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098 – Essere Coscienti – Diventare vigile (2 parte)

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Nella scorsa lezione ti ho consigliato di respirare prana 3 volte al giorno, per aiutarti a prendere meglio coscienza nell’arco della tua giornata. Probabilmente ora potresti renderti conto di essertene dimenticato, forse già dal secondo o terzo giorno che avevi iniziato a farlo. Tenere costanza, come dicevo, non è affatto semplice, però ho speranza che se tu stai proseguendo la lettura di questi articoli è probabilmente perché ti interessa prendere coscienza, quindi il mio desiderio è quello di insegnarti passo dopo passo come riuscirci. Essere coscienti significa rimanere in guardia da quello che sta succedendo dentro e intorno a te, e non credere che sia così semplice. Continuamente ci ritroviamo in mezzo a situazioni che vengono influenzate a catena, quindi una viene influenzata per poi crearne un’altra e così via, e ti ritrovi in mezzo a situazioni che si muovono intorno a te e che continuano a crearsi una dopo l’altra per farti andare storto qualcosa. La coscienza, unita a tutte le tecniche che ti sto insegnando, ti permetterà di interrompere questa catena prima che arrivi alla fine, così da non permettergli di averne già prestabilita. Agire prima che le situazioni peggiorino è molto meglio che aspettare di vedere quanto peggiorano, per poi agire. Noi siamo abituati infatti ad aspettare il momento peggiore, dicendo a noi stessi “Beh, spera che non succeda quella cosa, altrimenti mi arrabbio!”, ma nel mentre rimaniamo fermi ad aspettare che quella cosa succeda, quasi per dire “avevo ragione”, nel frattempo non ci rendiamo conto che avere ragione in quel caso è una pessima notizia. Essere coscienti ci permette di innescare dentro di noi una voce che ci permetterà di avere risposte immediate, che ci spingerà ad agire anche quando crediamo che non avremmo potuto fare niente. È come una voce che dentro di te ti dice: “Hey, ma che fai??? Non vedi che sta succedendo questa cosa? Fermala subito! Per fermarla devi fare così!” e all’improvviso ti ritrovi a spalancare gli occhi e dire “Ma come ho fatto a non pensarci prima? Come facevo a starmene fermo impalato?”

Noi dovremmo “arrabbiarci” prima che succeda quella situazione spiacevole: ovviamente non dobbiamo arrabbiarci per davvero, ma dobbiamo seguire quell’istinto forte che ci spinge ad agire, un po’ come quando siamo arrabbiati e veniamo spinti ad avere una forza interiore più determinata a reagire. Quando sei in pericolo, sei molto più motivato a svolgere il tuo lavoro il più velocemente possibile e meglio di quanto faresti quando sei calmo e rilassato; questo non è un bene, perché si tratta di un’abitudine apatica che rallenta la nostra evoluzione personale. Noi invece dovremmo avere quella grinta e quella forza mentale di compiere ogni azione anche nei momenti più calmi, per assicurarci di avere sempre un ottimo scorrere della nostra vita. In parole semplici, dovremmo agire prima che il danno succeda, non dopo; dovremmo “arrabbiarci” o meglio stimolarci ad andare forte contro gli ostacoli già prima che quelli diventino veramente troppo forti per noi. Aspettare ci rovina, ci fa arrivare al peggio, ma dobbiamo sempre reagire prima che sia troppo tardi. Ecco cosa ci porta la presa di coscienza: essere reattivi immediatamente, senza bisogno di perdere tempo e aspettare che la situazione peggiori; dobbiamo agire subito. Questo ovviamente vale in ogni ambito e non solo riguardo i guai catastrofici, ma anche per eventi banali che però, nel loro piccolo, ci fanno un minimo soffrire o rimanere in pensiero. Qualunque cosa ci faccia anche leggermente male, è comunque da prendere in considerazione e bisogna decidere di eliminarla dalla nostra vita. Questo è prendere coscienza: capire cosa ci fa male, perché ce ne sta facendo, perché glielo stiamo permettendo, perché non decidiamo di cessare subito quel dolore e quindi, agire per farlo cessare in modo definitivo. La coscienza ci porta all’azione, non ci porta solo a parlare dentro la nostra testa senza però raggiungere nessun nuovo traguardo. La coscienza ci dà la possibilità di agire in modo giusto, ovvero compiendo azioni che per certo ci porteranno a risultati buoni, e mai a farci dire “che cavolo ho fatto!”.

