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093 – Essere Coscienti – Diventare vigile (2 parte)

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Nella scorsa lezione ti ho consigliato di respirare prana 3 volte al giorno, per aiutarti a prendere meglio coscienza nell’arco della tua giornata. Probabilmente ora potresti renderti conto di essertene dimenticato, forse già dal secondo o terzo giorno che avevi iniziato a farlo. Tenere costanza, come dicevo, non è affatto semplice, però ho speranza che se tu stai proseguendo la lettura di questi articoli è probabilmente perché ti interessa prendere coscienza, quindi il mio desiderio è quello di insegnarti passo dopo passo come riuscirci. Essere coscienti significa rimanere in guardia da quello che sta succedendo dentro e intorno a te, e non credere che sia così semplice. Continuamente ci ritroviamo in mezzo a situazioni che vengono influenzate a catena, quindi una viene influenzata per poi crearne un’altra e così via, e ti ritrovi in mezzo a situazioni che si muovono intorno a te e che continuano a crearsi una dopo l’altra per farti andare storto qualcosa. La coscienza, unita a tutte le tecniche che ti sto insegnando, ti permetterà di interrompere questa catena prima che arrivi alla fine, così da non permettergli di averne già prestabilita. Agire prima che le situazioni peggiorino è molto meglio che aspettare di vedere quanto peggiorano, per poi agire. Noi siamo abituati infatti ad aspettare il momento peggiore, dicendo a noi stessi “Beh, spera che non succeda quella cosa, altrimenti mi arrabbio!”, ma nel mentre rimaniamo fermi ad aspettare che quella cosa succeda, quasi per dire “avevo ragione”, nel frattempo non ci rendiamo conto che avere ragione in quel caso è una pessima notizia. Essere coscienti ci permette di innescare dentro di noi una voce che ci permetterà di avere risposte immediate, che ci spingerà ad agire anche quando crediamo che non avremmo potuto fare niente. È come una voce che dentro di te ti dice: “Hey, ma che fai??? Non vedi che sta succedendo questa cosa? Fermala subito! Per fermarla devi fare così!” e all’improvviso ti ritrovi a spalancare gli occhi e dire “Ma come ho fatto a non pensarci prima? Come facevo a starmene fermo impalato?”

Noi dovremmo “arrabbiarci” prima che succeda quella situazione spiacevole: ovviamente non dobbiamo arrabbiarci per davvero, ma dobbiamo seguire quell’istinto forte che ci spinge ad agire, un po’ come quando siamo arrabbiati e veniamo spinti ad avere una forza interiore più determinata a reagire. Quando sei in pericolo, sei molto più motivato a svolgere il tuo lavoro il più velocemente possibile e meglio di quanto faresti quando sei calmo e rilassato; questo non è un bene, perché si tratta di un’abitudine apatica che rallenta la nostra evoluzione personale. Noi invece dovremmo avere quella grinta e quella forza mentale di compiere ogni azione anche nei momenti più calmi, per assicurarci di avere sempre un ottimo scorrere della nostra vita. In parole semplici, dovremmo agire prima che il danno succeda, non dopo; dovremmo “arrabbiarci” o meglio stimolarci ad andare forte contro gli ostacoli già prima che quelli diventino veramente troppo forti per noi. Aspettare ci rovina, ci fa arrivare al peggio, ma dobbiamo sempre reagire prima che sia troppo tardi. Ecco cosa ci porta la presa di coscienza: essere reattivi immediatamente, senza bisogno di perdere tempo e aspettare che la situazione peggiori; dobbiamo agire subito. Questo ovviamente vale in ogni ambito e non solo riguardo i guai catastrofici, ma anche per eventi banali che però, nel loro piccolo, ci fanno un minimo soffrire o rimanere in pensiero. Qualunque cosa ci faccia anche leggermente male, è comunque da prendere in considerazione e bisogna decidere di eliminarla dalla nostra vita. Questo è prendere coscienza: capire cosa ci fa male, perché ce ne sta facendo, perché glielo stiamo permettendo, perché non decidiamo di cessare subito quel dolore e quindi, agire per farlo cessare in modo definitivo. La coscienza ci porta all’azione, non ci porta solo a parlare dentro la nostra testa senza però raggiungere nessun nuovo traguardo. La coscienza ci dà la possibilità di agire in modo giusto, ovvero compiendo azioni che per certo ci porteranno a risultati buoni, e mai a farci dire “che cavolo ho fatto!”.

