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Step 2 - N° 12

Le Maschere – Cosa sono e perché serve riconoscerle (1 parte)

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Tante volte nella spiritualità sentirai parlare delle Maschere, senza però capire l’esatto significato o l’incredibile importanza che ha conoscere questo argomento. Quindi è giunto il momento di capire che significato hanno e perché è tanto importante prendere coscienza della loro esistenza. Innanzitutto le maschere fanno parte del tuo carattere, in quanto sono quelle facce che ti compongono e che ti caratterizzano. Ciò che intendiamo con il termine Maschere sono tutte quelle espressioni emotive nate da sentimenti, quali ad esempio la rabbia, l’odio, la felicità, l’amore, l’invidia, la generosità, e tutti gli altri sentimenti che conosciamo. Attraverso un sentimento nasce una maschera, ovvero il tuo modo di reagire a quel sentimento, che ti spinge a comportarti in un determinato modo. Il tuo carattere è formato da numerosissime maschere, presenti in te da sempre, nelle quali alla fine si identifica la tua personalità. Anche se non te ne rendi conto, ogni giorno passi da una maschera all’altra in diversi momenti della giornata, perché a seconda della situazione che hai davanti, della persona, oppure a seconda dei pensieri che ti passano per la testa, provi sentimenti diversi e da essi sfociano le tue maschere. Nella quotidianità accade che numerose maschere sfociano in te, ma il tutto accade in maniera spontanea ed estremamente veloce, quindi nemmeno ti rendi conto di quando cambi sentimento o modo di reagire a tale, perché avviene in maniera naturale e veloce. Quando cambi maschera, semplicemente cambi umore e modo di ragionare senza neanche rendertene conto, in quanto il cambiamento è silenzioso e le maschere non si presentano a te con sopra scritto il loro nome, ma ti influenzano senza che neanche ci fai caso. Ogni maschera, che sia la rabbia, il nervosismo oppure la serenità, la gioia, avvengono in continuazione durante la tua giornata anche solo per brevissimi attimi, per cui non ti rendi conto di quanto una precisa maschera sia presente nella tua routine, perché la sua attività potrebbe svolgersi anche in pochi secondi, poi scompare di nuovo. Per questa ragione non è per nulla semplice rendersi conto di quali siano le proprie maschere quotidiane, perché talvolta compaiono e scompaiono talmente in fretta che neanche ti accorgi della loro presenza; eppure esse sono presenti eccome e ti influenzano. 

Le maschere, in maniera generale, si possono suddividere in termini come Gelosia, Apatia, Frustrazione, Angoscia, oppure Altruismo, Generosità e tanto altro ancora. Ma ognuna di esse è incredibilmente più ampia in quanto può sfociare in diverse sfaccettature e associarsi ad ulteriori sentimenti. Ogni persona potrebbe toccare una diversa faccia della gelosia e non reagire allo stesso modo come farebbero gli altri. Per esempio c’è chi, quando subisce i sentimenti di gelosia, inizia a chiudersi in se stesso, diventa triste, pensa male di sé e comincia a sottovalutarsi perché si ritiene inferiore all’altra persona di cui appunto è geloso; quindi oltre alla maschera della gelosia iniziano a subentrare altre maschere, come la tristezza, il pessimismo, eccetera. Altre persone invece, quando provano la gelosia, diventano molto aggressive verso gli altri, incominciano ad odiare la persona di cui sono gelosi e provano una forte rabbia verso la persona di cui sono gelosi o verso le persone intorno che li hanno fatti sentire in competizione. Perciò in questi casi dalla maschera della gelosia nascono velocemente anche le maschere della rabbia, dell’odio e dell’aggressività. Per cui ognuno di noi reagisce in maniera differente ad una stessa maschera, perché non siamo tutti uguali. Ogni maschera è molto ampia e si può espandere verso direzioni differenti per ognuno di noi. Oltre a ciò, riconoscere le proprie maschere non è assolutamente semplice. A partire dalla gelosia, di cui la maggior parte della gente ritiene di non provare affatto questo sentimento, di non essere “mai stati” gelosi di nessuno; eppure dall’esterno si vede benissimo chi prova gelosia in un preciso momento, perché l’atteggiamento cambia e subentra un tipo di cattiveria sottile ma che possiede la persona, tanto da farle dire cattiverie sul conto di un’altra persona che non merita affatto quel comportamento, ma è ciò che la gelosia spinge a fare a chi in quel momento ne è assuefatto. 