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Prendere coscienza significa essere presenti: tutti credono di riuscirci, perché non è facile capire cos’è la presa di coscienza, e sebbene io stia provando a spiegartelo, non credere che sia tutto qui. Passerà almeno qualche anno di puro allenamento perché tu riesca ad essere davvero molto più cosciente, per ora subisci le emozioni e i pensieri: non li decidi, li subisci. Essere cosciente ti permette di sapere esattamente come devi reagire a precise situazioni. È inutile negarlo, durante le nostre giornate succedono numerosissime situazioni che ci portano via energie, possiamo definirli come piccoli problemini, che però sommati ci fanno perdere positività, ci rendono un po’ più spenti, stanchi, scarichi. Questo perché in pratica, reagiamo alle situazioni convinti di sapere come fare, nel frattempo però subiamo tutte le emozioni, pensieri e situazioni che ci accadono. Noi non reagiamo con tutta calma e con distacco totale, non reagiamo come se fossimo al di fuori del problema rendendoci conto che tutto ciò che ci circonda è falso: noi reagiamo pensando che sia tutto vero e che, se anche fosse tutto falso, comunque noi dovremmo subire i problemi perché ci appartengono. Ecco qual è il problema della teoria: che non ti porterà mai a cambiare la tua vita.

La presa di coscienza non è facile, perché si crede che sia qualcosa di teorico, come se leggere un documento possa renderti cosciente; sì è vero, ti aiuta a prendere coscienza mentre lo leggi, perché ti rendi conto di non essere cosciente quanto credevi di essere; ma questo non è tutto, perché bisogna sentirsi coscienti sempre e non solo quell’unica volta in cui leggi un testo che ti piace. È tremendamente difficile diventare coscienti durante i momenti difficili, perché questi ti travolgono e ti fanno credere che sia giusto che tu soffra, che tu debba soffrire perché è il tuo dovere, quasi facendoti sentire in colpa se tu non provassi sofferenza come qualcuno o qualcosa intorno a te ti impone di fare. La pratica, ti permette di farti le domande giuste al momento giusto. Non è una qualsiasi domanda a portarti le risposte di cui hai bisogno, ma le domande giuste, perché se continui con quelle sbagliate, esse continueranno a confonderti e creare in te ansia e desolazione, sconforto e solitudine. La presa di coscienza ti permette di porti domande mentre stai subendo dolore e di chiederti: “Quella persona che mi sta urlando contro adesso, è importante per me?”, e la stessa presa di coscienza ti permette di rispondere correttamente alla tua domanda: “No, è una persona che non conosco, si autodefinisce il mio capo perché lavoro per lui, ma nella realtà, al di fuori di quella porta, lui non è nessuno per me, non ci tengo a lui, non lo stimo, non lo amo, il suo pensiero verso di me non conta nulla!”; dunque, la tua presa di coscienza ti permette di comprendere: “allora perché ti importa di quello che dice? Ora ti sta dicendo che sei un incapace\fallito\inutile, perché gli credi? Perché ti importa di quello che dice, se non ti importa della sua persona?” e a quel punto ti rendi conto che ha ragione: perché, se non ti importa di una persona, quando essa espone il suo pensiero, questo improvvisamente diventa sacro per te? Senza la presa di coscienza, probabilmente avresti sofferto molto per le sue parole, proprio come hai sempre fatto, perché di certo avresti detto “che mi frega di lui? non è nessuno per me!” ma dentro di te avresti provato sofferenza, avresti continuato a pensare a quelle parole che rimbombano nella tua testa, e quasi avresti creduto alle sue parole, provando tristezza dentro di te, forse avresti anche pianto. Prendere coscienza ti permette di distaccare quello che non è tuo facendoti capire che non hai alcun motivo di appropriartene, non è qualcosa di buono che dovresti tenere nella tua vita. La coscienza ti permette di distaccare i dolori e amplificare le situazioni che ti creano o potrebbero creare piacere, felicità, serenità. Pensa ad esempio a quei momenti in cui sei circondato da amici o alla persona che ami: momenti che, quando ci pensi, ti rendono felice perché ti riempiono la vita e ti fanno dire “vorrei tanto che fosse durato per sempre… vorrei che oggi fosse ancora quel giorno, così da potermi divertire così tanto”, il punto è che quei giorni probabilmente non te li sei goduti davvero al meglio.