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Prendere coscienza significa essere presenti: tutti credono di riuscirci, perché non è facile capire cos’è la presa di coscienza, e sebbene io stia provando a spiegartelo, non credere che sia tutto qui. Passerà almeno qualche anno di puro allenamento perché tu riesca ad essere davvero molto più cosciente, per ora subisci le emozioni e i pensieri: non li decidi, li subisci. Essere cosciente ti permette di sapere esattamente come devi reagire a precise situazioni. È inutile negarlo, durante le nostre giornate succedono numerosissime situazioni che ci portano via energie, possiamo definirli come piccoli problemini, che però sommati ci fanno perdere positività, ci rendono un po’ più spenti, stanchi, scarichi. Questo perché in pratica, reagiamo alle situazioni convinti di sapere come fare, nel frattempo però subiamo tutte le emozioni, pensieri e situazioni che ci accadono. Noi non reagiamo con tutta calma e con distacco totale, non reagiamo come se fossimo al di fuori del problema rendendoci conto che tutto ciò che ci circonda è falso: noi reagiamo pensando che sia tutto vero e che, se anche fosse tutto falso, comunque noi dovremmo subire i problemi perché ci appartengono. Ecco qual è il problema della teoria: che non ti porterà mai a cambiare la tua vita.

La presa di coscienza non è facile, perché si crede che sia qualcosa di teorico, come se leggere un documento possa renderti cosciente; sì è vero, ti aiuta a prendere coscienza mentre lo leggi, perché ti rendi conto di non essere cosciente quanto credevi di essere; ma questo non è tutto, perché bisogna sentirsi coscienti sempre e non solo quell’unica volta in cui leggi un testo che ti piace. È tremendamente difficile diventare coscienti durante i momenti difficili, perché questi ti travolgono e ti fanno credere che sia giusto che tu soffra, che tu debba soffrire perché è il tuo dovere, quasi facendoti sentire in colpa se tu non provassi sofferenza come qualcuno o qualcosa intorno a te ti impone di fare. La pratica, ti permette di farti le domande giuste al momento giusto. Non è una qualsiasi domanda a portarti le risposte di cui hai bisogno, ma le domande giuste, perché se continui con quelle sbagliate, esse continueranno a confonderti e creare in te ansia e desolazione, sconforto e solitudine. La presa di coscienza ti permette di porti domande mentre stai subendo dolore e di chiederti: “Quella persona che mi sta urlando contro adesso, è importante per me?”, e la stessa presa di coscienza ti permette di rispondere correttamente alla tua domanda: “No, è una persona che non conosco, si autodefinisce il mio capo perché lavoro per lui, ma nella realtà, al di fuori di quella porta, lui non è nessuno per me, non ci tengo a lui, non lo stimo, non lo amo, il suo pensiero verso di me non conta nulla!”; dunque, la tua presa di coscienza ti permette di comprendere: “allora perché ti importa di quello che dice? Ora ti sta dicendo che sei un incapace\fallito\inutile, perché gli credi? Perché ti importa di quello che dice, se non ti importa della sua persona?” e a quel punto ti rendi conto che ha ragione: perché, se non ti importa di una persona, quando essa espone il suo pensiero, questo improvvisamente diventa sacro per te? Senza la presa di coscienza, probabilmente avresti sofferto molto per le sue parole, proprio come hai sempre fatto, perché di certo avresti detto “che mi frega di lui? non è nessuno per me!” ma dentro di te avresti provato sofferenza, avresti continuato a pensare a quelle parole che rimbombano nella tua testa, e quasi avresti creduto alle sue parole, provando tristezza dentro di te, forse avresti anche pianto. Prendere coscienza ti permette di distaccare quello che non è tuo facendoti capire che non hai alcun motivo di appropriartene, non è qualcosa di buono che dovresti tenere nella tua vita. La coscienza ti permette di distaccare i dolori e amplificare le situazioni che ti creano o potrebbero creare piacere, felicità, serenità. Pensa ad esempio a quei momenti in cui sei circondato da amici o alla persona che ami: momenti che, quando ci pensi, ti rendono felice perché ti riempiono la vita e ti fanno dire “vorrei tanto che fosse durato per sempre… vorrei che oggi fosse ancora quel giorno, così da potermi divertire così tanto”, il punto è che quei giorni probabilmente non te li sei goduti davvero al meglio.

Pensa a quei momenti in cui ti trovi con un amico che vedi sì e no una volta ogni 2-3 mesi, e quando siete lì a parlare, e poi c’è un attimo di silenzio, tu prendi il telefono per vedere cosa succede nei vari social network. Questo il più delle volte è perdere coscienza, perché stai dimenticando il presente che stai vivendo, per immergerti in una dimensione isolata dove in pratica ci sei tu e il mondo del social network, ma il tuo amico non esiste più, è come se fosse scomparso dal tuo mondo.

