, i casi sono tre:

1- ti lasci influenzare, quindi accetti di avere paura e ti comporti da perfetto essere umano senza anima né coscienza;

2- prendi quel sentimento e lo annulli, facendo capire all’entità che non hai minimamente paura e che i suoi giochetti fanno ridere;

3- prendi quel sentimento e glielo ributti indietro, così che sarà lei ad avere paura di te, tu hai solo fatto rimbalzare lo stesso sentimento (palla) che lui ha mandato a te, facendoglielo provare. Non stai facendo nulla di male.

 

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La prima non la considererei reazione\risposta, ma solo un’accettazione di subire, oltretutto inconsciamente. La seconda e la terza sono delle risposte. Per risposta non intendo per forza un dargli qualcos’altro in cambio, per esempio andare a fargli del male o aggredirlo o per forza tentare di comunicarci scoprendo perché è qua ecc…, se non ti interessa non sei obbligato a chiederglielo ogni volta; ma è importante che tu sappia reagire ai fattori esterni. Se un bulletto ti segue con l’intento di farti paura, tu devi buttargliela contro se pensi che distaccarla non basti, affinché lui, inconsciamente, pensi: “Ok forse sto esagerando, non è che quello si gira e mi mena? Meglio che me ne vado finché faccio in tempo!”. Se invece tu accetti di subire, stai accettando che la tua protezione non ti protegga, quindi quel che accade, accade.

Studente: Penso che questa cosa non mi riesca abbastanza bene perché quando lavoravo, spesso mi capitava di percepire i sentimenti di utenti e colleghe, ad esempio, questa la ricordo perfettamente. Una sera mi toccava la notte con una collega che non conoscevo, quando arrivai per il turno percepii qualcosa di triste e dopo le presentazioni le chiesi se andava tutto bene più volte, lei mi rispose di sì; dopo, durante la notte, mi confidò che aveva ricevuto la notizia di avere un tumore. Oggi, ad esempio, quando hai cominciato a scrivere ho percepito serenità, solo che alcune volte non capisco se è una percezione o un’idea della mia mente. Ho anche notato che secondo me, per esempio, i cani si sottomettono tra loro con la percezione.

Angel: Certo, la sottomissione è comunque un sentimento, una percezione., e non avviene di certo solo ai cani ma anche agli umani. Non riesce facile comprenderla infatti perché siamo tutti stati abituati ad influenzare ed essere influenzati “senza rispetto per il prossimo”, pensiamo “Beh! Tanto cosa vuoi che succeda di male se rimango tre ore a pensar male a quella persona?” ed ecco cosa succede. Gli succede di tutto. Ma non ne ha tantissima colpa chi non sa in fondo ma non per questo dovete subire! Soprattutto ora che voi sapete, potete prendere il comando della vostra comunicazione.

Studente: Come fanno le cose inanimate a comunicare un sentimento? Come si fa a non aver paura di ciò che non si conosce?

Angel: Col sesto senso conoscerai ciò che non conosci, quindi lo “analizzerai” prima ancora che lui possa agire, è comunicazione, che è più veloce del pensiero. Le cose non comunicano direttamente, ma avendo programmi energetici inseriti al loro interno, influenzano chi hanno accanto.

Studente: Allora a livelli più alti come si può impedire ad altri di percepire i nostri sentimenti? Bloccare il canale comunicativo? Intendo, posto che si abbia un perfetto non pensiero, come si fa ad escludere ad un altro celeste o un oscuro più potente la possibilità di comunicare con noi?

Angel: A livelli più alti avrai una protezione molto più solida, in questo modo le “sensorie” degli altri non riusciranno a scoprire cosa tu stai provando, pensando, ecc… . Se hai il perfetto non pensiero, non hai pensieri per la testa, quindi il sentimento anche se ben provato, non verrà scoperto dagli altri e non andrà a influenzare gli altri negativamente poiché se hai il non pensiero perfetto significa anche che sei molto molto cosciente, quindi sai perfettamente filtrare le sensazioni, sai decidere cosa far sentire agli altri e cosa no, o cosa provano degli altri e cosa no. E’ tutta una tua scelta.