Pensa a quei momenti in cui ti trovi con un amico che vedi sì e no una volta ogni 2-3 mesi, e quando siete lì a parlare, e poi c’è un attimo di silenzio, tu prendi il telefono per vedere cosa succede nei vari social network. Questo il più delle volte è perdere coscienza, perché stai dimenticando il presente che stai vivendo, per immergerti in una dimensione isolata dove in pratica ci sei tu e il mondo del social network, ma il tuo amico non esiste più, è come se fosse scomparso dal tuo mondo.

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Peggio ancora accade quando lui ti sta parlando e tu nel mentre messaggi o chatti al cellulare, completamente incosciente, convinto anche di starlo ascoltando solo perché ti ricordi le parole che ha detto, eppure sei completamente concentrato sul cellulare. Sentire le parole che dice non è un dono, infatti puoi scrivere al telefono e nel mentre ascoltare quello che lui dice, contemporaneamente, ma in quel momento tu sei del tutto incosciente. Bisogna riconoscere la differenza tra vedere e ascoltare quello che ci circonda, dall’essere coscienti di quello che sta accadendo davvero intorno a noi. Essere coscienti è un esercizio molto difficile, è come se dovessi riaprire gli occhi ogni volta che le palpebre si chiudono, e ti garantisco che la coscienza si “addormenta” molto più spesso di quanto immagini, in pratica, siamo perennemente addormentati. Non è facile capire cosa significa perché non lo hai quasi mai fatto, o comunque non sei diventato cosciente a livelli altissimi, perciò non puoi immaginarlo; ma prendere coscienza significa diventare qualcosa che tu non avresti mai nemmeno sognato di essere. In fondo, tu hai un pensiero del tuo futuro, o meglio un livello o una vibrazione che più o meno non cambierai, vedi il tuo futuro un po’ piatto, come reazione alle azioni che hai svolto sinora: se hai studiato per un indirizzo, lavorerai in quel mestiere, se stai svolgendo un mestiere, vedi la tua vita per sempre in quel mestiere, o comunque qualcosa di molto simile; non vedi te stesso in un ambito completamente diverso, perché credi che non ti sentiresti a tuo agio. Questo perché non sai controllare le situazioni intorno a te ma quelle accadono e basta, tu le subisci e questo ti può rendere sofferente, è tutto qui.

Inizi a prendere coscienza quando, grazie alla pratica, ti rendi conto di stare subendo anziché stare decidendo della tua vita; diventi cosciente quando inizi a mettere in pratica i fatti, anziché subirli. È troppo facile credere che la coscienza arriverà, pian piano, meditando. La meditazione è una tecnica, ma la coscienza è un’altra, quindi meditare con coscienza può esserti di grande aiuto, ma se pratichi coscienza anche durante l’intera giornata, lo diventerai molto di più. Il punto è che ci vuole pratica, non sarà il tempo che trascorre a portarti ad un livello più alto. Ad esempio, ricordati della prima lezione sulla coscienza che hai letto: da quell’articolo a quello di oggi, è passato un po’ di tempo; questo ti ha fatto evolvere sulla presa di coscienza? No, perché non ti sei allenato, non hai praticato coscienza come ti avevo consigliato. Non hai commesso nessun peccato, semplicemente non hai cambiato nulla nella tua vita quando invece avresti potuto farlo. Il cambiamento avviene quando noi decidiamo di farlo avvenire, altrimenti subiamo il cambiamento, che in genere non porta a nulla di buono. Se di continuo ti sto ripetendo che non è facile, significa che devi comprendere l’importanza del fatto che il Low e ciò che ti circonda si stanno impegnando senza sosta a farti rimanere incosciente, riabbassandoti subito quando provi ad alzarti. Ci sono tantissime persone che meditano, ma la maggior parte sono incoscienti, perché credono che basti meditare incoscientemente, per evolversi. Non è così. L’evoluzione è l’insieme dei tasselli, non è sedersi in un divano e aspettare mezz’ora ascoltando un mix musicale che dovrebbe rilassarti. Eppure, la maggior parte degli “spirituali” fanno così, ed è quasi certo che anche tu lo faccia. Non è grave, devi solo capire il motivo per cui vuoi arrivare in alto, perché così sarà molto più facile darti forza per impegnarti ad arrivarci.