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Peggio ancora accade quando lui ti sta parlando e tu nel mentre messaggi o chatti al cellulare, completamente incosciente, convinto anche di starlo ascoltando solo perché ti ricordi le parole che ha detto, eppure sei completamente concentrato sul cellulare. Sentire le parole che dice non è un dono, infatti puoi scrivere al telefono e nel mentre ascoltare quello che lui dice, contemporaneamente, ma in quel momento tu sei del tutto incosciente. Bisogna riconoscere la differenza tra vedere e ascoltare quello che ci circonda, dall’essere coscienti di quello che sta accadendo davvero intorno a noi. Essere coscienti è un esercizio molto difficile, è come se dovessi riaprire gli occhi ogni volta che le palpebre si chiudono, e ti garantisco che la coscienza si “addormenta” molto più spesso di quanto immagini, in pratica, siamo perennemente addormentati. Non è facile capire cosa significa perché non lo hai quasi mai fatto, o comunque non sei diventato cosciente a livelli altissimi, perciò non puoi immaginarlo; ma prendere coscienza significa diventare qualcosa che tu non avresti mai nemmeno sognato di essere. In fondo, tu hai un pensiero del tuo futuro, o meglio un livello o una vibrazione che più o meno non cambierai, vedi il tuo futuro un po’ piatto, come reazione alle azioni che hai svolto sinora: se hai studiato per un indirizzo, lavorerai in quel mestiere, se stai svolgendo un mestiere, vedi la tua vita per sempre in quel mestiere, o comunque qualcosa di molto simile; non vedi te stesso in un ambito completamente diverso, perché credi che non ti sentiresti a tuo agio. Questo perché non sai controllare le situazioni intorno a te ma quelle accadono e basta, tu le subisci e questo ti può rendere sofferente, è tutto qui.

Inizi a prendere coscienza quando, grazie alla pratica, ti rendi conto di stare subendo anziché stare decidendo della tua vita; diventi cosciente quando inizi a mettere in pratica i fatti, anziché subirli. È troppo facile credere che la coscienza arriverà, pian piano, meditando. La meditazione è una tecnica, ma la coscienza è un’altra, quindi meditare con coscienza può esserti di grande aiuto, ma se pratichi coscienza anche durante l’intera giornata, lo diventerai molto di più. Il punto è che ci vuole pratica, non sarà il tempo che trascorre a portarti ad un livello più alto. Ad esempio, ricordati della prima lezione sulla coscienza che hai letto: da quell’articolo a quello di oggi, è passato un po’ di tempo; questo ti ha fatto evolvere sulla presa di coscienza? No, perché non ti sei allenato, non hai praticato coscienza come ti avevo consigliato. Non hai commesso nessun peccato, semplicemente non hai cambiato nulla nella tua vita quando invece avresti potuto farlo. Il cambiamento avviene quando noi decidiamo di farlo avvenire, altrimenti subiamo il cambiamento, che in genere non porta a nulla di buono. Se di continuo ti sto ripetendo che non è facile, significa che devi comprendere l’importanza del fatto che il Low e ciò che ti circonda si stanno impegnando senza sosta a farti rimanere incosciente, riabbassandoti subito quando provi ad alzarti. Ci sono tantissime persone che meditano, ma la maggior parte sono incoscienti, perché credono che basti meditare incoscientemente, per evolversi. Non è così. L’evoluzione è l’insieme dei tasselli, non è sedersi in un divano e aspettare mezz’ora ascoltando un mix musicale che dovrebbe rilassarti. Eppure, la maggior parte degli “spirituali” fanno così, ed è quasi certo che anche tu lo faccia. Non è grave, devi solo capire il motivo per cui vuoi arrivare in alto, perché così sarà molto più facile darti forza per impegnarti ad arrivarci.

Potrebbe risultare quasi inconcepibile pensare di poter decidere della propria vita, poter prendere il comando di tutto ciò che accade intorno a noi, perché ci viene da pensare che sia impossibile e che, anche se non lo fosse, sarebbe quasi brutto, perché altrimenti sarebbe troppo facile. Questo non è affatto un pensiero nostro. Mi fa pensare a quella strana teoria in cui alcuni strani soggetti credono, che una persona buona debba stare assieme ad una persona negativa proprio per equilibrarla portando pazienza per le sue cattiverie, e amarla dato che è una persona negativa che non fa altro che ferire gli altri, proprio perché la prima è una persona buona e con questo deve sopportare senza lamentarsi. Questo, a parer mio, non è affatto un ragionamento sano di mente.

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Ritengo infatti che una persona buona, debba stare assieme ad un’altra persona buona, proprio perché è buona merita il meglio, non il peggio. La persona negativa, è negativa perché continua a fare del male alle altre persone, quindi non merita assolutamente che qualcuno soffra e si sacrifichi per rendere la sua vita migliore nel mentre che lui continua a rovinare quella degli altri. Qui non si tratta di provare pietà verso quella persona negativa, si tratta di avere buon senso verso quella persona buona che non merita affatto una vita dolorosa. A questo punto, sono convinta che sia giusto pensare che se possiamo migliorare la nostra vita, dobbiamo farlo, non dobbiamo subire ingiustizie e sofferenze solo perché noi stessi decidiamo che debba essere così.