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Ma non è solo la gelosia ad essere difficile da riconoscere, ma anche tanti altri sentimenti che semplicemente vivi senza nemmeno sapere di averli; come ad esempio la difficoltà di riconoscere l’amore verso qualcuno da ciò che invece è l’attrazione emotiva o fisica, che è ben diverso dall’amore. Eppure, il solo fatto di non riuscire a toglierti quella persona dalla mente, ti potrebbe far pensare che si tratti di vero amore, sebbene la verità è che quella è attrazione fisica. D’altro canto potremmo essere attratti anche dalla mente di qualcuno, dal suo modo di comportarsi e reagire alle difficoltà, oppure potremmo essere attratti dal suo intelletto, ma anche in questo caso non si tratterebbe di amore, bensì di attrazione, che in pochi mesi potrebbe scemare, a differenza dell’amore che, con il tempo, si rafforza. Non è facile riconoscere i propri sentimenti, tantomeno lo è riconoscere le proprie maschere, che risultano essere ancor più influenti e incisive su di noi. In un certo senso è come se alcune maschere ti possiedano e in quei momenti non riesci a pensare con la tua testa perché ogni tua parola e modo di fare è controllato da quella maschera, che ti spinge a comportarti in una precisa maniera senza che tu ne abbia il controllo. Quando una maschera forte prevale in te, ne perdi il controllo e la lucidità, tanto da dire o fare cose di cui poi ti penti. Per esempio potresti dire ad una persona frasi che non pensi, perché preso dal nervosismo o dalla rabbia, e finisci per sparare parole cattive o che sai benissimo che feriranno l’altra persona, perché in quell’istante pensi sia giusto ferirla e vuoi farlo; dopo poco però ti rendi conto di essere stato eccessivamente cattivo e che quella persona non meritava tanto. Da lì subentra il senso di colpa, un’altra maschera che ti fa stare male e ti possiede, in quanto a causa dei sensi di colpa finisci per piegarti all’altra persona anche a costo di “perdere la tua dignità” pur di farti perdonare da lei. Tutti noi siamo composti da numerosissime maschere che a momenti alterni viviamo, subiamo oppure dalle quali veniamo posseduti. Naturalmente non prendere il lato peggiore del termine “posseduto”, perché è un modo di dire, però bisogna notare che in certi momenti alcune delle maschere potrebbero prendere il controllo su di te a tal punto che non hai lucidità in quegli istanti e finisci per dire o fare cose di cui ti penti. Non si tratta per forza di parole o azioni gravi, sia chiaro, però si tratta comunque sia di reazioni che a mente lucida pensi “non ti appartengano”, perché da cosciente non ti saresti mai comportato così, eppure in quei momenti hai agito proprio senza controllo. 