Potrebbe risultare quasi inconcepibile pensare di poter decidere della propria vita, poter prendere il comando di tutto ciò che accade intorno a noi, perché ci viene da pensare che sia impossibile e che, anche se non lo fosse, sarebbe quasi brutto, perché altrimenti sarebbe troppo facile. Questo non è affatto un pensiero nostro. Mi fa pensare a quella strana teoria in cui alcuni strani soggetti credono, che una persona buona debba stare assieme ad una persona negativa proprio per equilibrarla portando pazienza per le sue cattiverie, e amarla dato che è una persona negativa che non fa altro che ferire gli altri, proprio perché la prima è una persona buona e con questo deve sopportare senza lamentarsi. Questo, a parer mio, non è affatto un ragionamento sano di mente.

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Ritengo infatti che una persona buona, debba stare assieme ad un’altra persona buona, proprio perché è buona merita il meglio, non il peggio. La persona negativa, è negativa perché continua a fare del male alle altre persone, quindi non merita assolutamente che qualcuno soffra e si sacrifichi per rendere la sua vita migliore nel mentre che lui continua a rovinare quella degli altri. Qui non si tratta di provare pietà verso quella persona negativa, si tratta di avere buon senso verso quella persona buona che non merita affatto una vita dolorosa. A questo punto, sono convinta che sia giusto pensare che se possiamo migliorare la nostra vita, dobbiamo farlo, non dobbiamo subire ingiustizie e sofferenze solo perché noi stessi decidiamo che debba essere così.

Se non potessimo farlo, se non potessimo cambiare la nostra vita, allora dovremmo metterci il cuore in pace… ma se abbiamo la possibilità di cambiare almeno qualcosa nella nostra vita in meglio, facciamolo, perché gli eventi positivi non fanno altro che renderci persone migliori, perché ci aiutano ad essere felici, ci aiutano ad essere soddisfatti, motivati, ottimisti, e questo come una catena scatena in noi una bontà che ci permette di essere ancora più generosi e gentili con gli altri di quanto già lo fossimo prima, perché sentiremo di doverlo fare. Allora dobbiamo accettare che gli eventi positivi possono accadere anche a noi, non devieranno strada se noi li inglobiamo nella nostra vita. Essere coscienti ci permette di non venire influenzati da chi vuole vederci morire di dolore, e ciò ci permetterà di capire che il pensiero “troppo facile non è bello” o addirittura “una vita senza problemi è noiosa”, non è qualcosa che proviene dal nostro interno, ma da qualcosa che vuole che noi stiamo male. Attraverso le tecniche e la presa di coscienza, unite assieme, possiamo modificare gli eventi della nostra vita e renderli più positivi, eliminando i problemi che ci fanno soffrire. Poter vivere la vita serenamente non è qualcosa di noioso, invece, avere continuamente motivi per piangere e stringersi il cuore pensando che sarebbe meglio morire, questo sì che diventa noioso. È giusto che nella vita si conoscano tutti i sentimenti e che delle volte si soffra un po’, ma questo è davvero esagerato; continuare una vita dove esistono più problemi e sofferenze che momenti di pace e serenità, questo è davvero troppo. Questa non è vita, è pura violenza psicologica e fisica che qualcuno o qualcosa sta continuando a buttarci contro e noi scegliamo di subire senza alcuna reazione. Questa è incoscienza, e noi dobbiamo permetterci di riconoscerla, così da sentirci finalmente in pace. Non è giusto soffrire, quindi perché continui a permettertelo? Perché non ti permetti di sentirti finalmente in pace, vivendo la tua vita con serenità, con tante soddisfazioni, con la felicità di svegliarti la mattina anziché chiederti perché dovresti alzarti anche oggi e vedere una vita che non ti piace?