Se non potessimo farlo, se non potessimo cambiare la nostra vita, allora dovremmo metterci il cuore in pace… ma se abbiamo la possibilità di cambiare almeno qualcosa nella nostra vita in meglio, facciamolo, perché gli eventi positivi non fanno altro che renderci persone migliori, perché ci aiutano ad essere felici, ci aiutano ad essere soddisfatti, motivati, ottimisti, e questo come una catena scatena in noi una bontà che ci permette di essere ancora più generosi e gentili con gli altri di quanto già lo fossimo prima, perché sentiremo di doverlo fare. Allora dobbiamo accettare che gli eventi positivi possono accadere anche a noi, non devieranno strada se noi li inglobiamo nella nostra vita. Essere coscienti ci permette di non venire influenzati da chi vuole vederci morire di dolore, e ciò ci permetterà di capire che il pensiero “troppo facile non è bello” o addirittura “una vita senza problemi è noiosa”, non è qualcosa che proviene dal nostro interno, ma da qualcosa che vuole che noi stiamo male. Attraverso le tecniche e la presa di coscienza, unite assieme, possiamo modificare gli eventi della nostra vita e renderli più positivi, eliminando i problemi che ci fanno soffrire. Poter vivere la vita serenamente non è qualcosa di noioso, invece, avere continuamente motivi per piangere e stringersi il cuore pensando che sarebbe meglio morire, questo sì che diventa noioso. È giusto che nella vita si conoscano tutti i sentimenti e che delle volte si soffra un po’, ma questo è davvero esagerato; continuare una vita dove esistono più problemi e sofferenze che momenti di pace e serenità, questo è davvero troppo. Questa non è vita, è pura violenza psicologica e fisica che qualcuno o qualcosa sta continuando a buttarci contro e noi scegliamo di subire senza alcuna reazione. Questa è incoscienza, e noi dobbiamo permetterci di riconoscerla, così da sentirci finalmente in pace. Non è giusto soffrire, quindi perché continui a permettertelo? Perché non ti permetti di sentirti finalmente in pace, vivendo la tua vita con serenità, con tante soddisfazioni, con la felicità di svegliarti la mattina anziché chiederti perché dovresti alzarti anche oggi e vedere una vita che non ti piace?

Ora che stai leggendo, probabilmente sei a casa tua, comodo, forse in un momento di silenzio, perciò non afferri il significato di prendere coscienza nei momenti difficili. Prova invece, nel momento preciso in cui qualcuno ti sta rimproverando, ti sta dando una brutta notizia, ti sta giudicando, ti sta impedendo di realizzare i tuoi obiettivi, a prendere coscienza dell’attimo e dire “Eccomi, sono presente proprio mentre sta accadendo…”; non dopo quando sarai a casa con calma ripensando a quel momento; sii cosciente proprio nel momento esatto in cui sta succedendo, perché sarà così che potrai cambiarlo. Allora, nel momento esatto in cui quello strano sentimento negativo sta entrando dentro di te, ferma il tempo, senti il preciso istante e rallentalo, fissa negli occhi quella persona o quella situazione che vorrebbe entrare negativamente in te e bloccala all’esterno: non permettere al dolore di entrare. Potrebbe dirti o farti qualunque cosa, che il dolore non deve entrare in te. Tieni il controllo mentale, sii cosciente nel momento, istante, millesimo di secondo dopo millesimo di secondo, non abbassare la tua coscienza, presta attenzione ad ogni suo sguardo, ad ogni suo accenno del viso, fissa i suoi occhi e ripeti a te stesso “Tu non puoi farmi del male. IO sono cosciente”.

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Non deve diventare un mantra, deve semplicemente farti ricordare di essere presente in quel precisissimo istante, e poi, quando sarai capace di farlo, eliminerai le parole dalla tua mente perché sarai cosciente senza parole, lo sarai ad intento, lo sarai nell’immediato, ancor più veloce di quanto potresti pronunciare le parole. Noterai che sarà il suo sguardo ad abbassarsi, noterai che sarà lui a demotivarsi, a rendersi conto che non ha più potere su di te. Qualunque persona o situazione, si renderà conto che non potrà più sottometterti, e tu potrai accorgerti che quella sensazione piacevole e piena di forza ti ha permesso di non subire la sottomissione per l’ennesima volta. Questo è prendere coscienza: permetterti di cambiare la situazione nel momento presente, non dopo chissà quando e se succederà. Prendere questi insegnamenti come buone basi per aumentare il proprio autocontrollo, ti porterà ad essere una persona sicura di sé che saprà agire quando è necessario e fermarsi a riflettere quando la situazione lo richiederà; se prendessi queste parole per aumentare il tuo ego e il tuo desiderio di sottomettere gli altri, non saresti più la vittima, ma il problema degli altri, il che porterebbe loro a soffrire. Non devi permettere di essere la sofferenza degli altri, però allo stesso tempo non devi soffrire a causa loro, impegnandoti affinché non accada più un’occasione in cui dovresti prendere una delle due scelte. Prevenire è meglio che curare, e se leggessi a fondo questo semplice insegnamento che ci tramandiamo, e lo ascoltassi con coscienza, comprenderesti che la soluzione giusta è agire quando il problema ancora non è reale, prima che questo effettivamente lo diventi. In fondo, il problema non esiste sinché non è creato fisicamente, non è concreto, e noi possiamo diventare coscienti per eliminarlo ancor prima che esso lo diventi.