Studente: Durante una delle mie primissime meditazioni è apparsa nella stanza un’energia celeste e ha comunicato con me attraverso quelle che chiamerei sensazioni, percezioni e sentimenti. A quel punto è successo che quella percezione è stata tradotta dalla mia mente in parole quali “Brava, continua così!”.

 

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Allora intanto mi piacerebbe sapere se quel “celeste” eri tu. Poi vorrei capire bene questo passaggio: la traduzione. Mi spiego meglio: funziona sempre così, nel senso che ogni essere traduce nel proprio linguaggio il sentimento che riceve? Oppure si può comunicare in modo più veloce, diretto e preciso? Strutturalmente si potrebbe dire “parlando la stessa lingua”? Hai detto che da entrambi i lati deve avvenire uno scambio di sentimenti, potresti spiegare più dettagliatamente questo processo?

Angel: Io vado spesso in giro per gli studenti per constatare come sono messe le loro protezioni, per fortificarle ecc…, quindi è possibile vedermi a volte se si sta attenti. Gli studenti sono tanti quindi non sto sempre da uno, però ogni tanto ci si becca. La traduzione, è molto variabile, dipende molto da quello che pensi, o meglio da che livello è il tuo non pensiero. Ok se un sentimento è “positivo”, di certo se hai un minimo di attenzione noterai che non ti sta dicendo “Ehi tu, ti farò del male uuh!”, ma sentirai che vuole farti del bene, quindi è un inizio. Se poi sei ancor più cosciente, e quindi stai migliorando il tuo non pensiero, se il sentimento era un “brava mi piace la tua protezione”, a te potrebbe arrivare un “ok brava” o un “ti trovo bene”, più o meno il senso c’è, ma non è identico a quello che intendevo io, per esempio. Quindi migliorando sempre di più il tuo non-pensiero, migliorerai la traduzione di ciò che significa il sentimento di chi te lo manda. Ovviamente, il sentimento è la lingua veloce, non c’è bisogno di tradurlo a parole, lo senti e basta. Il cervello poi potrebbe tradurlo ok, ma non è necessario, non per niente si chiama comunicazione in non pensiero. Più che scambio di sentimenti intendo una risposta, come detto prima, inteso come “non subire, reagisci”. Se qualcuno ti sta inviando rabbia, la tua reazione dovrebbe essere un proteggerti, un distaccare o un “far rimbalzare così la negatività torna al mittente”, la non risposta è un subire, come tutti gli altri. E’ comprensibile?  E’ un argomento un po’ complicato agli inizi, ma poi lo capirete benissimo con l’esperienza. Per “fortuna” non abbiamo solo il noi stessi che ci aiuta, ma dobbiamo vivere come se potessimo contare solo ed esclusivamente sulle nostre forze, per me è sempre bello.

Studente: Si possono comunicare con i sentimenti anche nozioni scientifiche o risposte accademiche complesse nel caso ad esempio un compagno sia sotto esame? Sarebbe troppo complicato per il destinatario da tradurre? Oppure “leggere” direttamente l’informazione nella mente dell’esaminatore?

Angel: Sarebbe complicato se lo rendi complicato. In realtà si tratta di un’informazione, non una frase, ma un’informazione come un file che mandi da computer all’altro (da una testa all’altra) e perciò lui si accorgerebbe di conoscere l’informazione senza sapere come. Sì, anche nel secondo caso è possibile, prendendo l’informazione dall’altro computer e inserirlo nel proprio. Sembrano cose distanti, ma in realtà il cervello è un computer, è tecnologia avanzata, quindi si può fare di tutto. Mi è piaciuto il film Chappie che consiglio di vedere, perché parla anche di come spostare un’informazione da un cervello umano ad un computer, definendoli praticamente come fossero la stessa cosa.

Studente: La comunicazione è sempre energia in movimento? Il pensiero e il sentimento sono energia, quindi anche nella comunicazione ci sono movimenti di energia? Noi andiamo a percepire l’energia altrui positiva o negativa che sia giusto?

Angel: Certo, sì, è sempre energia che si muove.