Ora che stai leggendo, probabilmente sei a casa tua, comodo, forse in un momento di silenzio, perciò non afferri il significato di prendere coscienza nei momenti difficili. Prova invece, nel momento preciso in cui qualcuno ti sta rimproverando, ti sta dando una brutta notizia, ti sta giudicando, ti sta impedendo di realizzare i tuoi obiettivi, a prendere coscienza dell’attimo e dire “Eccomi, sono presente proprio mentre sta accadendo…”; non dopo quando sarai a casa con calma ripensando a quel momento; sii cosciente proprio nel momento esatto in cui sta succedendo, perché sarà così che potrai cambiarlo. Allora, nel momento esatto in cui quello strano sentimento negativo sta entrando dentro di te, ferma il tempo, senti il preciso istante e rallentalo, fissa negli occhi quella persona o quella situazione che vorrebbe entrare negativamente in te e bloccala all’esterno: non permettere al dolore di entrare. Potrebbe dirti o farti qualunque cosa, che il dolore non deve entrare in te. Tieni il controllo mentale, sii cosciente nel momento, istante, millesimo di secondo dopo millesimo di secondo, non abbassare la tua coscienza, presta attenzione ad ogni suo sguardo, ad ogni suo accenno del viso, fissa i suoi occhi e ripeti a te stesso “Tu non puoi farmi del male. IO sono cosciente”.

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Non deve diventare un mantra, deve semplicemente farti ricordare di essere presente in quel precisissimo istante, e poi, quando sarai capace di farlo, eliminerai le parole dalla tua mente perché sarai cosciente senza parole, lo sarai ad intento, lo sarai nell’immediato, ancor più veloce di quanto potresti pronunciare le parole. Noterai che sarà il suo sguardo ad abbassarsi, noterai che sarà lui a demotivarsi, a rendersi conto che non ha più potere su di te. Qualunque persona o situazione, si renderà conto che non potrà più sottometterti, e tu potrai accorgerti che quella sensazione piacevole e piena di forza ti ha permesso di non subire la sottomissione per l’ennesima volta. Questo è prendere coscienza: permetterti di cambiare la situazione nel momento presente, non dopo chissà quando e se succederà. Prendere questi insegnamenti come buone basi per aumentare il proprio autocontrollo, ti porterà ad essere una persona sicura di sé che saprà agire quando è necessario e fermarsi a riflettere quando la situazione lo richiederà; se prendessi queste parole per aumentare il tuo ego e il tuo desiderio di sottomettere gli altri, non saresti più la vittima, ma il problema degli altri, il che porterebbe loro a soffrire. Non devi permettere di essere la sofferenza degli altri, però allo stesso tempo non devi soffrire a causa loro, impegnandoti affinché non accada più un’occasione in cui dovresti prendere una delle due scelte. Prevenire è meglio che curare, e se leggessi a fondo questo semplice insegnamento che ci tramandiamo, e lo ascoltassi con coscienza, comprenderesti che la soluzione giusta è agire quando il problema ancora non è reale, prima che questo effettivamente lo diventi. In fondo, il problema non esiste sinché non è creato fisicamente, non è concreto, e noi possiamo diventare coscienti per eliminarlo ancor prima che esso lo diventi.