Questa è la prima motivazione per la quale è importante diventare coscienti, poi, con l’esperienza pratica, ti renderai conto che ci saranno molti più motivi che ti faranno dire “ah, se in quel momento fossi stato cosciente…” e questo dovrà stimolarti ad esserlo, non il contrario. Praticare la coscienza è difficile, mantenere la costanza sembrerà impossibile, eppure è solo un’abitudine da prendere nella propria routine, poi la svolgerai con molta più serenità. Rimani in guardia dentro e fuori, sii cosciente di quello che ti passa per la testa, prendi il controllo dei tuoi pensieri e poi, contemporaneamente, sii presente in ogni situazione che accade, non lasciare che il tuo corpo sia lì senza la tua mente; sii presente in ogni luogo in cui si trova il tuo corpo fisico, non essere altrove. Seguilo, vedi dove ti porta, senti cosa ti fa provare, riconosci le vie che il tuo corpo percorre, sii presente insieme a lui con la tua coscienza. Per questo, durante la giornata, per 3 volte al giorno, ripeti a mente “sono presente” o “sono cosciente”. Poi respira prana, respirala con coscienza, non farlo con abitudine e svogliatezza, senti il controllo nella tua mente e decidi di essere vigile, con gli occhi spalancati, per osservare tutto quello che succede. Non renderlo un mantra, non renderla una cantilena come fosse una preghiera che ripeti a memoria senza capire il significato di quello che stai dicendo. Usa le parole che più ti si addicono e datti il comando di diventare cosciente non appena pronunci quelle parole, reagisci a quelle parole come fossero il telecomando che accende la tua lucidità e ti rende vigile. Poi imparerai a farlo senza parole. Segui il tuo corpo con la mente, sii presente in quello che fai e in ogni cosa che dici alle altre persone, non parlare senza sapere quello che stai dicendo, non agire senza sapere cosa sta facendo il tuo corpo in questo momento. Impara a diventare cosciente, poi, saprai farlo senza parole. Hai solo bisogno del via, poi partirai come un razzo. Datti la possibilità di essere superiore a quello che ritenevi di essere. Per 3 volte al giorno, riconosci te stesso, renditi cosciente di cosa stai facendo proprio in quel momento e respira prana. Poi, prova a trattenere la coscienza attiva il più a lungo possibile. Non disperare se risulterà stancante e difficile, non preoccuparti, abbi fiducia in te.

Fine pagina 5 su 5. Se hai gradito l’articolo, commenta qui sotto descrivendo le tue sensazioni durante la lettura o la pratica della tecnica proposta.
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  1. Penso che questo articolo vada considerato con particolare attenzione fin dalla prima volta che lo si legge…e ricordarsene ad ogni tentativo del nostro ego di farci sbandare. Se io infatti avessi attuato integralmente ogni singolo consiglio espresso mi sarei evitato un bel po’ di problemi. Perchè è facile dire “si…è tutto vero! Devo comportarmi esattamente cosi” quando si è in tranquillità…ma quando poi la vita ci mette di fronte a determinati soggetti/situazioni, vuoi mandati da oscuri, vuoi mandati dal low (che comunque dagli oscuri è manipolato) ecco che la freccia avvelenata scoccata andrà a colpire proprio i nostri punti deboli. Quindi reputo fondamentale fare tutto il possibile (e anche l’impossibile) per non avere punti deboli…e parallelamente prevenire determinati eventi. Questi due concetti derivano ovviamente da insegnamenti di Angel, cosi’ come grazie ai suoi insegnamenti ho capito quanto importante sia attaccare gli oscuri. Secondo me, quindi, puoi essere forte quanto vuoi nel praticare contro l’oscurità (ipotizzando di esserlo veramente)…ma se non impari (ed applichi!) prima i (saggi!) concetti di questi step, gli oscuri ti fotteranno lo stesso. Quindi sono fondamentali il non pensiero…oltre che l’essere cosciente e tutti gli insegnamenti contenuti in questa lezione, della quale ringrazio profondamente, perchè è una base irrinunciabile che se applicata al 100%, sempre, agevolerà enormemente sia la vita low che il percorso spirituale – quest’ultimo la cosa più importante in assoluto.