 

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Studente: Come è possibile rompere quello schema/catena per cui, quando una persona ti vede associato a quella sensazione negativa di quando eri arrabbiato e hai scaricato su di lui quella negatività? In quale maniera una comunicazione del dark/low può essere convertita in quella della Forza? Quindi dato che tutto comunica possiamo sentirci più felici o tristi in qualunque luogo nel quale non ci sono nemmeno altre persone ma percependo il sentimento di oggetti, animali, piante ecc… e per comprendere quel cambiamento di sentimento in noi con il sesto senso potremmo individuare quale sia l’origine?

Angel: Quando tu inizi ad essere positiva sempre durante le tue giornate e mediti sul tuo chakra del cuore, l’energia negativa associata a te si scioglie, quindi anche le persone più lontane che da anni potevano provare rancore nei tuoi confronti, iniziano a non provare più questo sentimento perché tu ora, essendo molto positiva, cosciente ecc…, lo stai sciogliendo. Si esatto, col sesto senso individuerai l’origine, niente può ostacolare, né distanza né altro. Tutto dipende solo dal tuo sesto senso, da quanto sei cosciente.

Studente: Come possiamo distinguere con certezza quando il pensiero o sentimento è direttamente rivolto a noi o ce lo siamo preso, lasciandoci influenzare da una cosa che è solo sua? Credo che sia differente capire se, per esempio, in caso di pensiero negativo fosse diretto a noi o semplicemente lo abbiamo percepito. Nel senso che nel primo caso sappiamo di doverci difendere apertamente nel secondo che ci è in un certo senso capitato di beccarlo.

Angel: Si, è diverso, e ovviamente anche questo lo capirai rimanendo cosciente. Per esempio, per raccontartene una, proprio ieri sera, ho incontrato un amico e appena si è avvicinato a me, ho sentito forte un dolore al petto come delle fitte. Ovviamente non è lui che mi ha pensato e me le ha mandate, ma appena mi sono avvicinata le ho sentite, quindi era la sua vicinanza avendo lui addosso molte energie negative perché pensa negativo etc, perciò le ho distaccate e non le ho più provate. In entrambi i casi devi difenderti, anche il “beccarlo per errore”, è comunque significato che non ti sei protetta abbastanza.

Studente: Quindi percependo quello che gli altri ci stanno comunicando possiamo agire di conseguenza anche se non ci sono state dette a parole. In poche parole la percezione può esserci se sei in non pensiero e nello stesso tempo aiuta a rimanere in non pensiero perché senti esattamente cosa c’è in quel momento, senza il bisogno di perdersi in chiacchiere mentali. In pratica se uno vive comunica, altrimenti subisce passivamente qualunque evento, è effetto e basta.

Angel: Esatto.

Studente: Una vera comunicazione esiste quando da entrambe le parti avviene uno scambio di sentimenti senza necessità di spiegarlo a parole, gesti e azioni. Nella comunicazione tra persone, cosa accade invece quando io per esempio, sono cosciente, provo sentimento/percezione, e l’altra persona no? La consapevolezza della verità è solo mia? Come vivere questo sentimento che per certi versi a volte è frustrante? Distacco e accettazione?

Angel: Succede che tu sei cosciente e lei no, quindi tu sai di essere o di influenzare e lui no. Distacco è la cosa migliore. Non devi starci male se tu sai e loro no, è una scelta di tutti, loro hanno scelto di non sapere, perché devi soffrirci?

 

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Studente: Il sentimento dell’empatia, che ci porta a provare lo stesso sentimento di un’altra persona, è riconducibile al linguaggio universale e alle influenze tra persone?

Angel: Sì, è quello di cui parlavo prima infatti, il sentire i sentimenti degli altri. Tipicamente lo si percepisce con cuore-plesso, ma più sviluppi il tuo sesto senso e mediti, quindi ti equilibri, più tutti i chakra lavoreranno per farti sentire meglio e quindi tradurre meglio quel sentimento.

Studente: Quindi, diciamo che quando una persona è “empatica” significa che e molto influenzabile?

Angel: Tutti sono molto influenzabili, però la persona empatica si accorge di più di esserlo, quindi lo è meno.

Studente: Mi capita spesso di sentire un malessere quando incontro una persona a cui voglio bene e che dice di volermene, questo vuol dire che inconsciamente mi sta mandando comunicazioni negative?