Questa è la prima motivazione per la quale è importante diventare coscienti, poi, con l’esperienza pratica, ti renderai conto che ci saranno molti più motivi che ti faranno dire “ah, se in quel momento fossi stato cosciente…” e questo dovrà stimolarti ad esserlo, non il contrario. Praticare la coscienza è difficile, mantenere la costanza sembrerà impossibile, eppure è solo un’abitudine da prendere nella propria routine, poi la svolgerai con molta più serenità. Rimani in guardia dentro e fuori, sii cosciente di quello che ti passa per la testa, prendi il controllo dei tuoi pensieri e poi, contemporaneamente, sii presente in ogni situazione che accade, non lasciare che il tuo corpo sia lì senza la tua mente; sii presente in ogni luogo in cui si trova il tuo corpo fisico, non essere altrove. Seguilo, vedi dove ti porta, senti cosa ti fa provare, riconosci le vie che il tuo corpo percorre, sii presente insieme a lui con la tua coscienza. Per questo, durante la giornata, per 3 volte al giorno, ripeti a mente “sono presente” o “sono cosciente”. Poi respira prana, respirala con coscienza, non farlo con abitudine e svogliatezza, senti il controllo nella tua mente e decidi di essere vigile, con gli occhi spalancati, per osservare tutto quello che succede. Non renderlo un mantra, non renderla una cantilena come fosse una preghiera che ripeti a memoria senza capire il significato di quello che stai dicendo. Usa le parole che più ti si addicono e datti il comando di diventare cosciente non appena pronunci quelle parole, reagisci a quelle parole come fossero il telecomando che accende la tua lucidità e ti rende vigile. Poi imparerai a farlo senza parole. Segui il tuo corpo con la mente, sii presente in quello che fai e in ogni cosa che dici alle altre persone, non parlare senza sapere quello che stai dicendo, non agire senza sapere cosa sta facendo il tuo corpo in questo momento. Impara a diventare cosciente, poi, saprai farlo senza parole. Hai solo bisogno del via, poi partirai come un razzo. Datti la possibilità di essere superiore a quello che ritenevi di essere. Per 3 volte al giorno, riconosci te stesso, renditi cosciente di cosa stai facendo proprio in quel momento e respira prana. Poi, prova a trattenere la coscienza attiva il più a lungo possibile. Non disperare se risulterà stancante e difficile, non preoccuparti, abbi fiducia in te.

Fine pagina 5 su 5. Se hai gradito l’articolo, commenta qui sotto descrivendo le tue sensazioni durante la lettura o la pratica della tecnica proposta.
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  1. Penso che questo documento sia puro oro. Ieri l’ho ascoltato, oggi l’ho riletto e continuerò a tornanrci man mano che mi impegnerò nella pratica della coscienza. Grazie mille Angel.

  2. Bellissimo documento che spiega l’importanza di restare coscienti durante il giorno. Per fortuna non avevo dimenticato di respirare Prana tre volte al giorno e, anzi, lo faccio ogni volta che ne sento la necessità. Tuttavia, restare coscienti resta comunque molto difficile, perchè ci sono dei momenti (troppi durante il lavoro) in cui mi dimentico completamente del Qui ed Ora. Grazie Angel per tutti questi preziosi insegnamenti!! <3

  3. essere coscienti è la base..eppure è così difficile.
    Ecco perchè le fondamenta in generale sono essenziali, da loro dipende tutto il dopo

  4. Riascoltato ancora una volta, ripetita juvant!!
    Uno dei miei proverbi preferiti è “SI VIS PACEM PARA BELLUM” (se vuoi la pace preparati per la guerra), se vogliamo essere preparati ai momenti difficili, dobbiamo allenarci nei momenti di tranquillità, di modo che quando arriverà “la guerra”, saremo preparati a combattere armati fino ai denti e ben addestrati nell’uso di tali armi!

  5. Grande rilettura, mi conforta che l’incremento del respirare Prana quante più volte possibile è una vera trasformazione difficilemnte descrivibile..è un riappropiarsi del prorpio potere ed un intravedere la nostra essenza il nostro Essere riemergere sempre più dallo stato di trance ipnotica che attanaglia tutti chi più chi meno …ma quando si inzia ad essere vigili e attenti , osservatori di sé e del tutto si vede il Matrix , si percepiscono molto bene le energie ancora poco visibili per mancanza di allenamanteo si innalza il proprio potere e il controllo della propria vita , si inzia a Vivere un pò di più che essere vissuti nel copione del film
    La meditazione e le tecniche eseguite in Coscienza lo traduco con la massima qualità che si possa ottenere e ben lungi da averne padronanza mi piace perà già da qualche tempo anche nei commenti concludere con un bel ‘respiriamo Prana ‘ e appena finiamo qualche med o tecnica …respiriamo Prana , stiamo vigili , attenti in gergo stiamo in campana ..nelle arti marziali , nelle azioni pericolose e critiche ogni secondo si dilata , si innalza la percettività , si intensificano tutti i sensi e quindi ancor più quell’enorme complesso di facoltà sotto il nome del sesto senso ..momenti che poi non si dimenticano , tutta la nostra vita non sarebbe bello averla vissuta con così tanta intensità e libera scelta?! Libera scelta , senza condizionamenti ..la Libertà