  2. È sempre molto difficile ma con tanta pratica si può fare

  3. 🙂🙂🙂Cerco di restare vigile anche fuori dalla Meditazione, cercando di rimanere nel qui ed ora per ogni momento in cui devo fare qualcosa soprattutto se non mi piace, respirando prana, riesco a trasformarlo in una opportunità il cui trovo uno scopo buono per migliorarmi 🙃🙃🙃

  4. I documenti sull’essere coscienti sono tra quelli che amo di più. Ci sto provando, mi sto impegnando per essere presente durante il giorno me ne sto ricordando tante volte lungo l’arco della giornata, quest’oggi ancora di più. È tanto tanto difficile, soprattutto davanti agli altri e anche quando sono all’impiedi, nelle mie camminare per esempio mi dedico tutto il tempo a cercare di respirare con coscienza, non pensare, ma non isolandomi dall’esterno ma cercando di prestare attenzione e godermi ciò che vedo è che sento. Ecco devo dire che riesco a mantenere l’impegno nel farlo, infatti anche se la camminata dura un’ora, mi piace, non mi annoia perché non penso ad arrivare alla meta, però mi rendo conto che non c’è proprio paragone rispetto a quando sono seduto nel mio spazio da solo, il respiro è più meccanico, meno armonioso, non mi dà quella soddisfazione.. sento che qualcosa tenta di abbassarmi e quindi la percepisco ancora come una battaglia, mantengo la calma ma non mi sento in pace, sono più in “modalitá combattimento” xD con gli altri la situazione si complica ancora, ma ci sono miglioramenti! Mi sto impegnando anche mentre mangio a rimanere un po’ cosciente e non farmi buttare velocemente giù. Dove mi lascio assorbire molto è mentre sono impegnato a fare qualcosa che mi richiede molto impegno mentale, come lavorare al pc per esempio, li perdo veramente tanto, in effetti non mi sono imposto di respirare coscientemente mentre lo faccio. Farò tesoro di questo bellissimo documento, che che è stato anche tanto emozionante nella parte in cui dice di imporsi, in una situazione difficile, e di ripetersi di non poter subire del male, mentre si afferma di essere coscienti! Una volta un po’ ci sono riuscito ed è stato proprio così, l’altra persona ha abbassato lo sguardo, anzi non mi stava neanche guardando direttamente negli occhi! C’è tantissimo da fare, come sempre: grazie Angel!

  5. “sii presente in ogni situazione…non lasciare che il tuo corpo sia li senza la tua mente”-Chi non ha mai provato a farlo può non sapere quanto sembri ovvio ma difficile da mettere in pratica. Bellissimo questo articolo….la chiave della nostra coscienza.

  6. Bellissima lettura, se ci fosse un modo per salvarla lo farei per rileggerla. Da molta grinta, l’ho voluta rileggere due volte. Non è facile restare coscienti in qualunque momento, specie in quelli difficili, ma pian piano e se veramente lo vogliamo possiamo farlo. Siamo qui anche per questo

  7. Sembra tanto facile da fare, ed è vero però che anch’io ricordo di aver fatto le respirazioni di prana tre volte al giorno all’inizio e poichè non ero cosciente non ricordo quando ho smesso di farle. Le faccio durante il giorno ma non legate all’articolo che avevo letto…l’ho dimenticato.

  8. Come ho fatto a dimenticare tutto ciò? E’ la domanda che mi sto facendo mentre leggo. Quanti passi importanti ho cancellato dalla memoria… E’ vero che ho preso l’abitudine di respirare prana quando sono nel low ma mi sono scordata di come devo affrontare i momenti difficili in cui dovrei essere ancora più cosciente e sono quelli in cui non ci penso più alla spiritualità adesso so cosa devo fare

  9. È una strada difficile questa, ma non impossibile. Conoscere e praticare aiuta tanto a migliorare costantemente, ci sono dei limiti che ho che devo assolutamente superare. Constato che va molto meglio rispetto ad un tempo, prima davvero mi saltava tutto addosso e mi prosciugava, adesso riesco meglio a mantenere coscienza in certe occasioni, ma la strada della perfezione è ancora distante

  10. Devo assolutamente migliorare l’attenzione ai gesti che faccio, troppo spesso, spessissimo sono automatici e compiuti in fretta….. non va bene. Riguardo quello che dico sono presente, non parlo a vanvera e con l’esperienza lavorativa che ho in questo aspetto ho un discreto allenamento…… ma il seguire il corpo con la mente, nei piccoli gesti quotidiani di routine, non lo faccio a sufficienza ancora. I problemi non ci appartengono e questo è un gran sollievo che mi fa reagire diversamente rispetto al passato. Grazie per la rilettura!

  11. Questo articolo fa davvero riflettere.. grazie per i consigli e tutti i tuoi insegnamenti, grazie ^_^

  12. Deve essere molto bello il poter essere coscienti in ogni situazione difficile o complicata ma richiede un impegno non indifferente io mi impegnerò e ti farò sapere i miei progressi
    Grazie mille

  13. Penso proprio che rendere coscienti possa essere definito come quel processo per cui riusciamo ad essere davvero padroni di noi stessi, dici; che sentiamo, di ciò che proviamo ed esprimiamo. Questo perchè, praticando la coscienza, acquisiamo una consapevolezza limpida e siamo in grado di operare una netta distinzione tra ciò che ci accade oggettivamente e ciò che “avvertiamo essere accaduto su di noi”. Questo mi rimanda al concetto secondo cui la vita è per il 90% ciò che effettivamente ci accade e per il 10% il modo in cui noi reagiamo a questi eventi.