Angel: Sì, ma non per forza perché lei ti voglia male, magari è la sua aura “sporca” di negatività che sta sopportando o che lei stessa crea, e quindi tu le percepisci. Oppure si, lei ti sta mentendo a parole ma il sentimento non mente.

Studente: Sia perché è bello capire cosa ci succede e anche per aiutare gli altri e anche per altri motivo, è particolarmente importante capire da dove arriva un sentimento negativo o si può anche ripulirlo rimpiazzandolo con uno positivo con l’aiuto di una buona protezione? Perché a volte non sento la necessità di capire, non voglio pensare.

Angel: Non sei obbligata a capire di tutti i sentimenti che ti arrivano, però ovviamente ti aiuterebbe ad evolverti meglio essere più cosciente di cosa accade in te e intorno a te, e distaccare ciò che non ti fa del bene.

Studente: Mi capita di avere un odio mortale, non giustificato, verso una persona e mi dispiace tantissimo perché non è giustificato, può dipendere dall’aura?

Angel: Può dipendere da diversi motivi, sicuramente per primo potrebbe essere per via della sua aura, ma non per forza solo quello. Ci va di mezzo anche il dark side che vuole fartela odiare perché altrimenti insieme combinereste qualcosa di troppo buono, o viceversa problemi di vite passate, che ti danno il giusto motivo per odiarla (per esempio ha ucciso te e i tuoi cari) e così via. Devi indagare meglio per scoprirlo e non fermarti all’apparenza.

Studente: Noi in casa percepiamo presenze ed energie legate a cose pregresse, che sentiamo ci ostacolino nel nostro intento di realizzare la nostra libertà decisionale, mi spiego: quando siamo in casa sembra ci si affossi in abitudini e staticità. Vogliamo anche venderla ma i tentativi sono ad oggi infruttuosi.

Angel: State svolgendo fortemente la protezione psichica? La bolla.

Studente: Sì, ti riferisci per la casa?

 

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Angel: Si, e queste presenze tormentano ancora, giusto? Siete sicuri che non siano registri della casa?

Studente: Il vecchio proprietario è stato anche il costruttore che da un anno ha lasciato il corpo.

Angel: Se continui a fare la protezione, e non va via, mi sembra molto strano che sia una vera entità, secondo me è un registro, un programma energetico negativo che va ripulito.

Studente: Forse non è pertinente ma si può sentire una presenza e comunicare con lei? Io sento mio padre e sento come se mi parlasse. E morto 10 anni fa.

Angel: Si certo si può.

Studente: A parte l’aura quali possono essere i motivi dei sentimenti negativi verso terzi?

Angel: Vite passate ad esempio, o ‘premonizioni’ su ciò che lui vorrebbe farti, per esempio senti che è una persona che prima o poi ti pugnalerà le spalle, etc.

Studente: Hai scritto: “Il linguaggio perfetto è il non pensiero, questo perché il vero linguaggio è il ‘sentimento’: quindi il non pensiero non è solamente non pensiero, ma è pieno di “sentimenti”, che quando non pensi, quindi non “inquini”, “senti” molto meglio, e da qui parte la telepatia e la comunicazione con tutte le forme di vita, giusto? Quindi se nella meditazione non sento pensieri, ma sentimenti (e non il vuoto) significa che sto meditando bene, giusto? Alla fine, quando diventi molto bravo a stare nel non pensiero, quindi nel sentimento, diciamo nel 90% del tempo, quando parli le tue parole vengono direttamente tradotto dal sentimento e non dal low, giusto?

Angel: Si è giusto riguardo la prima domanda, ma nella meditazione l’unico sentimento che devi sentire è la pace, positività, nient’altro, altrimenti ovviamente è il low che ti sta influenzando. Esatto per l’ultima domanda.

Studente: Ok, ma oltre che pace quali sentimenti rientrano nel non pensiero? O è sempre la pace il sentimento di comunicazione?

Angel: La pace è il non pensiero. Gli altri sentimenti sono maschere, sentimenti del corpo umano. Se devi comunicare con qualcun altro non lo fai dentro la meditazione, quindi usi i vari sentimenti ma fuori dalla meditazione.