Sapere dell’esistenza delle maschere è un buon inizio, ma sia chiaro che questo argomento non è solo teorico e tantomeno è fine a se stesso. L’argomento maschere ti stupirà, perché non è solo un termine per identificare le tue emozioni, ma è la presa di coscienza di alcune zone della tua persona che puoi decidere di cambiare o di mettere a tacere, in quanto riconosci che ti stanno facendo del male, oppure che ti fanno apparire agli occhi degli altri come una persona negativa o senza senno seppure tu non ritieni di essere questo. Dentro di te sai di essere una persona migliore, ma ci sono dei momenti in cui alcuni sentimenti prendono il sopravvento e le tue maschere soffocano la tua lucidità per apparire soltanto loro; come quelle volte in cui diventi triste per un nonnulla, tanto da sembrare una persona debole e depressa anche davanti ad una piccolezza. Poi, quando riprendi lucidità, ti rendi conto che non c’era davvero ragione di starci così male, e ti senti in colpa per aver fatto una “brutta figura” davanti alle altre persone che potrebbero aver pensato di te che sia troppo fragile e che non sappia affrontare nemmeno la più piccola difficoltà se non crollando in lacrime. Conoscere le maschere non è solo dare un termine a ciò che accade, ma ti servirà a migliorare la tua presa di coscienza verso le maschere che ti sovrastano. Questo perché le maschere che ti compongono possono seriamente farti del male, come ad esempio quelle volte in cui potresti cadere in una tristezza angosciante, quel genere di tristezza o sensi di colpa che ti fanno seriamente male, tanto da spingerti a pensare di voler punire te stesso, non per forza con azioni fisiche ma anche solo tormentandoti con pensieri cattivi che incolpano te stesso di situazioni di cui realmente non sei colpevole, eppure vuoi farti del male e continui a incolparti e quasi schifarti da solo. Le maschere possono essere molto crudeli, tant’è che possono danneggiarti anche più di quanto potrebbe fare una persona esterna. Se pensi ad esempio alla depressione di cui molte persone soffrono, loro non si rendono conto di quanto si stiano facendo del male, anzi non si accorgono nemmeno che quella continua tristezza non è normale, eppure ne sono completamente possedute e non riescono a trovare un solo pensiero per cui essere serene, che continuano a farsi del male da sole con i loro stessi pensieri. 

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La presa di coscienza verso le proprie maschere sarà un vero e proprio percorso pratico, in quanto imparerai attraverso tecniche mirate a prendere maggiore potere su di esse. Attraverso la pratica imparerai a tornare lucido prima che sia tardi, così che agirai con coscienza anziché venire sopraffatto dalle maschere e poi pentirtene in seguito. Sarai capace di riconoscere quali maschere sono lì solo per danneggiarti, in tempo reale, perché tu possa decidere di mettere a tacere quella maschera e impedirle di recarti danno. Diventerai capace di renderti conto quand’è troppo e, grazie alle tecniche mirate, potrai distaccare una precisa maschera oppure amplificarla nel caso tu ritenga che in quel momento ti serva o ti faccia stare bene. Questo perché non esistono solo le maschere negative, ma anche quelle che ovviamente ti fanno sentire bene. Pensa se tutte le volte che devi affrontare una prova e l’ansia inizia a prendere il controllo, decidessi di distaccare quella maschera per far riaffiorare l’ottimismo e la buona volontà, così che ti sentirai più sicuro di te stesso e ti sentirai spinto a dare il meglio di te per affrontare quella sfida. La situazione si ribalterebbe completamente! Oppure pensa a tutte quelle volte che a causa della presenza di una precisa persona il tuo umore cambia e “diventi un’altra persona”, per esempio diventi nervoso perché non sopporti quella persona, oppure diventi insicuro e fragile perché lei riesce a farti dubitare di te stesso e del tuo valore; o ancora, diventi ansioso e fragile proprio perché quella persona ti piace, e hai sempre paura di fare brutte figure davanti a lei, proprio la ragione per cui alla fine rischi di farne a causa della tua insicurezza. In tutte queste situazioni sono le tue maschere a predominare su di te, tanto da farti perdere lucidità mentale e muoverti come un burattino, perché in quei momenti non ci sei con la testa e lasci che siano “i tuoi istinti bassi” a muoverti. Puoi decidere di diventare cosciente delle tue maschere, prenderne il controllo e togliere il potere della tua vita dalle loro mani, per riprendertelo completamente. 