  14. Essere coscienti, essere coscienti nei momenti più difficili, essere coscienti sempre. Procedo con questo allenamento, mantenere la costanza è faticoso, purtroppo ancora troppo facilmente perdo coscienza in determinate situazioni e solo successivamente , indossando la maschera del pentimento, mi rendo conto che sarebbe potuta andare diversamente. Mi piace l’idea di poter diventare migliore di quello che ritenevo possibile, ci sto provando e ci proverò con sempre maggior forza. Tento di praticare con coscienza le meditazioni e devo dire che sto ottenendo buoni risultati col mantenimento del non pensiero (un pò altalenanti, ma vedo miglioramenti), mi sto sforzando di abbattere il Low per almeno tre/quattro volte al giorno e regalarmi momenti di coscienza quando il Low stesso meno se lo aspetta.Grazie

  15. L’articolo è molto motivante. Riguardo l’argomento avevo già avuto alcune linee guida che ho messo in pratica, ma mi è risultato veramente difficile essere costanti. Non credo di averlo mai fatto in momenti particolarmente dolorosi, ma sono quando la situazione fosse piuttosto “gestibile” (anche se penso che possa essere un punto di partenza per una persona non allenata.) Da adesso in poi riproverò duramente. Grazie.

  16. E’ un bel consigli, perché a me ci vuole qualche giorno per riprendermi, è davvero duro da superare certi argomenti o anche le parole. Per stare male serviva pochissimo ma per riprendere molto di più. Tagliavo fili con questa persona e lasciavo andare il passato. Ma essere cosciente è molto più bello, si deve reagire in fretta senza assorbire la negatività.

  17. Essere coscienti significa rimanere in guardia da ciò che sta accadendo intorno a noi. Siamo sempre immersi in situazioni che evolvono, che ci girano attorno, una catena di cause ed effetti che, se fossimo coscienti, riusciremo ad indirizzare senza che ci arrivino effetti negativi. Dobbiamo imparare ad agire prima che il danno accada, invece di cercare di porvi rimedio quando è ormai troppo tardi. Dovremmo imparare ad intervenire non appena qualcosa ci fa stare anche minimamente male, anche se è solo una piccola preoccupazione.
    Essere coscienti ci permette di sapere come reagire a precise situazioni, senza essere assorbiti da pensieri o emozioni che non ci appartengono. Essere coscienti in ogni momento è molto difficile perché la nostra Coscienza si addormenterà più spesso di quanto pensiamo. Inoltre, non dipende dal tempo passato a meditare, ma avviene quando saremo noi a deciderlo.
    Perché dovremo evitare che ci arrivino solo eventi positivi nella nostra vita? Perché non sarebbe giusto viverla al meglio circondandoci di cose belle ed essendo felici? Del resto, se noi siamo felici e più positivi nella nostra vita, di conseguenza, porteremo indirettamente giovamento anche ad altre persone e favoriremo altre situazioni positive… Attraverso le tecniche e la presa di coscienza, unite assieme, possiamo modificare gli eventi e rendere la nostra vita più positiva. Bisogna cercare di essere coscienti nel momento stesso in cui ci capitano situazioni sgradevoli e non dopo, col senno di poi. In quei momenti bisogna avere la consapevolezza che non è giusto che noi stiamo male. Bisogna essere coscienti lì, al momento presente, essere sempre in guardia da ciò che sta accadendo dentro e fuori il nostro corpo, essere con la mente lì assieme al nostro corpo, e non altrove.

  18. Vorrei raccontare un esperienza avuta giusto nel giorno di Natale. Io e i miei genitori siamo distanti migliaia di kilometri , e l’unica via per vederci e sentirci è Skype. Quel giorno ci siamo sentiti per farci gli auguri di Natale, e parlando del più e del meno felici contenti e sorridente mi viene da chiedere come stava mio zio. Mio padre guarda mia madre, e mia madre mi dice ” ooo ma tuo zio è morto, è un mese e mezzo che è venuto a mancare ” insomma scusandosi con me perché si è dimenticata di dirmelo. In quel momento mi ero arrabbiata perché non capivo come potesse aver dimenticato di dirmi una cosa del genere, va bene che non ci sentiamo ogni giorno… Ma vabbè, esco fuori prendo una boccata d’aria, un secondo di pianto (giuro che non è durato più di un minuto) poi è successo tutto in due secondi in cui avevo riflettuto che non avrebbe senso arrabbiarsi, anche perché non avrebbe mica risolto la situazione anzi l’avrebbe decisamente peggiorata, e poi lì capisco siamo comunque distanti e non avevamo nemmeno la possibilità di incontrarci e così via. Ok mi ero calmata davvero troppo in fretta, il che poi entro e sento mia madre parlare col mio compagno dicendogli che anche mia nonna è morta in primavera ( che anche in questo caso io non sapevo nulla ) ma nonostante questo stranamente avevo mantenuto la calma. Infatti poi quando mi ero seduta nuovamente davanti allo schermo mia madre mi disse che se volevo ci sentivamo più tardi quando mi sarei calmata, ed io molto sorridente gli dissi che potevamo comunque parlare perché mi ero davvero calmata ( per davvero). Così riprendemmo a ridere e scherzare come se nulla fosse successo. Questo per far capire che anche se non sono ancora in grado di rimanere cosciente per tutto il giorno, la meditazione, la pratica, le tecniche hanno un effetto davvero molto potente, io stessa mi ero stupita perché so come sono fatta, sarei stata capace di piangere per settimane intere per questa storia, io non sopporto la morte delle persone, mi fanno troppo male, perché poi tutti i flash nella mente mica mi dà tregua, e non ero arrabbiata nemmeno con i miei per non avermelo detto, davvero avevo compreso in un batter d’occhio la situazione e mi ero calmata come se tutto non sia nemmeno successo. Quindi ciò he voglio dire è che se già con la pratica quotidiana tra meditazione e tecniche varie hanno quest’effetto su di noi, non immagino nemmeno quanto potere avrebbe la presa di coscienza, rimanere coscienti per più tempo durante il giorno. Grazie Angel i risultati si vedono se solo ci impegnassimo di più ❤️❤️