Studente: Quindi parli di “sentimenti” intendi sempre pace? Ma se provo amore universale durante la meditazione (non quello umano), quello non è un sentimento che rientra nel non pensiero?

Angel: Di cosa stiamo parlando, di sentimenti o di meditazione?

Studente: Sentimenti.

Angel: Ok, i sentimenti sono qualunque, odio rabbia amore pace, tutto durante la meditazione, il vero sentimento del non pensiero è solo la pace. L’amore universale è pace, non è l’amore che conosciamo in modo umano.

 

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Studente: Ok, intendevo “sentimenti” che rientrano nel non pensiero.

Angel: Allora è solo la pace. Ma se tu vuoi comunicare con qualcuno in non pensiero, puoi spingere un preciso sentimento tenendo il non pensiero. Ma il non pensiero puro è pace quindi senza altri sentimenti. Comunicazione e non pensiero sono due cose diverse.

Studente: Il nostro Sè non prova amore incondizionato? Solo pace?

Angel: Si, ma il suo amore è pace, è diverso dal nostro amore. Il nostro amore è più condizionato, è low, è umano. E’ una maschera.

Studente: Perché mi è successo spesso che con quel contatto che io chiamo amore incondizionato vivo la compassione (oltre a quella umana) ed è pacifica, mi sembra del non pensiero. So che quel contatto non è low e nemmeno umano ecco perché metto insieme pace e amore di questo tipo ok, quindi pace e amore del Sè è la stessa cosa, se ho capito bene.

Angel: Si, ma il suo amore è diverso dal nostro come detto poco fa, quindi la sua la chiamiamo solo ‘pace’ per evitare che venga confusa con l’amore umano. E’ per semplificazione.

Studente: Nell’ultimo periodo ho aumentato la qualità della pratica e istintivamente ho eseguito 3 bolle, ma dopo una strana giornata, la sera ho avuto un malore, mi ha aiutato un caro collaboratore e alla fine con molta calma mi sono ripresa.. ma ancora devo capire di cosa ho avuto paura, la cosa ancora più strana è che non riuscivo ad alzarmi da terra e a tagliare i fili, sono arrivata a stento al pc, poi tutto si è risolto. Ho compreso il fatto della protezione e della sua importanza soprattutto se dovessi avere a che fare con entità, grazie a questa lezione, ma ho percepito che non c’era da scherzare, perché non riuscivo a respirare (mi ha assistito anche mia figlia) perché se percepisco un essere umano eseguo tecniche, va bene, ma in questo caso è dovuto intervenire una persona più “anziana spiritualmente”. Ci sarebbero anche altri dettagli a mio avviso interessanti. Tu Angel parlavi del dolore al petto avvicinandoti al tuo amico, mi è successo anche questo ed è andato a buon fine, io un forte dolore alle scapole di punto in bianco, mi sono dovuta accucciare come un cagnolino. Mancava solo che mia figlia mi portasse una ciotola con i croccantini (ora ci scherzo su!!)

Angel: Non è esattamente corretto, perché le entità non sono più forti degli umani, quindi se un umano realmente volesse farti davvero molto molto male, se hai una protezione ‘basilare’ e non molto forte, può entrare e la differenza con un’entità si sentirebbe parecchio. Immagina se tu non sapessi di tutto ciò e non avessi una minima protezione. Ok se parliamo di un’entità decisa a farti del male è ovvio che sia più forte di una semplice influenza umana, ma qui stiamo parlando di un’influenza inconscia o di un’influenza ben lavorata? Perché nel secondo caso, l’umano ne sarebbe molto molto più capace. Ovviamente parliamo di un umano psichico che pratica etc., non di un gaia’s che si fingerebbe un fantasma, di certo non svelerebbe la sua faccia.

Studente: Lo spostamento di energia durante un piccolo episodio di “telepatia spontanea” con il mio gatto l’avevo proprio sentito come una piccola “pallina” di energia che è volata dalla mia testa alla sua e lui ha fatto quel che chiedevo, era divertente. Questi episodi mi capitano ogni tanto (compreso lo “sfilare” le risposte a scuola agli insegnanti). Più negatività dagli altri a palate, volevo chiedere visto che anche acqua è viva, lei “pensa”? In che modo? Complesso è il discorso.