Sinché pensi che le maschere siano completamente tue, potresti anche avere ragione sul fatto che esse compongano la tua personalità e che non ci sia nulla di male a dare sfogo ad ognuna di loro. Eppure è proprio qui che nasce il problema, perché le nostre maschere non sono soltanto nostre, ma possono venire influenzate incredibilmente da fattori esterni, che sono i più vari. I nostri sentimenti e pensieri, quindi anche le nostre maschere, possono essere influenzate o addirittura manipolate volutamente da persone o presenze esterne. Il nostro umore può cambiare completamente a causa di influenze esterne che possono essere programmi energetici presenti in un luogo, oppure dall’influenza dei pensieri che la gente ha su di noi. Ma ci sono anche persone, oltre che presenze come entità, che conoscono molto bene come funzionano le maschere e sanno che queste possono essere manipolate da fuori. Quindi ci sono alcuni che manipolano i pensieri e i sentimenti della gente, per proprio piacere personale o rendiconto, senza avere il minimo risentimento verso ciò che stanno facendo e senza rispetto verso la persona che stanno volutamente manipolando. I sentimenti e pensieri che durante il giorno provi, potrebbero non essere davvero tuoi, ma indotti da ciò che alcune persone vogliono che tu pensi, o che tu provi. Ed è qui, più che mai, che ti serve saper riconoscere quali sono le tue maschere e quando invece ti stanno venendo manipolate apposta per farti stare male. Prendere il controllo delle tue maschere significa non solo conoscere te stesso, ma anche proteggerti dai voleri negativi delle persone e presenze che costantemente ti influenzano. In questo percorso imparerai molte tecniche che ti permetteranno di prendere il controllo delle tue maschere e decidere quando esse possano restare da quando invece debbano essere distaccate, in quanto le ritieni dannose per te stesso o per le persone che ti stanno accanto. Per il momento puoi riflettere sull’argomento e, se hai domande in merito, puoi lasciarle cliccando con il pulsante destro e premendo su “Scrivi domanda”. Nel frattempo sarò felice di leggere le tue osservazioni o esperienze a riguardo che ti invito a scrivere qui sotto attraverso un commento all’articolo. 

Fine pagina 3 su 3. Se hai gradito l’articolo, commenta qui sotto descrivendo le tue sensazioni durante la lettura o la pratica della tecnica proposta. 

1358 commenti
  • lav
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    13:05 19/01/26

    É la prima volta che sento parlare dell'argomento Maschere; come termine in sé per sé pensavo si riferisse soltanto all'azione volontaria, adottata per vincoli sociali, di mostrarsi leggermente o pesantemente diversi da quel che si è in determinati ambienti, contesti, e a contatto con certe persone. Eppure, leggendo l'articolo è come se si fosse aperto uno squarcio nella mia mente e abbia finalmente capito il perché di certe reazioni e comportamenti che ho e metto in pratica e da cui mi sento praticamente "invadere" , come meccanismi che scattano da soli. A questo punto non vedo l'ora di venire a conoscenza delle pratiche che possano aiutarci a riprendere il controllo , "smascherando" le maschere. Grazie!

  • ascari
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    09:42 19/01/26

    Rifletto ancora su questa lezione perché non avrei mai pensato che il come reagisco in generale fossero maschere ma stati emotivi. Io ho sempre pensato che la maschera è quando metti una facciata che non è la tua ma solo per adeguarti in base a dove sei con chi sei. Il famoso detto Buon viso al cattivo gioco... Che non è non essere sinceri ma a volte è necessario mettere una maschera per il quieto vivere... Ecco questo che ho pensato delle maschere.

  • andrea-anemós
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    16:46 17/01/26

    Leggendo questo articolo è come se ho ricordato e rivissuto tutto un processo di consapevolezza che ho vissuto nel momento in cui ho perso la mente condizionata. È difficile da spiegare ma è proprio cosi, nel momento in cui si prende consapevolezza di pensieri non propri , di schemi, di maschere, di meccanismi dettati da altri che giocano a farti vivere un ruolo, un'emozione...Si inizia a creare, si sceglie con consapevolezza.Si prende consapevolezza di ciò che si sta facendo davvero e non con incoscienza. Si osserva con distacco e calma come agisce la mente ed invece di farmi usare da essa, la si utilizza come uno strumento per creare ciò che si desidera e si sceglie di lasciare.Per distaccarsi, essere positivi e per non ancorarsi alle maschere.