  6. In effetti mi ero dimenticata di respirare prana tre volte al giorno, e come mi capita di guidare e arrivare a destinazione senza ricordarmi la strada che ho fatto così mi succede di vivere la quotidianità, con la testa piena di pensieri dimenticando il qui e ora…

  7. La presenza vigile é la pratica che ho esercitati più spesso nell’ultimo anno, ed i benefici sono impagabili. Riesci a vedere la tua mente, I tuoi pensieri come qualcosa di esterno a te e che non é tutto sotto il tuo controllo. A volte sembra come di cavalcare un cavallo imbizzarrito. Essere coscienti e vigili, soprattutto quando non si é troppo coinvolti emotivamente (dove risulta più difficile) permette di interrompere flussi di pensiero negativi o atteggiamenti altrimenti dettati dal proprio ego o influenze esterne, portandoci a soffrire e non godere del momento presente. Piano piano è come se si sviluppasse una parte amica che ci avvisa appena ci assentiamo e ci aiuta a sfuggire dal rapimento. Grazie di tutto.

  8. Essere coscienti significa essere presenti a sé stessi, consapevoli di cosa accade dentro di noi e fuori di noi. Meditare con coscienza significa essere presenti alla meditazione, lavorare coscienti significa essere presenti in quel momento a quello che si sta facendo e si sta pensando, perdere la coscienza significa essere in balia del low, delle altre persone che ci circondano e ci influenzano con i loro pensieri.Respirare prana tre volte al giorno fa acquisire coscienza, ripetere per tre volte di essere presenti a sé strati durante la giornata significa essere coscienti. La presa di coscienza è un allenamento continuo che miglioriamo pian piano, diventando sempre più lucidi e svegli.

  9. Lo sento quanto dia difficile fare tutto ciò… Ma c’è un desiderio forte di andare oltre le difficoltà del momento. Devo ricordare di respirare prana 3 volte al giorno con coscienza di quello che sto facendo

  10. Mi vengono in mente episodi in cui ho perso le staffe h o cominciato a tremare e piangere e non ero,più padrona ne del mio corpo ne della mia mente, figuriamoci delle emozioni. Altri momenti in cui ho dominato egregiamente situazioni difficili. Il momento di maggior coscienza lo ricordo in parete, arrampicando ho sbagliato qualcosa per distrazione e mi sono trovata senza sicura in una situazione in cui cadere sarebbe stato fatale. Attimo di terrore, poi ho respirato profondamente mi sono guardata attorno e con tutta la calma che sono riuscita a raccogliere sono uscita da quella situazione, ho fatto sicura e ho proseguito senza danni. Li però non fa testo perché non avevo scelta. Quella era l’unica opzione. Comunque è impressa nella mia mente perché l’emozione è stata fortissima. Da lì prendo spunto per attivare la mia coscienza in momenti critici. ( quando mi riesce)

  11. Meraviglioso doc che avevo proprio voglia di rileggermi, essere coscienti non è facile ma in quei momenti di lucidità cambia tutto, e questo è di grande motivazione per provare ancora e ancora e migliorare. Quando si rimane coscienti del presente, con la mente dov’è il corpo, la vita è veramente piena e ci si accorge di un sacco di cose che prima nemmeno si notavano o sentivano. Sul distacco ci ho lavorato e preso un po’ di dimestichezza, coi pensieri è ancora un po’ più difficile ma non demordo e cerco di impegnarmi sempre di più perché senza coscienza si è limitati in tutto. All’inizio del mio percorso non avevo capito bene questi doc e li avevo trascurati, ora comprendo quanto siano fondamentali e quindi sto cercando di darmi da fare. Grazie mille Angel, i tuoi insegnamenti cambiano la vita!! 🙂

  12. “Abbi fiducia in te” comprendo molto bene che non è facile dato che da sempre il low agisce per calpestare la tua dignità e portarti a soffrire continuamente attraverso gli altri o ancora peggio verso il regolatore. Ottimo consiglio di prendere coscienza tre volte al giorno e affrontare i soliti attacchi giornalieri e essere vigili e consapevoli di poter
    agire in quel momento e non sempre subire come siamo stati abituati. Interessantee anche il fatto di darci una parola “ci sono” oppure “sono cosciente” di modo che si scatena in noi un programma mentale ma stavolta in positivo e non al contrario per una presa maggiore di coscienza. È gratificante apprendere che molti fallimenti, situazioni e problemi non dipendevano da noi. Meraviglioso articolo che andrò a rileggere molto spesso.