 

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Angel: Lei ‘pensa’ in modo molto più primitivo del nostro, noi abbiamo troppe chiacchiere per la mente, troppi pensieri, lei ha come intento vivere, non si fa troppi problemi. Ha i suoi intenti, è viva, si muove, ma non ha il nostro chiacchiericcio per la testa. Comprenderete sempre meglio la tecnica per sentire cosa ‘pensa’ l’acqua, come vive, e capirete con l’esperienza, si tratta sempre di Percezione.

Studente: Questo genere di comunicazione però può essere riconosciuto ed interpretato solo da chi ha il sesto senso sviluppato giusto? Perché da quanto ho capito, gli altri proverebbero semplicemente i sentimenti che vengono loro inviati senza riconoscerne l’origine… quindi se qualcuno, umano o non, volesse comunicare in questo modo con una persona non sviluppata spiritualmente, non rischierebbe di non essere compreso? Inoltre, poniamo caso che qualcuno voglia comunicare un sentimento di “amore” ma sia in preda alla rabbia, cosa ne uscirebbe?

Angel: Certamente, non riuscirebbe a comunicarci perfettamente perché verrebbe molto più facilmente frainteso, ecco perché, come banalissimo esempio, gli alieni buoni quando vogliono comunicare qualcosa di importante non vanno da una persona a caso ma da uno psichico, semplicemente perché la persona ‘a caso’ non capirebbe, e qui rispondo alla domanda “perché anche se li chiamo, gli alieni non vengono mai da me?” ma di questo ne parleremo meglio nel tema alieni. Dipende quanto sei capace a cambiare sentimento, quindi se sei bravo, distacchi subito la rabbia e provi amore, se non ne sei capace, manderesti praticamente rabbia.

Studente: Ma quindi una eventuale razza aliena che non conosce le nostre lingue potrebbe comunicare solo con gli spirituali?

Angel: I gaia’s non capirebbero ovviamente poi qui stiamo anche parlando di evoluzione, perché se tu sei molto molto più forte, puoi decidere di fargli capire bene quello che stai dicendo, anche se lui non capirebbe comunque al 100%, però più tu sei bravo a farti capire, più lui capirebbe certo. Ma è uno sforzo molto grande, quindi ovviamente si preferisce comunicare con chi sa capire per risparmiare tempo ed energie.

Studente: Sentire ciò che vogliono dirci i chakra a volte quando li sentiamo attivi o quando sentiamo fastidi su di essi, segue le stesse regole della comunicazione universale, o per capire ciò che un chakra vuole dirci è più complesso?

Angel: Si tratta di essere coscienti, devi essere cosciente di cosa sta provando, del perché, si tratta più di “prendere consapevolezza”.

Studente: È possibile che un celeste comunichi con me e io non riesca a comprendere?

Angel: Certo, perché se non sei cosciente e non hai sviluppato il tuo sesto senso, non lo capisci. Celeste o no, se non sviluppi il tuo sesto senso non puoi comprendere cosa ti sta dicendo.

Studente: Quello che ci hai spiegato oggi un po’ mi solleva, in passato c’è stato un periodo in cui ho quasi creduto di impazzire perché continuavo a sentire quello che pensavano e sentivano gli altri, se una persona accanto a me stava male io uguale e così via, non riuscivo a staccarmi, era come se fossi quello che gli altri pensavano finché inconsciamente non ho imparato a distaccarmi, ma la mia domanda è: sentire quello che provano gli altri può essere anche un’arma molto potente, io ammetto che a volte mi sono sentita un po’ manipolatrice nel comportarmi di conseguenza. Il rischio non è quello di fare del male o cadere nel lato oscuro?

 

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Angel: Il rischio di avere tentazioni negative c’è sempre, ma sarebbe come il “ho paura di fidanzarmi per paura che tra qualche anno potrei non amarlo più” o “ho paura di amare per paura che finisca”, e con questo? E’ comunque un esperienza positiva. E se tu usassi questa capacità in ambito positivo? Quindi ovviamente, la tecnica è neutra, tutto dipende come la usi tu.