  19. Diventare coscienti è una sfida che vale la pena provare.
    Significa diventare padroni del proprio destino, percepire la propria presenza nel qui ed ora, tenere a bada i propri pensieri, diventare padroni della propria mente, avvertire le intenzioni di chi ci sta attorno, agire prima che un problema diventi reale.
    Ce n’è di carne sul fuoco!
    Passo dopo passo c’è da imparare, capire, correggere e mettere in pratica, fino alla coscienza.

  20. Questo articolo mi ha un po’ commosso. La sensazione che mi ha lasciato è simile a quella che ho provato con uno dei miei genitori molto tempo fa’, discutendo riguardo alcune scelte che avrei voluto attuare in futuro.
    Non potrei mai mettere in dubbio nulla di tutto ciò che c’è scritto in questo articolo, ignorarlo sarebbe come rifiutare di voler esistere su questo pianeta.
    Mi ha letteralmente lasciato senza parole. Faccio i miei complimenti a Angel, supera sempre di gran lunga le mie aspettative.

  21. Rileggere questo step mi ha ulteriormente chiarito la difficoltà delle’Essere cosciente cioè essere presenti a se stessi , reattivi , saper agire e non subire le emozioni . Ed è per tutti questi motivi che è un traguardo che richiede un costante esercizio .

  22. a questo punto del mio percorso comprendo cosa sia la presa di coscienza, e non credo sia poco….vivere in coscienza con sti chiari de luna è più difficile del previsto…..ci si può provare

  23. Da praticante di taici posso affermare che essere cosciente per me è piuttosto difficile. Nel senso che la pratica richiede di eseguire un determinato esercizio con la consapevolezza del corpo e del respiro costante. Beh, è piuttosto facile perderla, e continuare eseguendo meccanicamente l’esercizio. Gli insegnanti per questo aggiungono continuamente piccoli dettagli per obbligare chi pratica a mettere costante attenzione alla pratica. Nella vita reale l’automatismo prende il sopravvento spesso e volentieri, da anni io provo a essere presente, ma la cosa mi riesce solo ogni tanto. Non sono cosciente nemmeno mentre leggo, tant’è che questo articolo l’ho riletto più volte e ogni volta ho afferrato qualcosa che prima mi era sfuggito. Purtroppo il meccanismo è automatico, parte un loop di pensieri e quando ci sono dentro lo subisco. Il consigli di respirare prana lo metto in pratica ogni volta che una qualche sensazione di malessere mi disturba e funziona, ma quando cado nell’apatia dell’incoscienza, è come se fossi telecomandata in quei momenti, e subisco. Sono i momenti in cui un rumore improvviso o un cambio di situazione mi riportano alla realtà e mi fanno pensare, ma dove ero un attimo fa?

  24. Essere cosciente: pretendere rispetto dalla Vita, da tutto e tutti. Perche’ noi ce lo meritiamo, siamo esseri speciali, con i propri limiti e debolezze, con una capacita’ sconfinata di provare amore e meraviglia.

  25. Essere coscienti non è cosa semplice ,per ora riesco a rendermi conto di quanto spesso io non lo sia ,speriamo che rendermene conto sia il passo iniziale . Cammino per strada e la mia mente non è con me i pensieri troppo spesso si susseguono senza ordine come se sognassi . Non sto migliorando anzi a volte ho la sensazione di peggiorare ,ma forse è una presa di coscienza anche questa . È come dire so di non sapere . Cercherò di migliorare ma non ho capito bene la tecnica .

  26. Sacrosante parole! La presa di coscienza è difficilissima anche se nonostante sia un bradipo sta migliorando. Mettiamola così : non sono ancora in grado di sferrare attacchi ma almeno sono in grado di schivarne qualcuno! Il mio regolatore è un dramma! Riempito di anni di rumenta. Grazie a dio sono qui!

  27. Riletto, attendo la lezione! Grazie ancora 🙂