  • ascari
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    11:33 17/01/26

    Intanto chiedo scusa perché ultimamente non dono molto presente alle lezioni e ammetto che devo essere più brava a segnare gli appuntamenti.

  • cican75
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    18:57 16/01/26

    Non so se ho ben compreso l'articolo sulle maschere. Ho sempre pensato che le maschere fossero quella cosa che una persona mette su con l'obiettivo di piacere e mostrare agli altri una faccia diversa dalla propria per essere accettati. Da a quanto si apprende da questo articolo di fatto le cose non sono proprio così ma la maschera può essere tutte quelle emozioni che ci assalgono durante la giornata. Anche qui non ho ben chiaro perché il cambio di stato di emozioni anche quelle situazioni negative, imposte dagli altri le ho sempre valutate come mie problematiche di carattere o eccessiva impulsività da parte mia o quasi lunaticità. Non ho mai pensato a questi cambi di umore o di emozione associandole a delle maschere. È sicuramente un argomento interessante da approfondire. Grazie

  • Laura
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    16:37 14/01/26

    Per me questo argomento è ostico. Proverò a rileggere l'articolo ancora una volta ma è proprio il concetto di maschera che mi sfugge: reazione emotiva ad un sentimento. Ma quello che mi chiedo è se noi abbiamo abbiamo delle reazioni (e quindi maschere) tipizzate per cui ad un certo evento si collega uno specifico sentimento e ad esso una altrettanto specifica maschera. Questo finchè non prendiamo coscienza del meccanismo, lo comprendiamo e a quel punto capiamo che possiamo e vogliamo cambiare le nostre reazioni (anzi quasi siamo in grado di precederle ovvero prevenire la reazione emotiva collegata a quel determinato evento/situazione e quindi sentimento). La cosa che posso confermare è che al verificarsi di determinati eventi scattano in noi delle reazioni quasi automatiche ed anzi io direi che certi eventi/situazioni continuano a ripetersi finchè non li abbiamo compresi /assimilati e solo da quel momento si blocca la reazione automatica.

  • ooguway
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    21:57 13/01/26

    Tema molto interessante: ho riletto più volte l'articolo perchè, visto che è un tema unico e che verrà affrontato in seguito, volevo coglierne ora maggiori particolari. Leggendo, mi sono tornati in mente momenti difficili vissuti e patiti negli anni passati, dove notavo che c'era qlcs di anormale nel loro manifestarsi. Soprattutto una volta, prima di un periodo difficile (forse uno dei più difficili che ho affrontato nella mia vita) ricordo esattamente un episodio, che mi è rimasto così impresso per la sua particolarità, in cui sentii una fitta dentro la testa. In un punto esatto della testa che ancora oggi individuo con molta precisione: fronte, lato destro, centrale nel suo emisfero... ricordo anche la posizione in cui mi trovavo seduta, dov'ero e l'angoscia che mi stava travolgendo a cui quella fitta è collegata. Fu come se "un" pensiero si fosse incantato (come quando si incantava un disco rotto!) ed io ne colsi il fenomeno. Mi chiesi: "Com'è che questo pensiero non fluisce? non si evolve?..." Una sensazione drammatica. Ma allo stesso modo, dopo tanto soffrire, resistendo ed insistendo (come ho sempre fatto...) , ricordo anche quando "un" altro pensiero si sbloccò... lo ritenni normale, dopo tutta la fatica che avevo fatto e tutta la sofferenza che avevo patito, ma mi colpì ugualmente. Non avevo iniziato a scrivere con l'intenzione di raccontare questi episodi... ma forse, intuisco, ho trovato la risposta a quei blocchi che ho sempre sentito "innaturali"!