Studente: Quindi, volendo e con le adeguate tecniche si può sentire il pensiero altrui? Proprio sentendo il pensiero a parole della persona a cui lo sto leggendo’? Sentire le parole nella tua testa? Come se stessi pensando tu?

Angel: Non sentiresti subito le esatte parole, ma con tanto allenamento sentirai certo il succo del discorso. Si tratta di telepatia, quindi si inizia a percepire prima i sentimenti, le intenzioni, e più ti alleni più puoi diventare bravo in questa tecnica, arrivando certo a sentire anche esattamente tutte le parole che pensa, ma capisci che si va per gradi.

Studente: Se si trattasse di una persona che non pratica mai capirei, ma per una che fa 3-4 meditazioni al giorno più tecniche?

Angel: Secondo te, se uno medita da un mese e uno medita da 5, ma dico vera meditazione e vera pratica, e il secondo volesse fare una tecnica su quello che medita da un mese, chi riuscirebbe ad averne la meglio? Non parliamo quindi solo di quanti mesi medita, ma della sua qualità ovviamente. Se mediti da tot mesi, non puoi pretendere di essere salva dal tutto, sei salva da tot cose, più ti evolvi più sei protetta da maggiori eventi, ma non è che oggi fai la bolla e diventi immortale, devi migliorarti sempre di più, è logico. Il punto è soprattutto che non vanno guardati i mesi, ma la qualità di quei mesi: se tu mediti per 30 giorni, 5 volte al giorno, ma tutte le volte col non pensiero, e invece il tuo compagno medita per 30 giorni 3 volte al giorno pensando alle sue cose, o anche 5 volte al giorno pensando alle sue cose, di certo non otterrà lo stesso sviluppo che raggiungi tu meditando seriamente in non pensiero.

Studente: Il problema è che il Low poi mi fa pensare che non so eseguire le tecniche: “vedi che puoi farne 10 di bolle, ma non sei efficace”.

Angel: Certo, è il pensiero il primo ostacolo da superare, se non superate quello la bolla avrà un limite di potenza. Se tu compi la tecnica, e poi dopo ti fai ingannare dal pensiero negativo, ovviamente la tecnica si indebolirà un po’ a causa tua.

 

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192 Commenti

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  1. Grazie della lettura. Il non pensiero è alla base di tutto

  2. Quanto sarebbe bello se potessimo comunicare in questo modo. Tutto genuino, basta menzogne. Credo che si risolverebbero un sacco di problemi. Capiremo davvero chi è chi e perche è cosi. Non ho mai pensato a nulla del genere e ne resto sbalordita. Pero in effetti se siamo cosi tanti in questo universo un modo per comunicare deve pur esistere al di la delle lingue, dei gesti e della PNL. Grazie Angel per questo articolo…

  3. Ho sempre avuto la tendenza a elaborare i miei pensieri senza parole, soprattutto a sentimenti. Purtroppo però in passato non riuscivo poi a tradurli in parole se non con molta difficoltà, quindi ho avuto problemi a relazionarmi con le persone, perché non riuscivo a esprimermi adeguatamente. Ora che leggo questo articolo mi rendo conto che ero sulla strada giusta ma mi mancavano i chakra carichi che mi aiutassero a tradurre in parole.

  4. Riletto. Mi chiedo se le parole non siano una trovata del Low per controllarci sempre più… Ascoltando il battito dei nostri cuori, niente può essere frainteso o provocare dolore… Vi invio un sentimento di pace 😌 ❤️

  5. Lezione molto lunga e complessa! Sicuramente dovrò rileggerla con più concentrazione! Chiaro il concetto del linguaggio universale! La miglior forma di comunicazione è la percezione attraverso il non pensiero! Ma il distacco e il rimandare indietro il sentimento che ci colpisce sono tecniche? Forse non ci sono ancora arrivata!

  6. devo dire in tutta sincerità che questa lezione non l hò assimilata tanto bene quindi mi sa che dovrò rileggerla sicuramente .