  13. Essere cosciente ultimamente è diventata una fissazione, ad esempio durante il giorno mi dico “Qui ed ora” per ricordarmi di essere cosciente, non sapendo se facessi bene ad utilizzare delle parole che mi fanno fermare da quel che faccio, sono contento di aver trovato risposta positiva in questo articolo. Come hai scritto appena le pronuncio, tutto si ferma e cambio atteggiamento, respiro prana o “accendo” il non pensiero concentrandomi appunto sul qui ed ora. Lo trovo comunque molto stancante, anche con due meditazioni al giorno a fine giornata lavorativa, sento il mente parecchio affaticato. Credo che la parte più difficile, almeno per me, sia il dire ciò che coscientemente dovrei dire…. ossia parlare con coscienza, quando si cammina, si cucina, si lavora e si deve fare attenzione a ciò che si sta facendo in silenzio mentale magari è una cosa e richiede un po’ di concentrazione, ma parlare con coscienza è tutta un’altra storia, anche se devo ammettere che le pochissime volte che succede, di norma subito dopo il “qui ed ora”, effettivamente il tempo si dilata e riesco a parlare più positivo, senza giudicare o sminuire nessuno, senza lamentarmi ma dando risposte chiare e concrete e rispettose verso gli altri.

  14. Dentro di me ho sentito una forte attrazione che mi diceva di dover leggere questo articolo. Leggendolo, infatti, sono riuscito a comprendere diverse cose che mi hanno fatto riflettere per superare un evento successo l’altro giorno e che mi ha fatto molto arrabbiare a causa di due idioti che in parte mi hanno rovinato la mattinata non riuscendo a pensare ad altro che a quello evento, dimenticando di essere cosciente come in genere, grazie ad esempio respirando prana o rendendomi conto che tutto ciò che ci circonda non è reale, faccio.

  15. Essere coscienti è un allenamento e all’inizio risulta difficile. Mi è bastato un mese di aver meditato di meno ed essermi lasciata un po’ andare per peggiorare il mio livello di coscienza durante il giorno.
    Più medito bene e mi impegno per mantenere un buon non-pensiero e più noto che è più semplice rimanere vigile e cosciente durante la giornata.

  16. esatto…da quando ho letto il primo documento ho dimenticato quel semplice fermarsi 3 volte al giorno per respirare prana…è tutto esattamente come spiegato…riproverò a rimanere cosciente seguendo il tuo consiglio.. grazie Angel

  17. Grazie Angel per come riesci a spronarci con questi articoli. È davvero molto importante essere coscienti in ogni momento, perciò vale la pena di sforzarsi di ricordare le tue parole e di metterle in pratica per il nostro bene e la nostra evoluzione.

  18. Ho letto mettendoci molta coscienza perché capirne il vero significato e soprattutto allenarsi all’essere
    Coscente fa davvero la differenza sulla nostra qualità di vita . Ci sono alcuni passaggi di grande insegnamento quali “ Prendere coscienza vuol dire Decidere i tuoi pensieri non Subirli “ o ancora “ Sii
    Coscente nel momento dell’accadimento perché solo così lo potrai cambiare , ti renderà felice ,soddisfatto ,
    migliore ect , “ “ Sii presente in ogni situazione con il corpo e con la mente “ per 3 volte al giorno ripetere
    “Sono Presente “ e respirare Prana coscientemente . Quante perle ci hai regalato !!!

  19. Non è semplice essere coscienti per tutto l’arco della giornata, ma mi sto impegnando. Ricordo di richiamare prana una o due volte al giorno, me ne dimentico di doverlo fare per tre volte.