  • athenaromeo
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    16:48 13/01/26

    É davvero illuminante quanto ho appena letto.. ho sempre creduto che le mie maschere fossero la mia stessa essenza, che dipendessero totalmente da me e che in qualche modo non potessi modificarle se non con tanta forza di volontà. Mi rendo conto di quanto esse influenzino la mia vita, ne sono totalmente succube. Non ho mai pensato alla depressione come una maschera.. voglio davvero trovare una via d’uscita a tutto ciò

  • lisa639
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    00:26 05/01/26

    Leggendo le tue parole ho capito molto..seppure sento un po' di confusione capisco che queste maschere ci condizionano la vita. Ripensando a varie situazioni nelle quali ho proprio sentito che la 'me arrabbiata' che urlava e sbraitava non ero realmente io ma era come se mi vedessi da fuori, come la scena di un film, e mi rendessi conto che non avrei voluto certo dire quelle parole o ferito le persone che amo , ma stava succedendo proprio questo. Poi subito dopo il pentimento e quella sensazione che qualcosa o qualcuno avesse parlato per me....non so se mi spiego bene. Comunque distaccarsi dalla maschera e conoscerla, e capire come ' manipolarla' a nostro vantaggio sarà un bel lavoro ma con i tuoi insegnamenti sarà possibile farlo. E comunque questo argomento lo percepivo ma non lo capivo e grazie alle tue parole sento che lo comprenderò presto!

  • lunä
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    06:57 04/01/26

    L’argomento “Maschere” è interessante e decisamente corposo, ho cercato di leggerlo lentamente per carpirne la profondità. Mi viene in mente un percorso di crescita personale che feci: l’Enneagramma, un paradigma molto antico che suddivide il genere umano secondo nove tipologie, ognuna con un proprio 🧐 carattere. In questa prospettiva il “carattere” viene visto come un limite al proprio percorso evolutivo poiché condiziona nel ripetere sempre gli stessi pattern comportamentali, impedendo la piena espressione di se stessi. Questa esperienza fu molto impattante per me: mi aiutò a conoscermi meglio, a sentire come certe mie reazioni fossero disfunzionali e necessitassero di essere rimodulate o anche radicalmente cambiate. Posso aggiungere che certe maschere sono frutto di come siamo cresciuti, di come da bambini ci siamo protetti per affrontare situazioni più grandi di noi. Questo percorso si fa in punta di piedi, nel silenzio della propria vastissima e misteriosissima interiorità! 📯 Buona discesa Amici, negli abissi del nostro Io!

  • Fylax
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    20:10 30/12/25

    RIFLESSIONI: Maschere, come entità che ci abitano. Identità che abbiamo cresciuto, nutrito talvolta consapevolmente, altre volte a nostra insaputa. Ci hanno sostenuto nel nostro passato, quando ci siamo sentiti fragili ed indifesi. Da bambini, da adolescenti, da giovani. Suscitate da un moto dell’animo, come una strategia. Talvolta materializzandosi come invisibili abbracci, altre volte come graffianti gesti di offesa, altre volte ancora come barriere contro un’ostilità aggressiva o sottile. Come siamo complessi e affascinanti. Custodiamo in cuore luci ed ombre nate da una miriade di condizionamenti che sono fortemente soggettivi. Non vi sarà mai una maschera uguale ad un’altra. Non vi sarà mai una chiave di lettura univoca. Neppure una parola che possa oggettivamente descrivere quello che siamo. Soltanto cause che innescano reazioni, che pongono a loro volta in essere altre cause. In un perpetuo fluire. Cosa possiamo fare difronte a questa immane fiumana che scorre, se non imparare ad osservarci in silenzio, senza giudizio? Che siamo noi a piangere o a ridere, che sia un evento esterno ad indurre quel movimento interiore, o un condizionamento voluto per manipolare e circoscrivere la nostra libertà e la nostra capacità d’espressione, cosa possiamo fare se non ricercare nel Silenzio quella pulsazione sincera che non si dice a parole, ma attraverso un semplice atto di silenziosa presenza?