  7. Questi articoli mi fanno venire sempre più voglia di meditare, questo poi mi è piaciuto tanto, ha catturato la mia attenzione ed è stato utile per farmi distaccare dal sentimento dell’apatia! Purtroppo il Low mi aveva convinto a rimandare la lettura perché “troppo lungo da leggere”. Oggi ho anche praticato con maggiore attenzione, quindi credo che grazie all’aumento del tonale mi sono decisa a leggerlo. Il linguaggio universale è molto importante da saper leggere, essendo empatica sto spesso male per gli altri e devo imparare a distaccare i sentimenti in maniera ancora più efficace.

  8. Bellissimo articolo!! Penso che una delle cose più belle che ci siano sia comunicare con tutti gli esseri viventi. È uno degli obbiettivi migliori che una persona può decidere di perseguire, può solo fare del bene a se stessi e agli altri. Distaccare le emozioni umani mi risulta ancora complicato, soprattutto quelle negative sono le più difficili ma adesso non subisco, reagisco con le meditazioni e le tecniche che mi fanno sentire molto più forte e cosciente.

  9. Argomento piuttosto complesso dire. Molto interessante anche se difficile

  10. Quest’argomento è davvero affascinante! Mi piacerebbe tanto riuscire a comunicare “il sentimento “, così non ci sarebbero fraintendimenti e sarebbe possibile comunicare ciò che realmente si sente con chiunque o qualsiasi cosa…..

  11. Bellissimo documento! Linguaggio universale! Mi ha dato parecchie dritte sui comportamenti miei è degli altri

  12. Illuminante tutto ciò ❤ felice e Zelante di essere qui!

  13. Utile ed interessante questo scambio ed interazione con lo studente … Grazie

  14. Ringrazio Angel per tutti questi dettagli sulla comunicazione, tutte cose che sto imparando piano piano senza aspettarmi niente, ma con l’intento di evoluzione del sesto senso, così che possa capire meglio tutte le tecniche che ci insegni. Grazie Angel !!!

  15. A febbraio commentai l’articolo dicendo che il distacco in certi casi era difficilissimo e doloroso. Ma ho sbagliato ad interpretare. Qui si tratta di distaccarsi dalla negatività e non dalle persone in senso affettivo…le tecniche del distacco e taglio fili sono importantissime. ..grazie Angel

  16. Articolo molto lungo ma ne è valsa la pena di leggerlo fino in fondo. La comunicazione che insegnano nei corsi di psicologia/parapsicologia è niente in confronto 🙂

  17. Grazie mille Angel. Ho letto molto attentamente. La comunicazione tramite percezione mi riesce abbastanza bene, è sempre stato così per me, infatti quando non ero cosciente di tutto ciò stavo male per la maggior parte del tempo per sofferenze e problemi che in realtà non mi appartenevano, ma percepivo dalle persone che mi erano vicine, tipo i familiari o gli amici più stretti. Assorbivo letteralmente ogni loro emozione negativa e non capivo perché mi sentivo in quel modo. Ora succede ancora ma riesco a riconoscere e distaccarmi abbastanza velocemente. La cosa bella è la comunicazione con gli animali, loro non parlano ma usando il sesto senso si riesce a sentire cosa provano e se hanno bisogno di qualcosa. E ho notato che gli animali si affezionano o vanno d’accordo di più con persone col sesto senso sviluppato, è come se si creasse una connessione istantanea. non hai nemmeno bisogno di alzare la voce per farti ascoltare perché sentono quello che provi, e lo capiscono Istintivamente. A volte per me è più facile comunicare con un animale o con un bambino, perché non sento i loro giudiZi e pregiudizi, trovo che siano comunicazioni più sincere e naturali, di quelle che si hanno spesso con le persone « adulte ».
    Ti ringrazio Angel anche per questo doc 😘

  18. Bella spiegazione su cosa significhi veramente comunicare.Dobbiamo diventare sempre più coscienti delle influenze altrui…dirette o indirette,oltre che delle nostre sugli altri.Emerge nuovamente la necessità di una efficace protezione psichica,quindi di una pratica costante e di qualità che vede il non pensiero di primaria importanza.Grazie.

  19. Bel documento e ottima spiegazione. Positività … come raggiungere questa bella abitudine, questo e il vero problema di tanti di noi. Ma come si impara negatività, si deve imparare la positività.

  20. Sfuggire alla negatività e influenze esterne non è facile, serve molto allenamento per vivere una vita in armonia. Bell’articolo.