  • Fylax
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    20:06 30/12/25

    RICAPITOLANDO: Le Maschere sono parte del nostro carattere. Sono espressioni emotive nate dai sentimenti. Ciascuna di esse è associata ad uno specifico stato d’animo e andrà ad “innescarsi” con l’insorgere di tale emozione. La maschera condizionerà il nostro modo di pensare e di agire a seconda del proprio schema. Le maschere sono fortemente soggettive e si attivano rapidamente, talvolta andando a sovrapporsi tra loro o generando vere e proprie reazioni a catena. Difficile è riconoscere le proprie maschere giacché molto spesso abbiamo difficoltà a decodificare i nostri sentimenti. Le maschere in determinate circostanze finiscono col “possederci” facendoci “indossare” atteggiamenti che solitamente non ci appartengono. È importante prendere coscienza delle nostre maschere per imparare a non identificarci con esse consegnando loro involontariamente un potere di autogoverno che spetterebbe alla nostra Coscienza. Attraverso tecniche specifiche è possibile scollegarsi dalle maschere che ci ledono e imparare ad indossare quelle che ci permettono di essere persone migliori anche in situazioni in cui saremo chiamati a fronteggiare le nostre fragilità. Il problema più grande riguardante l’esistenza delle maschere è che esse possono venire manipolate da terzi e dall’esterno a nostra insaputa. È pertanto necessario diventare consapevoli dei propri flussi emotivi affinchè si imparino a riconoscere le influenze esterne per difenderci da esse.

  • fede91
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    12:23 22/12/25

    Diciamo che rispetto ad altri argomenti, forse il concetto di Maschera al momento mi risulta quello più sfuggente. Probabilmente perché ho sempre pensato che il nostro carattere, le nostre reazioni talvolta eccessive, fossero il frutto di alcuni fattori quali il contesto famigliare e sociale in cui si è cresciuti, la propria naturale personalità e le esperienze di vita. Invece, da questo articolo mi pare di capire che i nostri modi di reagire a determinati sentimenti, quindi i comportamenti che teniamo, qui denominati Maschere, in realtà non sempre sono "totalmente nostri", nel senso che non sono sfaccettature caratteriali che fanno parte di noi ma possono essere influenzati o manipolati da fuori: da persone, programmi energetici, entità ecc. Pertanto, risulta fondamentale prenderne consapevolezza per non lasciarsi sopraffare da queste Maschere e adottare determinate tecniche, che ci verranno spiegate in seguito, a tal fine. Onestamente non avevo mai riflettuto su un concetto di questo tipo. Ho bisogno di leggere qualche approfondimento per comprendere meglio ciò di cui si parla.

  • Tamy
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    11:51 05/12/25

    Mi accorgo che la mia personalità ha tantissime sfaccettature, chiamate maschere. Mi accorgo anche che a seconda della persona con cui interagisco ho delle maschere che prevalgono, è come se mi sentissi costretta a comportarmi in quel determinato modo, e da questo capisco cosa significa essere posseduti da una maschera. Cambiano atteggiamenti, modo di parlare e sentimenti a seconda della maschera che si ha nel momento. Angel ci offre l'opportunità di imparare a distaccarci quelle che non ci fanno sentire bene o di potenziare quelle positive.

  • lucacherubino
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    16:49 24/11/25

    Ho ascoltato con molta attenzione il file audio. Trovo delle somiglianze con le maschere Pirandelliane, o forse sono io che sono propenso a pensarlo. Non a caso, ho un tatuaggio con la scritta: Uno, nessuno, centomila. Credo, infatti, che dietro ciascuno di noi si celino molte personalità che, a seconda dei casi, emergono con maggiore o minore enfasi.